• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/01874/222 in sede di conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/1874/222 presentato da ELENA FATTORI
giovedì 16 luglio 2020, seduta n. 241

Il Senato,
in sede di conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19;
premesso che:
l'emergenza sanitaria correlata alla diffusione del COVID-19 ha portato il personale sanitario, medici, infermieri e farmacisti ad un impegno in prima linea nei reparti di assistenza, uno sforzo e una dedizione riconosciuta all'unanimità nel nostro Paese;
i medici di base e i farmacisti non hanno lo stesso trattamento assicurativo dei dipendenti del Servizio Sanitario nazionale. Infatti se i secondi sono soggetti all'Inail, i primi devono versare una quota annua, che va dai 1000 ai 2000 euro, obbligatoria di copertura assicurativa per la propria attività professionale;
la circolare n. 13 dell'Inail, richiamando l'articolo 42, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 "Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19", riconosce espressamente tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da-coronavirus (SARS- Co V-2) in occasione di lavoro e chiarisce che "nell'attuale situazione pandemica, l'ambito della tutela riguarda innanzitutto gli operatori sanitari esposti a un elevato rischio di contagio, aggravato fino a diventare specifico";
in via teorica, confermata anche dall'Inail, le linee guida in termini di premi dovrebbero essere uguali per tutti e seguire proprio quelle dell'Inail;
il dramma del Covid ha visto invece un trattamento diverso tra coloro che sono assoggettati all'assicurazione pubblica e quelli che devono rivolgersi ai privati;
ai deceduti del SSN a causa del Covid è stato riconosciuto, in favore delle famiglie o i beneficiari indicati, un indennizzo legato a "infortunio sul lavoro". Ai 171 medici di base e medici che fanno riferimento alle assicurazioni private e i 14 farmacisti nella stessa condizione che sono deceduti a causa del Covid invece gli istituti privati si rifiutano di considerare l'infortunio sul lavoro non riconoscendo alcunchè di conseguenza alle famiglie e ai beneficiari;
si crea così un forte scompenso di carattere sociale. L'Inail ha dichiarato che le linee guida da seguire sono quelle che portano al riconoscimento da parte di tutte le compagnie dell'infortunio sul lavoro.
Le assicurazioni sono inoltre soggette al controllo da parte dell'IVASS (l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), che però non si è ancora pronunciato;
appare necessario un intervento che restituisca equità sociale e giustizia anche in una condizione drammatica come questa determinata dall'emergenza epidemiologica COVID-19;
impegna il Governo:
a verificare se vi siano le condizioni per adottare iniziative, anche normative, volte a garantire l'adeguata protezione dei medici e sanitari assicurati vittime della pandemia recuperando omogeneità tra il sistema assicurativo pubblico e quello privato sull'interpretazione dell'infezione da corona-virus (SARS- CoV-2) come infortunio sul lavoro.
(numerazione resoconto Senato G1.257)
(9/1874/222)
Fattori, Binetti, Di Marzio, Lonardo, De Petris, Siclari, Nugnes, Barboni, Taricco