• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00871 (2-00871) «Mugnai».



Atto Camera

Interpellanza 2-00871presentato daMUGNAI Stefanotesto diMercoledì 22 luglio 2020, seduta n. 377

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, per sapere – premesso che:

   nei mesi scorsi Greenpeace ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale nei confronti della regione Toscana relativamente alla questione delle «ecoballe» di plastica ancora giacenti nelle acque protette del Santuario dei Cetacei;

   come apparso sulla stampa locale, era il 23 luglio 2015 quando una nave cargo salpava da Piombino diretta a Varna, in Bulgaria, con un carico di 1.888 balle di rifiuti di plastica da incenerire. A causa di un'avaria, un'ora dopo la partenza il comandante dava ordine di sversare in mare una parte del carico, pari a 56 balle. È così che 65 tonnellate di plastica finivano nelle acque protette del Santuario dei Cetacei;

   racconta Greenpeace, come da articoli della stampa locale; «Nessuna autorità marittima venne a conoscenza dell'incidente fino al 31 luglio dello stesso anno, quando una balla finì accidentalmente nelle reti di un peschereccio nel Golfo di Follonica. Da qui partì l'inammissibile catena di omissioni, mancanze e negligenze delle istituzioni preposte che, invece di intervenire, si sono rimpallate ruoli e responsabilità che hanno lasciato per cinque anni il mare e le sue creature in balia di tonnellate di plastica»;

   nessuna titolarità del presidente o della giunta regionale in relazione all'atto contestato da Greenpeace; è quanto precisano, come apparso sulla stampa locale, gli uffici regionali in relazione alla notizia dell'esposto per danno erariale presentato da Greenpeace alla Corte dei Conti sulla questione delle ecoballe disperse nelle acque del golfo di Follonica;

   quanto alla questione complessiva del recupero delle ecoballe, sempre sulla stampa, gli uffici precisano che, pur non avendo nessuna competenza diretta, la regione Toscana e Arpat si sono messe a disposizione del commissario straordinario che ha provveduto ad individuare la localizzazione delle eco-balle in mare. Nel mese di marzo 2020 la regione ha chiesto che fosse dichiarato lo stato d'emergenza nazionale per consentire al commissario Caligiore le deroghe per velocizzare i lavori di rimozione;

   come appreso dalla stampa locale, in aprile la Protezione civile ha risposto dicendo che non era possibile riconoscere lo stato d'emergenza nazionale perché l'origine della criticità non è un fenomeno naturale ma antropico. A maggio 2020, in accordo con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la regione ha convocato un incontro da cui è scaturita la richiesta di rivalutare la concessione dello stato d'emergenza nazionale. In seguito a questo incontro è partita una lettera del presidente con una nuova richiesta formale della dichiarazione di stato d'emergenza nazionale;

   commenta a questo proposito il presidente della regione, Enrico Rossi in data 26 giugno 2020: «Poiché dopo 5 anni oltre 60 tonnellate di rifiuti giacciono ancora nel fondo del mare e lo Stato italiano non è stato in grado di rimuoverle. Benché la regione Toscana non abbia competenze specifiche chiedo ancora una volta che il Governo faccia un decreto nel più breve tempo possibile conferendo a me i poteri commissariali e adeguati strumenti per intervenire. È una vergogna che attorno a questa vicenda si perpetui troppa incertezza dei poteri»;

   nel Consiglio dei ministri che si è riunito la sera del 14 luglio 2020 per concludersi, dopo sospensioni e riprese, alle 5,16 del 15 luglio sotto la Presidenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dell'emergenza «ecoballe» nel golfo di Follonica non c'è traccia alcuna, come annunciato anche dalla stampa locale;

   la stampa locale toscana ha provveduto giustamente a sollecitare una soluzione rapida, attraverso anche un intervento di tutti i deputati eletti nella regione Toscana –:

   se il Governo intenda adottare le iniziative di competenza per mettere fine a questa situazione di stallo in merito al problema delle «ecoballe» ormai noto dal 2015, per provvedere pertanto al recupero immediato di esse;

   se non si ritenga necessario adottare le iniziative di competenza per deliberare lo stato d'emergenza per la zona e nominare un commissario con pieni poteri;

   quali iniziative concrete intenda attivare il Governo per risolvere il problema sopracitato e quale sia la tempistica per una soluzione certa, visto il rischio di un disastro ambientale.
(2-00871) «Mugnai».