• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02500-AR/2 ...    premesso che:     a causa dell'emergenza sanitaria e della conseguente chiusura di tutti i plessi scolastici sul territorio nazionale a decorrere dallo scorso 23 febbraio, i...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02500-AR/200presentato daCOSTANZO Jessicatesto presentato Mercoledì 8 luglio 2020 modificato Giovedì 9 luglio 2020, seduta n. 369

   La Camera,
   premesso che:
    a causa dell'emergenza sanitaria e della conseguente chiusura di tutti i plessi scolastici sul territorio nazionale a decorrere dallo scorso 23 febbraio, i lavoratori operanti nelle mense scolastiche con mansioni di preparazione e distribuzione dei cibi, nonché di riordino e riassetto dei locali adibiti all'erogazione dei pasti, in gran parte donne, non prestano servizio da fine febbraio;
    la gran parte delle lavoratrici delle mense scolastiche è titolare di contratti con part-time verticale cosiddetto ciclico, ossia con alternanza di periodi lavorati e non, che non superano le 15 ore settimanali;
    tali lavoratrici risultano essere spesso dipendenti di cooperative alle quali i comuni o lo stato hanno appaltato i servizi di pulizie, ristorazione e ausiliariato all'interno delle scuole;
    già abitualmente, durante i mesi estivi, e dunque in concomitanza con i periodi di sospensione dell'attività didattica, queste lavoratrici non percepiscono reddito, né possono ricevere l'indennità di disoccupazione (Naspi) in virtù del principio che il rapporto di lavoro perdura anche nei periodi di sosta non lavorati e risultano penalizzate anche nel diritto di accesso alla pensione;
    l'INPS esclude i periodi non lavorati dal calcolo dell'anzianità contributiva, necessaria alla maturazione del diritto alla pensione, come se la scelta di ricorrere al part-time verticale ciclico scaturisse da una decisione della lavoratrice e non dipendesse invece come è ovvio dalla specifica tipologia di attività lavorativa;
    ne consegue che le lavoratrici part-time delle mense maturano l'anzianità contributiva utile ai fini della pensione con un ritmo molto più lento rispetto ad una lavoratrice a tempo pieno o con un part-time orizzontale, dovendo in sostanza lavorare più anni;
    tale discriminazione era già stata riconosciuta dalla Corte di giustizia europea con la sentenza del 21 gennaio 2010 – ben dieci anni fa – dal momento che una direttiva della commissione tutela i lavoratori part time e impone ai vari stati di trattarli come gli altri a livello previdenziale;
    secondo quanto statuito dall'articolo 36 della Costituzione «Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa»;
    alle problematiche salariali e alle discriminazioni contributive già in essere precedentemente all'esplosione dell'emergenza sanitaria, si aggiungono ora le nuove difficoltà dovute alla chiusura delle scuole;
    dal momento di chiusura delle scuole alcune lavoratrici sono state sospese a zero ore attraverso l'erogazione dell'ammortizzatore sociale Fis per la durata di 9 settimane, vedendo così una ulteriore riduzione della retribuzione ma nella maggior parte dei casi le aziende private che hanno in gestione gli appalti non hanno anticipato in busta paga il corrispettivo dell'ammortizzatore lasciando le lavoratrici senza reddito;
    il Fis, fondo di integrazione salariale, è l'ammortizzatore sociale spettante alle lavoratrici delle mense dal momento che il contratto con cui esse vengono inquadrate risulta essere quello del comparto Turismo e Pubblici esercizi;
    come denunciato dalle organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat e Uiltucs, un gran numero di lavoratrici delle mense risultano «senza reddito da 3 mesi, a causa dell'indisponibilità della quasi totalità delle imprese ad anticipare l'assegno ordinario, vittime di un grave ritardo nell'erogazione dell'anticipo da parte dell'INPS, a causa della lentezza nella compilazione del modello SR41 da parte delle imprese stesse, con contratti che prevedono la sospensione estiva e con l'unico orizzonte di una grande incertezza sulla riapertura delle scuole a settembre»;
    nel corso delle ultime settimane si sono svolti presidi in diverse zone d'Italia in cui le lavoratrici hanno denunciato la loro situazione;
    il Ministero del Lavoro ha convocato mercoledì 3 giugno 2020 una video call con i sindacati per affrontare la questione dei lavoratori delle mense scolastiche,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di adottare ogni utile iniziativa volta ad assicurare l'integrazione del reddito delle lavoratrici delle mense scolastiche e a sostenerle economicamente nei periodi di chiusura dei plessi scolastici per l'emergenza sanitaria, nonché a individuare nuove soluzioni sistemiche e organiche al problema delle lavoratrici delle mense scolastiche, eliminando le disparità reddituali e contributive già precedenti alla fase di emergenza sanitaria attraverso l'introduzione di nuove forme di ammortizzatori sociali che coprano i periodi di sospensione dell'attività lavorativa.
9/2500-AR/200. (Testo modificato nel corso della seduta) Costanzo.