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Atto a cui si riferisce:
S.4/00995 CASTIELLO - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, della salute e dell'interno. - Premesso che: il territorio a sud di Salerno è stato interessato, nel...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 070
all'Interrogazione 4-00995

Risposta. - La Prefettura di Salerno con riferimento alle questioni poste, comunica che l'ipotesi di presunti interramenti di rifiuti pericolosi nella realizzazione di opere pubbliche da parte di imprese aggiudicatrici, che si riconducono a fatti accertati nell'indagine convenzionalmente denominata "Chernobyl", sono stati incardinati nell'ambito del procedimento penale n. 8038/2012 R.G.N.R., iscritto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno e conclusosi in data 28 marzo 2018 con sentenza di assoluzione per tutti gli imputati, perché il fatto non sussiste.

La Prefettura precisa ancora che il raggruppamento temporaneo di imprese aggiudicatario del progetto MIAPI (monitoraggio e individuazione di aree potenzialmente inquinate), per la provincia di Salerno ha provveduto a: 1) effettuare i rilievi aerei con sensori magnetici, termici e radiometrici, la cosiddetta attività di telerilevamento (attività svolta dalla società Helica, con sede legale ad Amaro, Udine, avente ad oggetto sociale la gestione o l'esercizio di attività di aeronavigazione mediante elicotteri); 2) analizzare i dati acquisiti da aereo, alla ricerca di anomalie termiche e magnetiche, ossia di aree dove la temperatura e la misura del campo magnetico si discostava in maniera significativa da quella rilevata nelle immediate vicinanze, su stessa tipologia di superficie. Tale attività è stata effettuata nelle sole zone ove non vi era presenza significativa di manufatti antropici (attività svolta dalla società GIA consulting, con sede legale a Napoli, con oggetto sociale: lo sviluppo di sistemi informatici correlati a diversi campi applicativi); c) produrre le schede riepilogative per ogni area in cui sono state individuate anomalie; d) effettuare rilievi geofisici in loco, avvalendosi del proprio personale (geologo e geofisico) per verificare, attraverso misure sul posto e controlli visivi, che non si trattasse di un falso positivo (ad esempio l'anomalia poteva essere generata da tubature interrate o superficiali non visibili dall'aereo).

Sulla problematica, di recente è stata interessata anche l'ARPAC (Agenzia regionale protezione ambientale Campania), le cui attività condotte nell'area hanno riguardato rilievi e caratterizzazioni di suolo o rifiuti, a supporto degli enti pubblici, in procedimenti finalizzati alla bonifica dei siti.

Per quanto attiene alla verifica di radioattività, la Prefettura rappresenta che l'area del vallo di Diano è stata esaminata in un sopralluogo del 23 agosto 2017, nell'ambito del comune di Padula, su richiesta della locale stazione Carabinieri, che non ha evidenziato la presenza di anomalie radiometriche, rispetto al fondo naturale proprio della zona.

In materia di prevenzione delle malattie tumorali, in aggiunta a quanto segnalato sull'argomento nella precedente risposta all'interrogazione della Camera 4-00834 a firma del Ministro in data 18 dicembre 2019, si ritiene interessante accennare a quanto emerso dalla relazione inviata al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania e fatta pervenire a questo Ministero dalla ASL Napoli3 sud. La relazione ha preso in analisi i dati di riferimento relativi ai 51 comuni afferenti alla giurisdizione della Procura di Vallo della Lucania. Dalle analisi congiunte dei dati di mortalità ed incidenza oncologica, emerge che i trend temporali della mortalità generale e specifica per tumori maligni, riferiti all'area in analisi, oltre che alla provincia di Salerno e alla regione Campania, evidenziano un decremento negli anni, tale da non giustificare un allarme sulla mortalità per tumori nella macroarea del Cilento che resta più bassa rispetto alla regione Campania rd alla provincia di Salerno.

Nella relazione è inoltre sottolineato che la ricerca in generale, e quella oncologica in particolare, sono discipline caratterizzate da attività continua nel tempo, per cui le analisi e le conseguenti valutazioni sono sempre limitate ai dati ed ai periodi analizzati e sono suscettibili di rivalutazioni nel tempo, alla luce dell'acquisizione di ulteriori dati. Resta quindi determinante il monitoraggio costante dello stato di salute della popolazione.

Questo Ministero in merito agli aspetti inerenti alle anomalie geofisiche rilevate con il progetto MIAPI fa presente che il progetto si inquadra in un ambito di intervento coerente con gli obiettivi del programma operativo nazionale Sicurezza 2007-2013 ed ha visto coinvolte le ARPA, le amministrazioni locali ed i nuclei Carabinieri per la tutela dell'ambiente e nuclei operativi ecologici, ognuno con uno specifico ruolo ed a supporto dei processi finalizzati all'individuazione di siti potenzialmente inquinati. I progetti si inquadravano nell'asse I del programma (sicurezza per la libertà economica e d'impresa) orientato al raggiungimento di un "contesto più favorevole alla vita economica" attraverso la rimozione degli "ostacoli che la criminalità organizzata crea alla libera concorrenza tra le imprese". Tali progetti avevano carattere di sistema, ossia finalizzati alla promozione di iniziative sovraregionali la cui attuazione è affidata ad amministrazioni e istituzioni a livello centrale e territoriale alle 4 regioni "convergenza": Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Le attività del progetto riguardano l'esecuzione di telerilevamento con sensori magnetometrici, radiometrici e termici montati su aeromobili e la successiva attività di indagini in campo con rilevazione manuale di possibili anomalie magnetometriche o radiometriche presenti sul suolo. I dati ed i risultati del telerilevamento aereo MIAPI sono stati resi disponibili agli enti beneficiari del progetto quali il SITA del comando generale dell'Arma dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente e nuclei operativi ecologici e le ARPA regionali per diretta competenza.

Il Ministero tra il 2014 e il 2015 ha trasmesso all'ARPAC i dati magnetometrici, radiometrici e termici della Campania, comprensivi di schede monografiche. Il territorio del Cilento è stato sorvolato parzialmente poiché i target di interesse prioritario erano le aree agricole potenzialmente inquinate o inquinabili. La copertura aerea sul vallo di Diano è stata effettuata nel contesto del progetto, è stata resa pubblica sul sito internet di Arpa Campania. L'ARPAC ha inoltre pubblicato sul proprio sito un webgis in cui sono rappresentati i soli dati puntuali di anomalie MIAPI relativi all'area definita mediaticamente "terra dei fuochi", corrispondente in parte al territorio provinciale di Napoli e in parte a quello di Caserta. È stata omessa la pubblicazione di dati relativi alle altre aree della regione in quanto, trattandosi di dati sensibili, la diffusione è vietata senza specifica autorizzazione.

Occorre precisare infatti, che i dati MIAPI sono sottoposti ad un alto livello di riservatezza in quanto utilizzati dal comando generale dell'Arma dei Carabinieri per la tutela dell'ambiente che svolge attività di polizia giudiziaria per la repressione degli eco-reati, anche al fine di prevenire falsi allarmi e interpretazioni infondate e fuorvianti prima degli accertamenti diretti. Inoltre, gli stessi dati non sono soggetti ad obbligo di pubblicazione da parte di questo Ministero e l'autorizzazione ad una loro eventuale diffusione pubblica deve essere rivolta al comando generale dell'Arma.

Il piano operativo nazionale Legalità 2014-2020 non ha azioni specifiche relative al completamento o aggiornamento del progetto MIAPI, avendo sostituito le attività di telerilevamento aereo con quelle di videosorveglianza del territorio.

COSTA SERGIO Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

04/06/2020