• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01805 FERRARA, PETROCELLI, ROMAGNOLI, MARILOTTI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che: il 15 luglio 2020, la missione di verifica delle Nazioni...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01805 presentata da GIANLUCA FERRARA
martedì 21 luglio 2020, seduta n.242

FERRARA, PETROCELLI, ROMAGNOLI, MARILOTTI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che:

il 15 luglio 2020, la missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia ha annunciato la morte di un suo collaboratore, Carmine Mario Paciolla, di 33 anni, nei pressi della sua abitazione a San Vincenzo del Caguan, a circa 650 chilometri da Bogota;

Paciolla era assegnato alla missione sul controllo della consegna delle armi da parte delle FARC (Forze armate rivoluzionarie della Colombia) nel quadro degli accordi di pace con il Governo colombiano del 2016;

secondo le autorità colombiane il funzionario potrebbe essersi suicidato;

in base agli accordi di cooperazione vigenti tra Italia e Colombia e, in particolare, alla legge 27 novembre 2017, n. 187, recante "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Ministero dell'interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 28 maggio 2013", è facilitata la collaborazione nelle indagini tra autorità giudiziarie colombiane e italiane;

la madre del deceduto, Anna Maria Motta, ha ribadito più volte ai mezzi di informazione di non credere all'ipotesi del suicidio poiché il figlio aveva comprato, poche ore prima di morire, il biglietto di rientro in Italia per il 20 luglio 2020 manifestandole il desiderio di tornare in patria il prima possibile. La madre ha fatto menzione anche di presunti dissidi che Paciolla avrebbe avuto in seno all'organizzazione per la quale lavorava;

l'articolo pubblicato su "ilfattoquotidiano" del 18 luglio 2020, dal titolo "Mario Paciolla, gli amici del collaboratore Onu morto in Colombia: 'Temiamo un nuovo caso Regeni'. Telefonata Di Maio-De Magistris", riporta che: "la procura locale (colombiana ndr) ha fatto sapere di aver aperto un'indagine per omicidio. Le forze dell'ordine hanno precisato che il cadavere di Paciolla è stato rinvenuto nella sua abitazione a San Vicente del Caguan con segni di lacerazione ai polsi";

considerato che:

l'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano non ha portato la stabilità auspicata. In tutta la Colombia si susseguono omicidi mirati di sindacalisti, ambientalisti, attivisti per i diritti sociali ed economici ed ex combattenti;

in base ai dati forniti da Indepaz (Instituto de estudios para el desarrollo y la paz), da inizio anno 2020 a oggi 166 attivisti sociali e difensori dei diritti umani e 36 ex combattenti sono stati uccisi;

sempre secondo Indepaz, dalla data della firma dell'accordo di pace tra FARC e Governo colombiano al 15 luglio 2020, sono stati assassinati 971 leader sociali e attivisti dei diritti umani in Colombia;

dal 6 marzo al 15 luglio 2020, durante l'emergenza COVID-19, ben 95 leader sociali e attivisti dei diritti umani sono stati assassinati in Colombia;

si registra inoltre il peggioramento della situazione alla frontiera tra Venezuela e Colombia, fatto che seppur estraneo al contesto della morte di Paciolla, contribuisce a aumentare la tensione nell'area;

ritenuto che l'omicidio di Giulio Regeni ha scosso l'opinione pubblica italiana, complicando i rapporti con l'Egitto, da cui si attende ancora una risposta concreta su chi abbia ucciso il giovane ricercatore italiano,

si chiede di sapere:

quale sia lo stato delle indagini e se si riscontri piena collaborazione da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e delle autorità colombiane;

quale attività siano state intraprese per facilitare il rientro della salma in Italia;

quali iniziative abbia adottato il Ministro in indirizzo per promuovere la più proficua collaborazione tra l'autorità giudiziaria italiana e quella colombiana, nel rispetto del principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati, al fine di giungere ad un pieno accertamento di quanto accaduto nel più breve tempo possibile.

(3-01805)