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Atto a cui si riferisce:
S.4/03594 IWOBI, LUCIDI, VESCOVI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. - Premesso che: l'Assemblea nazionale del popolo...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 069
all'Interrogazione 4-03594

Risposta. - L'Italia, insieme ai partner UE, ha prontamente e inequivocabilmente reagito subito dopo l'approvazione da parte cinese della risoluzione che autorizza l'Assemblea nazionale del popolo a procedere nell'elaborazione della legge sulla sicurezza ad Hong Kong. Come ha già ricordato il ministro Di Maio, l'Italia è tra i pochi Paesi dell'Unione europea ad essere intervenuto direttamente sul tema. Il Ministro ha espresso preoccupazione al Consiglio degli affari esteri, e ha contribuito alla dichiarazione comune UE dello scorso 29 maggio. Alla fine di quel Consiglio l'alto rappresentante Borrell ha definito la decisione cinese non conforme agli impegni internazionali e alla legge fondamentale (la "costituzione" di Hong Kong) e tale da minare il principio "un Paese, due sistemi" e l'alto grado di autonomia di Hong Kong che esso garantisce.

Precedentemente Borrell aveva già rilasciato una prima dichiarazione, il 22 maggio, in seguito all'annuncio da parte cinese di voler dare avvio alla discussione della legge. Esprimeva l'auspicio che l'adozione della legislazione sulla sicurezza ad Hong Kong avvenisse nel pieno rispetto dell'art. 23 della legge fondamentale, con un dibattito democratico e inclusivo che preveda la consultazione di tutte le parti ed il rispetto dei diritti e delle libertà assicurate ad Hong Kong, nel quadro dell'autonomia della regione amministrativa speciale.

Il tema delle libertà e diritti di Hong Kong è stato nuovamente sollevato dall'alto rappresentante Borrell nella sua interlocuzione con il Ministro degli affari esteri Wang Yi in occasione del dialogo strategico UE-Cina tenutosi in videoconferenza il 9 giugno. La preoccupazione per gli sviluppi ad Hong Kong verrà inoltre ribadita dall'Unione europea in occasione del vertice bilaterale ordinario previsto nella seconda metà di giugno.

Fin dal riaccendersi delle tensioni ad Hong Kong nella primavera 2019, l'Italia ha ripetutamente invitato alla moderazione e all'instaurazione di un processo di dialogo inclusivo e credibile che tuteli e mantenga le libertà fondamentali e l'elevato grado di autonomia della regione amministrativa speciale. L'Italia lo ha fatto sia a livello bilaterale sia nell'ambito del coordinamento UE, che in altri formati quali il G7. In tutte le dichiarazioni, alla cui formulazione l'Italia ha attivamente partecipato, è sempre stato riaffermato l'auspicio che i diritti e le libertà fondamentali, incluso il diritto di assemblea e di manifestazione pacifica, nonché la piena indipendenza del sistema giudiziario, siano preservati. L'Italia continuerà ad esprimersi a tutela del principio "un Paese, due sistemi", nella consapevolezza che esso sia rilevante per non solo per la stabilità e prosperità di Hong Kong e della sua popolazione, ma anche per la situazione dei cittadini europei e stranieri in generale, per l'attrattività della regione quale hub finanziario e per preservare un ordine internazionale basato su regole.

Eventuali ulteriori iniziative, come ben noto, non potranno che collocarsi nel quadro di regimi normativi e regolamentari condivisi in ambito UE, cui l'Italia aderisce e cui fa necessariamente riferimento non solo sotto il profilo tecnico-normativo, ma anche dell'efficacia derivante dalla dimensione europea.

DI STEFANO MANLIO Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale

22/06/2020