• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04408 (5-04408)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04408presentato daFREGOLENT Silviatesto diMartedì 21 luglio 2020, seduta n. 376

   FREGOLENT e FERRI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   il 17 luglio 2020 sono passati 32 anni dal terribile incendio allo stabilimento di insetticidi Farmoplant, che ha provocato la nube tossica più pericolosa ed invasiva per il territorio di Massa:

   l'incendio causò uno dei più gravi disastri ambientali del centro Italia, al punto da coprire un'area di circa 2 mila chilometri quadrati tra La Spezia e Forte dei Marmi:

   nella provincia di Massa Carrara, i dati dei malati di tumore sono allarmanti ed il mistero di quella «bomba tossica» resta ancora oggi. È necessario, dunque, fare chiarezza sulla falda soggiacente alla zona industriale e anche su alcune aree residenziali di Massa;

   a tal proposito, nel 2016 era stato sottoscritto un accordo di programma fra Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, regione Toscana, provincia di Massa Carrara e diversi comuni, che metteva a disposizione oltre 3 milioni di euro nell'immediato (e altri per una fase successiva, per un totale di circa 24 milioni di euro);

   una parte delle suddette risorse era finalizzata a realizzare uno studio della falda e ad arrivare a una progettazione di bonifica unitaria dell'area, da finanziare poi con i restanti fondi dell'accordo di programma: soggetto attuatore dello studio e del progetto era Sogesid, società in house del Mattm;

   l'analisi della falda è stata completata nell'autunno 2019 e i risultati presentati a dicembre; in quell'occasione era stato annunciato che la progettazione della bonifica sarebbe stata presentata nel primo trimestre del 2020;

   ad oggi tale progettazione non è però ancora stata presentata;

   nel lotto 3, le aziende che hanno intrapreso un'attività preliminare di bonifica hanno dovuto seguire un percorso burocratico di 15 anni senza avere ancora la disponibilità del terreno;

   si rileva inoltre che, all'interno del sito, il Mattm ha condotto l'iter in maniera differente. Eclatante, in proposito, è quanto accaduto ad un sito che circa vent'anni orsono si affidava agli enti preposti per la verifica dell'avvenuta bonifica: nonostante la bonifica fosse intervenuta, ad opera di Edison (sotto controllo dell'Arpat), da oltre due anni, il sito è rimasto arenato a causa della burocrazia, con grave danno occupazionale –:

   se e quali iniziative di competenza intenda adottare per rafforzare concretamente la tutela ambientale dell'area in questione e dare maggiore effettività alla protezione e alla salvaguardia del territorio, con particolare riguardo alla presentazione della progettazione unitaria della bonifica e alle certificazioni di avvenuta bonifica e altresì per favorire iniziative private di natura economica.
(5-04408)