• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04444 (5-04444)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04444presentato daD'ARRANDO Celestetesto diVenerdì 24 luglio 2020, seduta n. 379

   D'ARRANDO, MENGA, NAPPI, MARTINCIGLIO, PERANTONI, MASSIMO ENRICO BARONI e PENNA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha previsto un'indennità di 600 euro per emergenza da COVID-19 per i lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo che abbiano almeno 30 giorni contributivi versati nel 2019 al medesimo Fondo e che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50.000 euro;

   il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, riconosce ai lavoratori dello spettacolo, che al 19 maggio non avevano un contratto di dipendente o pensione, l'indennità di 600 euro, per i mesi di aprile e maggio, se nel 2019 hanno avuto almeno 7 giorni contributivi versati ed un reddito inferiore a 35.000 euro;

   la previdenza a favore dei lavoratori dello spettacolo è gestita dall'ex Enpals (fondo sostitutivo dell'assicurazione generale obbligatoria Inps) confluito nell'Inps a partire dal 1° gennaio 2012;

   i suddetti lavoratori sono tenuti obbligatoriamente al versamento del 33 per cento del compenso pattuito di cui il 9,19 per cento a carico del lavoratore (da applicare in fattura o nella ricevuta per prestazione occasionale, trattenuto dal committente) ed il 23,81 per cento a carico del committente;

   alcuni lavoratori autonomi dello spettacolo non hanno potuto accedere all'indennità succitate, relative all'emergenza da COVID-19, previste per i mesi di marzo, aprile, maggio, perché le società per cui hanno lavorato, in evidente difficoltà economica, hanno rateizzato i versamenti dei loro contributi, ritardando o omettendo la comunicazione delle loro giornate per l'anno 2019;

   nonostante, quindi, nel 2019 gli autonomi abbiano fatturato alle suddette società, il rateizzo dei contributi loro spettanti, da parte dei committenti, ha fatto sì che non risultasse il numero di giornate (30 e 7) di lavoro previste dai decreti citati per accedere alle indennità per l'emergenza da COVID-19; sarebbe quindi opportuno attivare un sistema di controlli incrociati da parte dell'Agenzia delle Entrate per appurare l'effettiva fatturazione emessa, nell'anno in questione, dalla succitata categoria –:

   se il Governo sia a conoscenza di quanto esposto in premessa;

   se il Governo non ritenga di adottare opportune iniziative di competenza al fine di consentire anche ai lavoratori autonomi dello spettacolo citati in premessa di accedere alle indennità relative all'emergenza da Covid-19.
(5-04444)