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Atto a cui si riferisce:
S.1/00266 premesso che: l'Italia con il suo patrimonio storico-artistico è, secondo la Convenzione UNESCO, la nazione che, su un totale di 1.121 siti (869 siti culturali, 213 naturali e 39 misti)...



Atto Senato

Mozione 1-00266 presentata da LUCIA BORGONZONI
martedì 21 luglio 2020, seduta n.242

BORGONZONI, PITTONI, SAPONARA, ALESSANDRINI, BARBARO, MONTANI, CASOLATI, BAGNAI, BORGHESI, RUFA, CORTI, BRIZIARELLI, PEPE, AUGUSSORI, VESCOVI, PILLON, ZULIANI, VALLARDI, PERGREFFI, BRUZZONE, PUCCIARELLI, CAMPARI, SBRANA, NISINI, CANDIANI, BERGESIO, LUNESU, DE VECCHIS, IWOBI, FREGOLENT, TOSATO, PELLEGRINI Emanuele, CANTU', MARIN, RICCARDI, STEFANI, RIPAMONTI, PIANASSO, URRARO, SAVIANE, LUCIDI, PAZZAGLINI, ARRIGONI, RIVOLTA, BOSSI Simone - Il Senato,

premesso che:

l'Italia con il suo patrimonio storico-artistico è, secondo la Convenzione UNESCO, la nazione che, su un totale di 1.121 siti (869 siti culturali, 213 naturali e 39 misti) presenti in 167 Paesi del mondo, ha sul suo territorio 55 siti, insieme con la Cina, ossia il maggior numero di beni culturali inclusi nella lista del patrimonio dell'umanità;

la presenza sul territorio nazionale di monumenti architettonici, aree archeologiche, patrimonio librario archivistico e tutela del paesaggio richiede di assicurare la protezione attraverso politiche specifiche, servizi di protezione, conservazione, ricerca scientifica e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, formazione nel campo della protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale;

la tutela, valorizzazione e la fruibilità dei siti culturali, secondo i recenti processi di riforma del Ministero dei beni culturali e della conseguente adeguamento della legislazione nazionale, regionale, nell'ambito delle rispettive competenze, hanno prodotto vantaggi economici reali nei tempi precedenti l'epidemia COVID-19, un valore pari al 13 per cento di PIL nazionale nel 2019, grazie al miglioramento dell'offerta turistica che oggi versa in crisi per l'epidemia che sta interessando il mondo;

dal 2015 sono state avviate forme di cooperazione per la ricerca applicata di tecnologie avanzate satellitari, oltre a droni e sensori terrestri, nel settore della tutela dei beni culturali tra Ministero per i beni culturali, enti di ricerca e industria, quali il progetto Smart Pompei CNR - Leonardo SpA e il programma di monitoraggio per la manutenzione programmata del Parco archeologico del Colosseo nel 2018;

l'Istituto Centrale del Restauro, grazie ai programmi di ricerca sperimentale con tecnologie avanzate svolte nell'ultimo decennio sui siti culturali italiani, sta implementando i dati della Carta del Rischio, accrescendo così la conoscenza e la competenza del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo nella manutenzione programmata del patrimonio storico nazionale e conferendo al personale del Ministero, insieme alla "Unit for Heritage" del Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, una expertise che viene richiesta da diversi Stati per la tutela dei rispettivi patrimoni in caso di calamità naturali e conflitti;

l'Unione europea ha comunicato agli Stati le conclusioni del lavoro della task force Beni Culturali (con un coordinamento affidato all'Italia e svolto dal Segretario generale del Ministero) contenute nel "Report on the user requirements in the Copernicus domain to supprt Cultural Heritage management, conservation and protection", che ha elaborato proposte per individuare l'utilizzo dei prodotti del sistema satellitare del progetto Cosmo Sky Med-Copernicus da parte di soggetti nazionali per la preservazione, il monitoraggio e la gestione del patrimonio culturale europeo, sui beni come identificati dalla Commissione europea nell'anno europeo della cultura 2018;

la Commissione europea ha informato gli Stati membri che le infrastrutture spaziali dell'UE sono strumenti utili anche per fronteggiare e monitorare la crisi pandemica COVID-19, con servizi sviluppati nell'ambito dei programmi "Copernicus" e "Galileo" che possono essere impiegati dalle Istituzioni europee, nazionali ed imprese private per sviluppare applicazioni funzionali al monitoraggio della crisi sanitaria in corso e soprattutto per organizzare il riavvio delle attività di fruizione dei luoghi della cultura, secondo modalità necessarie per evitare il diffondersi del contagio, secondo le linee guida e procedure definite dalle autorità competenti;

considerato che:

la Repubblica italiana, ai sensi dell'articolo 9 della Costituzione, ha il dovere, di promuovere "lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica" e tutelare "il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione";

la valorizzazione dei beni culturali, nell'ambito delle specifiche competenze legislative attribuite dall'articolo 117 della Costituzione allo Stato e alle Regioni e secondo il Codice dei beni culturali non può prescindere dalla loro tutela, che viene esercitato non solo con la dichiarazione di interesse culturale e paesaggistico, ma soprattutto con azioni di conservazione, protezione e restauro;

la tutela penale dei beni culturali, principalmente dettata dalle norme contenute nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e nel Codice penale, va migliorata, in modo organico ed omogeneo, per meglio proteggere il patrimonio italiano e quello internazionale da atti di vandalismo generalista o ideologico;

il Consiglio d'Europa ha adottato, nel 2017, una convenzione volta a prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali, nel quadro dell'azione dell'Organizzazione per la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata (cosiddetta Convenzione di Nicosia, del 19 maggio 2017). L'Italia ha firmato la convenzione, insieme ad altri otto Stati membri del Consiglio d'Europa, ma il documento non è ancora entrato in vigore, in quanto è stato ratificato da un solo Stato (Cipro). La convenzione prevede che costituiscano reato diverse condotte contro i beni culturali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l'importazione e l'esportazione illegali, nonché l'acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti. Riconosce, inoltre, come reato la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali;

risulta necessario reprimere efficacemente i comportamenti volti a distruggere, deteriorare o imbrattare beni culturali o paesaggistici, così come altre condotte criminose, che hanno ad oggetto gli stessi beni, attraverso un sistema sanzionatorio che preveda sia pene detentive che pecuniarie di entità tale da avere efficacia dissuasiva;

appare altresì necessario ricondurre molte fattispecie di reato, disseminate attualmente nel Codice dei beni culturali, nell'alveo del Codice penale, dando così organicità al sistema sanzionatorio dei reati contro il patrimonio culturale e paesaggistico;

la politica di investimenti in attrattori culturali, quale volano per il turismo internazionale, attualmente messa in crisi dalla pandemia da COVID-19, va sostenuta con ulteriori risorse economiche per potenziare una delle più importanti risorse strategiche per il rilancio del nostro Paese;

lo sviluppo di tecnologie avanzate per la sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale italiano, in collaborazione con la ricerca applicata degli enti scientifici ed accademici e dell'industria, consentirebbe un vantaggio competitivo per il nostro Paese anche in campo internazionale,

impegna il Governo:

1) ad individuare ulteriori risorse per finanziare un piano straordinario di interventi finalizzati alla manutenzione programmata per la messa in sicurezza, la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, storico, artistico e museale su tutto il territorio italiano e per favorirne una fruizione COVID-free;

2) a predisporre un Piano strategico nazionale di valorizzazione del patrimonio UNESCO italiano con un nuovo modello di governance e di sviluppo ecosostenibile, tale da coinvolgere industrie culturali e turistiche quali attori partecipi per la ripresa economica, avvalendosi di tutti gli strumenti e i supporti possibili, come ad esempio l'ICOMOS (organizzazione internazionale non governativa che ha principalmente lo scopo di promuovere la teoria, la metodologia e le tecnologie applicate alla conservazione, alla protezione e alla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale);

3) a ratificare, in tempi brevi, la Convenzione di Nicosia del 2017, volta a prevenire e combattere il traffico illecito e la distruzione di beni culturali;

4) ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a garantire un'adeguata ed efficace difesa del patrimonio culturale e paesaggistico, attraverso una riforma organica della disciplina sanzionatoria in materia, ricondotta all'interno del Codice penale;

5) ad implementare la cooperazione scientifica per la sperimentazione di avanzate tecnologie aerospaziali e sensoristiche, nell'ambito delle politiche di "Space Economy", in collaborazione con Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, Enti di ricerca applicata delle Università e delle industrie di settore, per lo sviluppo di una piattaforma "AWARE" unica e modulare per l'intero territorio nazionale, anche con il coinvolgimento in processi formativi del personale del Ministero per i beni culturali, oltre a prevedere un reclutamento di nuove figure professionali specializzate, anche attraverso specifiche risorse economiche da assegnare al Ministero.

(1-00266)