• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/04314 (5-04314)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-04314presentato daLOCATELLI Alessandratesto diMercoledì 8 luglio 2020, seduta n. 368

   LOCATELLI, PANIZZUT, BOLDI, DE MARTINI, FOSCOLO, LAZZARINI, SUTTO, TIRAMANI e ZIELLO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

   la Corte costituzionale, nella camera di consiglio dei 23 giugno 2020, ha ritenuto inadeguata e insufficiente la pensione riconosciuta dalla legge in favore delle persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità;

   a giudizio della Corte, l'importo della citata pensione (rivalutato, per l'anno 2020, a 286,81 euro) non garantisce i «mezzi necessari per vivere» e, conseguentemente, si pone in violazione dell'articolo 38 della Costituzione, ai sensi del quale «ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale»;

   è stato affermato, pertanto, che il cosiddetto «incremento al milione» (pari a 516,46 euro), da tempo previsto per vari trattamenti pensionistici dall'articolo 38 della legge n. 448 del 2001, debba essere esteso ex nunc nei riguardi di tutti gli invalidi civili totali con reddito inferiore a 6.713,98 euro, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età;

   al momento, per ottemperare alla citata sentenza della Corte costituzionale, è siate prevista l'istituzione di un fondo presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con dotazione iniziale pari a 46 milioni di euro per l'anno 2020 (articolo 89-bis del decreto-legge n. 34 del 2020, attualmente in fase di conversione in legge);

   le risorse in questione, tuttavia, risultano insufficienti ad assicurare l'erogazione dell'incremento pensionistico disposto dalla Corte costituzionale, anche considerando i soli invalidi civili totali con reddito inferiore a 6.713,98 euro;

   inoltre, al fine di evitare fratture sociali fra invalidi civili totali e parziali, si ritiene indispensabile una riforma più ampia delle citate prestazioni assistenziali che vada nella direzione di prevedere adeguati incrementi anche a beneficio degli invalidi civili non direttamente toccati dalla sentenza della Consulta, inclusi quelli con percentuale di invalidità compresa tra il 74 per cento e il 99 per cento, che pure percepiscono per il loro sostentamento il medesimo assegno, irrisorio, di euro 286,81;

   a questo scopo, il Gruppo Lega-Salvini Premier ha presentato una pluralità di strumenti parlamentari, già prima della sentenza della Corte costituzionale, senza tuttavia ricevere la dovuta attenzione da parte del Governo –:

   con quali iniziative e risorse intenda intervenire per tutelare adeguatamente i diritti degli invalidi civili totali e parziali, alla luce della decisione della Corte costituzionale citata in premessa.
(5-04314)