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Atto a cui si riferisce:
C.4/04465 (4-04465)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 2 luglio 2020
nell'allegato B della seduta n. 365
4-04465
presentata da
CANTALAMESSA Gianluca

  Risposta. — In relazione ai quesiti sollevati nell'atto di sindacato ispettivo in esame, inerente alla casa circondariale di Napoli «Secondigliano», si rappresenta quanto segue.
  Con riferimento all'evento critico segnalato dall'interrogante, si evidenzia comunque che in data 7 gennaio 2020, di concerto con il provveditorato regionale, si è proceduto a una perquisizione straordinaria presso l'istituto in trattazione con l'ausilio sia di personale di polizia penitenziaria ivi in servizio, sia del personale a supporto del nucleo provinciale traduzioni e piantonamenti autorizzato dal locale provveditorato, nonché con l'ausilio delle unità cinofile del distaccamento di Avellino.
  L'attività di controllo e perquisizione ha interessato due sezioni detentive del reparto denominato «Adriatico», ove sono presenti detenuti ascritti al circuito della media sicurezza, provenienti, in larga parte, dal recente sfollamento dell'istituto di Napoli «Poggioreale», nonché tre sezioni detentive del reparto «Ligure», ove sono presenti detenuti ascritti al circuito dell'Alta sicurezza 3.
  A seguito dei rilevamenti al metal detector sono stati sequestrati n. 5 microcellulari (dimensioni 6 cm circa) occultati nell'anno, di cui n. 4 rinvenuti su detenuti media sicurezza allocati nel reparto «Adriatico» e uno su un detenuto alta sicurezza. Un microcellulare è stato rinvenuto, altresì, dopo la perquisizione, all'interno della minestra contenuta nel carrello del vitto destinato alla sezione 3^ del reparto alta sicurezza «Ligure», probabilmente gettato da qualche detenuto della sezione per sottrarlo al rinvenimento. Sono state rilevate, altresì, alcune segnalazioni di detenuti media sicurezza del reparto «Adriatico» da parte dei cani antidroga delle unità cinofile, nonché 22 segnalazioni del metal detector su detenuti del reparto «Ligure» appartenenti al circuito Alta sicurezza, le quali, tuttavia, a seguito di ulteriori e approfonditi accertamenti, sono risultate negative.
  Il tutto è stato segnalato alla locale Procura della Repubblica e il personale del settore polizia giudiziaria dell'ufficio comando dell'istituto sta effettuando ulteriori accertamenti su quanto rinvenuto.
  Per completezza, si evidenziano di seguito i dati relativi al ritrovamento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti comunicati dalla casa circondariale Napoli «Secondigliano» relativamente al biennio 2019/2020:
  

  Totale telefonini rinvenuti

  Dall'1.01.2019
  all'1.12.2019

  92

  Dall'1.01.2020
  al 23.01.2020

  7

  Rinvenimento sostanze stupefacenti

  Rinvenimento in spazi comuni colloqui familiari

  Rinvenimento in camere di pernottamento

  Totale eventi comunicati

  Dall'1.01.2019
  all'11.12.2019

  8

  8

  16

  Dall'01.01.2020
  al 23.01.2020

  0

  1

  1

  In via preliminare, si evidenzia che il Ministero, tramite il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, nel corso degli anni, ha emanato una serie di direttive volte ad assicurare il mantenimento della sicurezza all'interno degli istituti di pena e a prevenire il compimento di attività illecite.
  Già con lettera circolare 12 ottobre 1999 recante «Ordine, disciplina e sicurezza negli istituti penitenziari» è stata evidenziata a tutte le direzioni degli istituti penitenziari la necessità di svolgere con periodicità una serie di operazioni di servizio con finalità preventiva (perquisizioni dei locali occupati dai ristretti, accertamenti numerici dei detenuti presenti in istituto, controllo dei detenuti che espletano attività lavorative, ispezione degli ambienti detentivi), anche volte a verificare l'integrità delle grate metalliche, di muri e suppellettili, oltre al controllo della popolazione detenuta durante le ore di permanenza all'aperto e in tutte le altre circostanze in cui i ristretti si trovino comunque legittimamente al di fuori delle rispettive camere.
  Successivamente, con lettera circolare 25 gennaio 2001, facendo seguito alle direttive emanate nella succitata circolare del 1999, è stata sottolineata l'opportunità di effettuare, con la maggiore frequenza possibile, gli accertamenti numerici dei detenuti, la verifica dell'integrità delle grate metalliche, il controllo della presenza di oggetti che impediscono o limitano la visibilità delle celle, la revisione dello stato di efficienza degli impianti di sicurezza, dei mezzi di illuminazione e dei sistemi di allarme.
  Poi, con la circolare 13 ottobre 2005, n. 3602/6052, è stata comunicata ai provveditori regionali l'assoluta necessità, nell'ambito delle responsabilità e delle attribuzioni proprie della funzione svolta, di esercitare, con incisività e assiduità, le attività di controllo e verifica dell'andamento e della gestione degli istituti dipendenti, affinché fossero attuate tutte le misure e le cautele necessarie al perseguimento degli obiettivi primari della sicurezza, efficienza ed efficacia nell'adempimento dei peculiari compiti istituzionali.
  Laddove non si reputa opportuno disporre il trasferimento dei soggetti direttamente coinvolti in traffici o possesso di oggetti non consentiti, la direzione generale dei detenuti e del trattamento dispone alle singole direzioni e provveditorati coinvolti di adottare le adeguate e consentite misure di vigilanza, sensibilizzando il personale di Polizia penitenziaria per richiedere il massimo zelo e scrupolo nell'adempimento dei propri doveri istituzionali, con particolare riferimento al personale comandato in posti di servizio nevralgici per la sicurezza (settore colloqui, controllo pacchi, vigilanza sezioni, vigilanza cortili passeggio, personale preposto alle traduzioni, ecc.).
  Con specifico riferimento, invece, all'istituto in trattazione, giova evidenziare che l'istituto registra, in media, 300 colloqui giornalieri dei detenuti, con un afflusso quotidiano di accesso di circa 900 familiari.
  Accedono quotidianamente in istituto, altresì, a vario titolo (personale di polizia, operatori penitenziari, operatori sanitari, avvocati, assistenti volontari, insegnanti, ditte di lavori), circa 400/500 unità.
  Nell'ambito delle ordinarie e frequenti attività giornaliere di prevenzione e controllo ivi condotte, vengono effettuate perquisizioni ordinarie volte al contrasto dell'introduzione in istituto di sostanze stupefacenti, armi e oggetti non consentiti, come dispositivi cellulari, e, con frequenza, anche perquisizioni straordinarie con l'ausilio delle unità cinofile dei distaccamenti di Benevento e Avellino.
  Sono impiegati strumenti specifici per la rilevazione dei cellulari (jammer, rilevatori manuali, cell detector, metal detector, ecc.), accompagnati dall'osservazione quotidiana delle dinamiche interne alle sezioni detentive da parte del personale.
  Analogo impegno viene applicato negli istituti campani per le attività di controllo delle persone e dei luoghi, con perquisizioni ordinarie e straordinarie: nel 2019, in Regione, le perquisizioni straordinarie sono state n. 537, mentre nel C.P. di Napoli «Secondigliano» sono state n. 86; a queste vanno aggiunte quelle ordinarie che vengono effettuate quotidianamente.
  In generale, al fine di contrastare l'introduzione di apparati elettronici non consentiti, si evidenziano di seguito gli acquisti all'uopo effettuati da questa Amministrazione:
  Amministrazione:

   40 metal detector a portale. Distribuiti e installati negli istituti penitenziari presenti nel territorio italiano. L'installazione di tali apparati consente l'intercettazione di armi da fuoco, armi bianche e piccole parti di armi da taglio, ispezionando in modo rapido le persone in transito negli istituti penitenziari;

   90 apparecchiature a raggi X per il controllo pacchi. Acquisite e installate presso gli istituti penitenziari presenti nel territorio italiano (si è partiti con l'area centro sud), con priorità verso quelli che ne sono sprovvisti o che dispongano di apparecchiature malfunzionanti, sulla base delle risultanze emerse da una ricognizione preventiva. Tali apparecchiature sono di ridotte dimensioni esterne e tunnel d'esame di grande capacità e tecnologia avanzata e sono poste, in genere, nelle portinerie degli istituti.

  Più nello specifico, per il contrasto e l'utilizzo di apparati di telefonia mobile all'interno degli istituti, sono stati effettuati i seguenti acquisti:

   200 rilevatori portatili di dispositivi elettronici a breve distanza (10-15 cm) di telefonia cellulare e dispositivi bluetooth. Acquisiti e distribuiti presso tutti i Provveditorati regionali. Tali apparecchiature sono in grado di rilevare qualunque componente elettronico, anche circuiti stampati – tipo sim card telefoniche – oltre che metalli classici e cacciaviti o utensili di piccole dimensioni;

   65 rilevatori portatili di telefoni cellulari. Tali apparecchiature rilevano telefonate o invio di messaggi in corso. In particolare, rilevano trasmissioni nelle seguenti bande: GSM - 3G - 4G - LTE - BLUETOOTH e WI.FI. a distanze che variano in base alla tipologia della struttura (10-25 mt). Sono già stati acquisiti e distribuiti ai provveditorati regionali.

   40 Jammer (disturbatori elettronici). Distribuiti nei provveditorati regionali dell'Amministrazione e usati, di volta in volta, in base alle necessità, negli istituti penitenziari presenti nel territorio italiano. Lo jammer è uno strumento utilizzato per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere comunicazioni. Tali apparecchiature sono utilizzate principalmente in luoghi ove l'uso dei cellulari o di comandi a distanza su frequenza possono rappresentare un immediato pericolo. Le leggi italiane e di molti Paesi europei ne consentono l'uso solo alle Forze di polizia.

  Di quanto sopra è stata programmata una distribuzione per ogni provveditorato regionale, il quale provvederà, in autonomia e sulla base delle esigenze che si prospetteranno, al relativo impiego sul campo.
  Nella fattispecie, con riferimento al provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria per la Campania, sono stati assegnati i seguenti apparati:

   metal detector a portale: 4 di 40 totali (di cui 1 a Secondigliano);

   raggi X – controllo pacchi: 15 di 90 totali (di cui 5 a Secondigliano);

   rilevatori cellulari: 7 di 65 totali;

   rilevatori manuali di cellulari: 20 di 200 totali;

   jammer: 3 di 40 totali.

  Per alcuni dei presidi di sicurezza attualmente non operanti, la direzione dell'istituto ha reso noto di aver elaborato, nella programmazione economica del triennio 2010/2022, la previsione di lavori strutturali relativi, in particolare, ai sistemi di videosorveglianza nei reparti detentivi e sul muro di cinta.
  A seguito dell'entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 sono stati eliminati i vetri divisori nelle sale destinate ai colloqui tra detenuti e familiari, così come disposto dall'articolo 37 di tale regolamento di esecuzione; sono presenti tavolini con sedie e, in alcuni periodi dell'anno, sono previsti colloqui nelle aree verdi dell'istituto.
  In Campania, peraltro, non vi sono reparti/sezioni dedicati al circuito previsto dall'articolo 41-bis dell'Ordinamento penitenziario, per il quale, invece, le sale colloqui sono dotate di vetri divisori.
  In ordine alle presenze detentive, si evidenzia che l'istituto penitenziario di Napoli «Secondigliano» insiste su un'area di circa 40 ettari con numerosi reparti detentivi, di cui due di 200 detenuti e due di 300 detenuti, nonché diversi circuiti penitenziari per l'80 per cento classificati come alta sicurezza.
  Alla data del 10 febbraio 2020, presso l'istituto in esame erano presenti un totale di n. 1.425 detenuti (di cui 1.330 sono di nazionalità italiana ed i restanti 95 stranieri.
  855 detenuti sono ascritti al circuito detentivo Alta sicurezza) rispetto a una capienza regolamentare pari a complessivi 1.020 posti disponibili, rilevandosi un indice percentuale di affollamento pari al 141,65 per cento, che, seppur rilevante, si configura comunque in linea con l'indice percentuale medio di molti altri istituti del Paese di pari livello.
  Relativamente alle posizioni giuridiche dei ristretti ivi allocati, si evidenzia la seguente situazione:

   328 in attesa di primo giudizio;

   207 appellanti;

   105 ricorrenti;

   45 mista senza definitivo;

   357 condannati non definitivi;

   603 definitivi;

   135 mista con definitivo:

   2 internati.

  La verifica delle condizioni detentive dei ristretti in termini di spazio minimo garantito, non fa oggi registrare alcuna violazione dei parametri previsti dalla C.E.D.U., atteso che tutti i ristretti risultano avere a disposizione, nelle rispettive camere di pernottamento, un adeguato spazio di vivibilità.
  Nella fattispecie, 9 ristretti risultano avere a disposizione uno spazio compreso tra i 3 e i 4 metri quadrati, mentre i restanti 1.414 risultano fruire di uno spazio di vivibilità superiore ai 4 metri quadrati.
  La competente direzione generale dei detenuti e del trattamento, al fine di evitare situazioni di criticità, attua comunque con continuità, a livello nazionale, un'intensa opera di monitoraggio dei livelli di presenza/capienza dei posti disponibili nelle strutture penitenziarie, intervenendo sia a livello locale, sollecitando i singoli provveditorati regionali a provvedere a una più equa distribuzione dei detenuti sul territorio del distretto di competenza, sia provvedendo, ove richiesto, alla movimentazione dei detenuti in sedi extra-distretto.
  A tal uopo, attesa la necessità di reperire nuovi spazi detentivi da destinare al circuito alta sicurezza 3 e deflazionare le sedi penitenziarie del sud Italia, anche favorendo l'allontanamento dei detenuti appartenenti alla criminalità organizzata dai territori di radicamento e attività del sodalizio mafioso di appartenenza, nei mesi di giugno e luglio 2019, è stato disposto il trasferimento di n. 157 detenuti dalla casa circondariale di Napoli «Secondigliano». Delle 157 movimentazioni previste, risultano aver lasciato l'istituto 118 soggetti, essendo stati emessi, nel frattempo, 18 provvedimenti di revoca per motivi sanitari e di giustizia, 16 provvedimenti di scarcerazione, 2 provvedimenti di ammissione alla semilibertà e 3 ricoveri.
  La rilevata carenza del personale del Corpo nell'istituto in esame è una difficoltà purtroppo comune a quella risentita da tutti gli istituti del Paese, per effetto della modifica dell'organico complessivo del Corpo, apportata dal decreto legislativo n. 95 del 2017, che ha ridotto l'organico previsto da n. 45.121 a n. 41.202 unità, e alla lunga prassi di arruolamenti nei limiti del turn over (ovvero di quota dei soggetti cessati).
  Di seguito i dati relativi all'organico previsto e alla forza amministrata presso l'istituto de quo:
  

  Ruolo

  Organo
  previsto

  Forza
  Amministrata

  Direttivo

  6

  6

  Ispettori

  71

  57

  Sovrintendenti

  86

  19

  Agenti assistenti

  917

  975

  Totale

  1.080

  1.057

  Ai dati sopra riferiti vanno sottratte n. 78 unità distaccate in uscita e aggiunte n. 163 unità distaccate in ingresso, in quanto l'istituto è sede di nucleo operativo provinciale traduzioni e piantonamenti, il quale vede impiegate, allo stato, complessive 293 unità assegnate alla casa circondariale di Napoli «Secondigliano».
  Il concorso interno a complessivi n. 2.851 posti per la nomina alla qualifica di vice sovrintendente del ruolo maschile e femminile del Corpo (a seguito del decreto legislativo 29 maggio 2017, n. 95 in materia di revisione dei ruoli delle Forze di polizia), è in corso di svolgimento.
  Relativamente alla carenza che si registra nel ruolo degli ispettori, invece, la competente direzione generale del personale e delle risorse ha assicurato che terrà nella massima considerazione la situazione dell'istituto de quo in occasione della possibile rimodulazione delle risorse umane.
Il Ministro della giustizia: Alfonso Bonafede.