• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03775 ROMANO, BUCCARELLA, LEZZI, MININNO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che, per quanto è a conoscenza degli interroganti: il 27 febbraio 2018 è stato sottoscritto un protocollo...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03775 presentata da IUNIO VALERIO ROMANO
martedì 7 luglio 2020, seduta n.236

ROMANO, BUCCARELLA, LEZZI, MININNO - Al Ministro della giustizia. - Premesso che, per quanto è a conoscenza degli interroganti:

il 27 febbraio 2018 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra il Ministero della giustizia, l'Agenzia del demanio, l'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il Comune di Lecce, il provveditorato interregionale alle opere pubbliche per la Campania, Molise, Puglia e Basilicata, la Corte d'appello e la Procura generale presso la Corte d'appello di Lecce per la realizzazione di un nuovo "polo della giustizia di Lecce" sui terreni confiscati alla criminalità organizzata;

con la formazione di tale primo atto il Ministero ha assunto l'impegno a finanziare la progettazione esecutiva del primo lotto e la Procura generale della Repubblica di Lecce ha assunto la funzione di acquisire le sinergie e le intese con tutte le istituzioni coinvolte, che hanno mostrato grande sostegno per la realizzazione dell'opera;

il progetto ha tratto la sua origine da uno studio di fattibilità tecnico-economica che la Procura generale ha effettuato con l'intento di accorpare le sedi dislocate in aree diverse all'interno della città di Lecce in un unico polo, creando così la "cittadella della giustizia";

il 27 febbraio 2018 l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha riconosciuto l'altissimo valore delle finalità di utilizzo dell'area definitivamente confiscata alla criminalità organizzata, risultando pienamente in linea con quelle previste dalla normativa di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (cosiddetto codice antimafia), così come da ultimo modificato dalla legge 17 ottobre 2017, n. 161;

l'Agenzia ha manifestato la propria adesione alla proposta di protocollo della Procura generale, sottoscrivendo anche essa formalmente in data 27 febbraio 2018 il protocollo d'intesa;

in particolare con l'Agenzia del demanio la Procura generale ha avuto proficue interlocuzioni nell'ottica della condivisione di obiettivi di razionalizzazione dei costi perseguibili mediante accorpamento degli uffici giudiziari di Lecce in un unico polo metropolitano;

il 16 maggio 2018 l'Agenzia del demanio ha comunicato alla Procura generale di Lecce e alla Direzione generale delle risorse materiali e delle tecnologie del Ministero di avere predisposto una bozza di convenzione da stipularsi tra lo stesso Ministero e l'Agenzia del demanio, finalizzata a delegare a quest'ultima la funzione di stazione appaltante incaricata di sviluppare la progettazione definitiva dell'intervento, in cui contenuti minimi sono stati sanciti e condivisi con la sottoscrizione del medesimo protocollo;

l'Agenzia del demanio ha inteso all'uopo acquisire dal Ministero elementi utili a far conoscere la quantificazione della partecipazione finanziaria da parte dello stesso, nonché le modalità di liquidazione di tale partecipazione ai fini della progettazione esecutiva del primo lotto;

con il cambio della legislatura, avvenuto il 23 marzo 2018, l'iniziativa del "polo della giustizia" ha trovato la condivisione del Ministro subentrante, il quale, l'8 novembre 2018, alla presenza del capo Dipartimento, Barbara Fabbrini, e del direttore generale delle risorse materiali e delle tecnologie, Antonio Mungo, ha espresso il suo più ampio apprezzamento, ribadendo l'impegno del Ministero a portare a compimento il progetto di consegnare alla città di Lecce il nuovo "polo della giustizia";

il 6 dicembre 2018 la Procura generale presso la Corte d'appello di Lecce ha formalizzato una nota indirizzata al Ministro e all'amministrazione centrale, evidenziando la forte aspettativa di tutta la comunità per la nuova opera pubblica: gli avvocati che, sin dall'inizio, hanno condiviso il progetto si sono dichiarati disponibili a sostenere la realizzazione; i dipendenti amministrativi, molti dei quali raggiungono la sede di lavoro dalla provincia, con le intuibili difficoltà; i magistrati che, sia singolarmente che per il tramite delle loro associazioni, insistono perché prosegua l'impegno volto alla definizione del cronoprogramma dei lavori; i capi degli uffici giudiziari che più di tutti avvertono l'esigenza di superamento delle difficoltà logistiche vissute quotidianamente nell'esercizio dell'attività giudiziaria frazionata in diversi edifici;

il 12 dicembre 2018 la Procura generale ha rivolto formale richiesta al Ministero e al direttore dell'Agenzia del demanio onde definire i termini della convenzione tra le due amministrazioni;

la convenzione, per quanto risulta, è già stata predisposta, mentre in data 24 ottobre 2019, è stata trasmessa al Ministero una nota a firma congiunta del procuratore generale e del presidente presso la Corte d'appello di Lecce, con la quale è stata formulata istanza di mettere a disposizione i fondi necessari per la progettazione e la realizzazione dell'opera pubblica;

considerato che il progetto di realizzazione del polo di giustizia di Lecce su terreni confiscati alla criminalità organizzata è stato autorevolmente inserito dal Ministro in carico tra quelli rientranti nei programmi di attuazione delle "cittadelle della giustizia", come confermato nell'ultima relazione al Parlamento sull'amministrazione della giustizia dello scorso gennaio 2020,

si chiede di sapere se e quali iniziative finalizzate alla predisposizione degli atti amministrativi propedeutici all'individuazione dei fondi, alla definizione degli impegni e all'avvio della gara per la progettazione dell'opera siano state compiute e se il Ministro in indirizzo ritenga opportune l'immediata condivisione e la presa in carico del progetto da parte di tutti gli attori istituzionali del territorio, oltre che delle categorie professionali direttamente interessate, magistratura, avvocatura e dipendenti amministrativi.

(4-03775)