• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01675    il tribunale del Cairo ha disposto il rinnovo della detenzione per 45 giorni di Patrick George Zaky, il ricercatore egiziano – e cittadino onorario della città di Bologna – per i...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01675presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto presentato Martedì 14 luglio 2020 modificato Mercoledì 15 luglio 2020, seduta n. 372

   QUARTAPELLE PROCOPIO, FASSINO, LA MARCA, SCHIRÒ, ANDREA ROMANO, BOLDRINI, FIANO, DE MARIA, MARTINA, BRUNO BOSSIO, SERRACCHIANI, GRIBAUDO, ENRICO BORGHI, SENSI, PEZZOPANE, PELLICANI, CENNI, SOVERINI, CIAMPI, ZAN, INCERTI, BONOMO, CARNEVALI, MURA, NARDI, RIZZO NERVO, ROSSI, FRAILIS, ORFINI, PICCOLI NARDELLI, CARLA CANTONE, CRITELLI e RACITI. – Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . – Per sapere – premesso che:
   il tribunale del Cairo ha disposto il rinnovo della detenzione per 45 giorni di Patrick George Zaky, il ricercatore egiziano – e cittadino onorario della città di Bologna – per i diritti umani dell'Università di Bologna detenuto in Egitto da febbraio scorso con l'accusa di propaganda sovversiva;
   Zaki si trova in carcere ormai da più di 150 giorni, rinchiuso nella famigerata Sezione II Scorpion della prigione di Tora, dedicata agli oppositori del regime di Abdel Fattah al-Sisi, senza sapere con chiarezza le reali accuse mossegli e in attesa di un giusto processo;
   con rammarico, dobbiamo constatare che lo scenario dell'arresto di Zaki è comune attualmente in Egitto. La nostra memoria non può non andare al nostro Giulio Regeni, barbaramente ucciso e ancora in attesa di giustizia, ma, purtroppo, molti altri attivisti e ricercatori sono stati arrestati e torturati negli ultimi anni. Infatti, secondo un recente rapporto di Amnesty International dal titolo «Stato permanente di eccezione», sono numerosissime e continue le violazioni dei diritti umani – motivate dall'allerta contro il terrorismo e dallo stato di emergenza (ininterrotto dal 2017) – di cui a pagare le spese sono attivisti, giornalisti e anche semplici cittadini. Arresti e detenzioni arbitrarie che durano mesi, talvolta anni, senza che si giunga mai a un processo, ma disposti nell'ottica di una politica del controllo, volta a reprimere con tali, vili strumenti, ogni forma di dissenso;
   l'arresto e la tortura di giovani egiziani e stranieri prelevati dai servizi egiziani non può restare nel silenzio. Il nostro Paese, gravemente ferito in tal senso, ma anche l'Europa e i paesi occidentali, dovrebbero con fermezza, attraverso i propri rapporti diplomatici nel Mediterraneo, impedire questa sistematica violazione dei diritti umani e civili, proprio partendo dal caso di Zaki, tristemente simbolo di tanti altri –:
   quali iniziative, nelle sedi bilaterali con l'Egitto e nei consessi europei e internazionali, stia intraprendendo il Governo, per ottenere l'immediato rilascio di Patrick Zaki e la tutela dei diritti umani e civili in Egitto. (3-01675)