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Atto a cui si riferisce:
C.5/04417 (5-04417)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 22 luglio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione XI (Lavoro)
5-04417

  Con il presente atto parlamentare, l'Onorevole interrogante chiede quali iniziative intende assumere il Ministero del lavoro per la problematica degli operatori sanitari libero-professionisti che hanno contratto il coronavirus e che allo stato sono sprovvisti di una copertura assicurativa da parte delle assicurazioni private.
  Al riguardo, va preliminarmente evidenziato che i medici di base, gli infermieri, i farmacisti e tutti i sanitari libero-professionisti, in base al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, non rientrano nell'assicurazione Inail.
  L'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali si applica infatti soltanto in presenza di requisiti oggettivi, previsti dall'articolo 1 del predetto decreto del Presidente della Repubblica che individua le lavorazioni protette, e di requisiti soggettivi, indicati all'articolo 4 del medesimo decreto. Si tratta di un elenco tassativo, che richiede, ai fini dell'assicurazione obbligatoria e quindi della tutela assicurativa in caso di infortunio e malattia professionale, la ricorrenza di precisi requisiti.
  Per estendere l'obbligo assicurativo a nuove categorie di lavoratori non indicati al citato articolo 4, sarà opportuno adottare una specifica norma che lo preveda espressamente.
  L'adozione di una normativa ad hoc è, ad esempio, avvenuta per l'estensione dell'assicurazione obbligatoria in favore dei lavoratori dell'area dirigenziale, dei lavoratori parasubordinati e degli sportivi professionisti. Più recentemente, l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali è stata estesa anche in favore dei giudici onorari di pace e dei vice procuratori onorari, nonché in favore dei cosiddetti « riders».
  Per quanto riguarda l'impegno del Ministero che rappresento sulla tematica posta, mi preme evidenziare che l'INAIL, per la categoria dei medici, proprio a seguito delle nuove esigenze di tutela emerse in conseguenza della pandemia COVID-19 ha recentemente avviato specifiche interlocuzioni tecniche con l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam) e con alcune Federazioni dei medici per approfondire l'ipotesi di estensione della tutela Inail ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai medici di continuità assistenziale.