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Atto a cui si riferisce:
S.4/02711 MASINI, LA PIETRA - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che: lunedì 16 dicembre 2019 si è svolta la riunione del consiglio d'amministrazione...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 069
all'Interrogazione 4-02711

Risposta. - Questo Ministero, su istruttoria della Soprintendenza di Firenze, con decreto del direttore generale archeologia belle arti e paesaggio n. 1340 dell'11 novembre 2019, notificato il 3 dicembre 2019, ha integrato il provvedimento di dichiarazione di interesse culturale n. 555/2012 relativo al bene denominato "palazzo ed ex chiesa del Tau" emesso ai sensi dell'art. 10, comma 1, del decreto legislativo n. 42 del 2004 , con la dichiarazione di pertinenzialità della collezione alla porzione di proprietà comunale dell'immobile. Con lo stesso decreto, la collezione della. fondazione Marino Marini di Pistoia, composta da 2.790 opere, è stata dichiarata di eccezionale interesse storico artistico e di interesse particolarmente importante, ai sensi dell'art. 10, comma 3, lettere d) e e), del codice. L'apposizione di tale vincolo non consente che le opere d'arte della collezione siano oggi spostate in altro luogo, se non temporaneamente e comunque su autorizzazione della competente Soprintendenza.

Avverso tale decreto la fondazione ha presentato, in data 31 gennaio 2020, ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, chiedendone l'annullamento.

Il trasferimento a Firenze della collezione, come ipotizzato dalla fondazione pistoiese, risulterebbe traumatico per Pistoia e il suo territorio, mentre poco aggiungerebbe al fitto sistema museale fiorentino che, tra l'altro, ha già un museo Marino Marini, allestito nell'ex chiesa di san Pancrazio.

Nel caso in questione è stata proprio l'imminenza di un possibile trasloco in altri luoghi di una collezione composta da migliaia di opere di rilevante qualità (2.790 opere), che nel loro insieme costituiscono un'importante testimonianza per la storia del collezionismo, il cui legame con il territorio le sue istituzioni è indiscutibile, la cui appartenenza alla città e al complesso architettonico è altrettanto documentabile, a stimolare quest'amministrazione ad avviare a luglio 2019, con fini di tutela, un procedimento istruttorio, con la contestuale redazione di un elenco completo delle opere di proprietà della fondazione, prima d'ora non noto alla Soprintendenza di Firenze.

In riferimento, quindi, al decreto emanato da Ministero n. 1340 dell'11 novembre 2019 si procede a sintetizzarne le motivazioni che sostanziano la dichiarazione della collezione e il legame di pertinenzialità. La prima motivazione è da individuare nell'eccezionale importanza storico-artistica della collezione, data l'indiscutibile paternità e l'eccellente livello qualitativo delle singole opere, nonché l'unicità dell'insieme quale testimonianza dell'ampia parabola artistica di Marino Marini, artista del '900 italiano di indiscussa rilevanza internazionale. La seconda motivazione è da riscontrare nell'azione congiunta, attuata dal 1981 dalle istituzioni pistoiesi e dalla vedova di Marino al fine di istituire conservare e valorizzare le opere di Marino Marini, predisponendone la fruizione da parte del pubblico. A tale scopo, con delibera del Consiglio comunale n. 1094 del 5 dicembre 1983, il Comune di Pistoia destinava l'ex convento del Tau a sede del centro di documentazione Marino Marini (di proprietà comunale), e contestualmente approvava il progetto di restauro dell'edificio esponendosi con un investimento di lire 1.600.600.000 ottenuto tramite relativo finanziamento dell'istituto credito fondiario della Toscana, sezione opere pubbliche. Quindi è evidente che il Comune di Pistoia decideva di investire una somma davvero ingente, impegnandosi in un progetto a lungo termine, che avrebbe consentito alla fondazione di conservare e valorizzare la collezione Marino Marini e al Comune di annoverare fra i propri luoghi della cultura il museo di uno dei massimi scultori del '900 italiano e internazionale. La terza motivazione risiede nel carattere identitario che la collezione della fondazione ha inevitabilmente assunto per la città, proprio grazie all'attività della fondazione stessa, che ha costantemente operato negli ultimi decenni sia nell'ambito dell'approfondimento scientifico dell'opera dello scultore, sia nel campo della divulgazione della sua produzione, ponendo particolare attenzione alla didattica e al coinvolgimento delle scuole del territorio.

A sostegno di tali motivazioni, si evidenzia, in breve, l'iter che ha condotto all'istituzione della realtà museale pistoiese dedicata all'opera di Marino Marini: 1976: fu istituito dal Comune di Pistoia il centro di documentazione dell'opera di Marino Marini, per dare corso all'idea di dedicare all'artista, ancora in vita e attivo nel progetto, un'apposita sezione del museo civico; 1979: fu istituita la sezione del museo civico dedicata a Marino Marini, poi confluita nel palazzo del Tau, attuale sede della fondazione; 1981: subito dopo la, morte dell'artista (1980), la vedova fece un'ulteriore donazione di opere al centro di documentazione comunale.

Il 29 novembre 1983 fu costituita da Mercedes Pedrazzini la fondazione Marino Marini di Pistoia, riconosciuta con decreto prefettizio del 27 agosto 1985. Unica fondatrice e presidente a vita della fondazione, Mercedes Pedrazzini, all'atto della costituzione, cedeva alla fondazione, al fine di dotarla di un patrimonio, tutti i diritti di utilizzazione delle opere di Marino Marini e tutti i diritti, anche patrimoniali, connessi, conferendole un cospicuo fondo iniziale di dotazione. La costituzione della fondazione pistoiese fu, inoltre, preceduta e seguita da un'intensa attività di collaborazione tra il Comune e la vedova ed erede di Marini, durata un arco di tempo che si colloca tra il 1976 (con Marini ancora in vita) e la morte della signora Pedrazzini, avvenuta nel 2008.

1986: il Comune di Pistoia fece un investimento di lire 1.600.600.000 per il restauro del palazzo del Tau (attuale sede della fondazione e degli spazi espositivi aperti al pubblico) al fine di permettere alla fondazione di operare in una sede adeguata; 1989: la fondazione si trasferiva nel palazzo del Tau; primi anni '90: veniva aperta al pubblico la gipsoteca del museo Marino Marini, la prima delle varie sezioni espositive destinate alla pubblica fruizione. Per il raggiungimento di tale scopo, il Comune, nel 1986, aveva donato alla fondazione i gessi di sua proprietà.

Con decorrenza dall'anno 1998, Comune sì faceva carico della sorveglianza e della manutenzione ordinaria e straordinaria del palazzo del Tau. Inoltre, acconsentiva che propri dipendenti fossero utilizzati dalla fondazione, come nel caso della dottoressa Teresa Tosi, direttrice del museo a partire dal 1994, stipendiata dal Comune di Pistoia.

Riassumendo, a partire dal 1976 iniziò a configurarsi una collaborazione tra il Comune e Marino Marini, divenuta, dopo la sua morte, una più stretta collaborazione tra la vedova dell'artista, presidente della fondazione, e il Comune, col fine condiviso di accrescere la fama e promuovere la memoria dello scultore pistoiese. Questa collaborazione condusse, circa 10 anni dopo, alla messa a punto di un progetto espositivo e conservativo, condiviso da Comune e fondazione, impostato sulla coesistenza in un'unica sede, il palazzo del Tau, del centro di documentazione dell'opera di Marini appartenente al Comune e della collezione delle sue opere, appartenente alla fondazione. Di fatto, a partire dal 1989, il palazzo del Tau diveniva sede della fondazione Marino Marini, oltre che sede espositiva dell'opera di Marini e sede del centro di documentazione dell'artista. Tale collaborazione convinse la signora Pedrazzini a donare il suo intero patrimonio alla fondazione pistoiese, che nel 2008 diveniva sua erede universale acquisendo migliaia di opere.

La signora Pedrazzini nel suo testamento non destinava nulla alla fondazione Marino Marini san Pancrazio di Firenze che rimaneva proprietaria di circa 150 opere, contro le 2.790 di quella pistoiese.

Per quanto concerne infine la vigilanza sull'operato della fondazione, si ricorda che essa viene attuata dalla competente Prefettura di Pistoia, che è stata già avvisata in merito e ha avviato i primi accertamenti, anche riguardo al supposto spostamento di alcuni documenti facenti parte dell'archivio della fondazione. Di tale vicenda si sta attualmente occupando la Soprintendenza archivistica della Toscana e il nucleo Carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze.

ORRICO ANNA LAURA Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali e per il turismo

24/06/2020