• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01647    il 23 giugno 2020 la Corte costituzionale si è pronunciata su due questioni di legittimità costituzionale relative alle pensioni per invalidità civile, stabilendo che un assegno mensile...



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01647presentato daLOLLOBRIGIDA Francescotesto presentato Martedì 30 giugno 2020 modificato Mercoledì 1 luglio 2020, seduta n. 364

   LOLLOBRIGIDA, MELONI, ACQUAROLI, BALDINI, BELLUCCI, BIGNAMI, BUCALO, BUTTI, CAIATA, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FOTI, FRASSINETTI, GALANTINO, GEMMATO, LUCASELLI, MANTOVANI, MASCHIO, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI, VARCHI e ZUCCONI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri . – Per sapere – premesso che:
   il 23 giugno 2020 la Corte costituzionale si è pronunciata su due questioni di legittimità costituzionale relative alle pensioni per invalidità civile, stabilendo che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i «mezzi necessari per vivere» e perciò violi il diritto riconosciuto dall'articolo 38 della Costituzione, secondo cui «ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale»;
   le questioni di legittimità erano state sollevate dalla corte d'appello di Torino per la violazione, tra gli altri, degli articoli 3 e 38 della Costituzione, il primo per «violazione del principio di uguaglianza, ponendo a confronto l'importo della pensione di inabilità, corrisposta agli inabili a lavoro di età compresa tra i 18 e i 65 anni, e l'importo dell'assegno sociale corrisposto ai cittadini di età superiore a 66 anni in possesso di determinati requisiti reddituali, meno favorevoli di quelli di riferimento per il riconoscimento della pensione di inabilità» e il secondo con specifico riferimento all'importo, considerato «insufficiente a garantire il soddisfacimento delle elementari esigenze di vita»;
   la Corte costituzionale ha quindi stabilito che anche gli assegni spettanti agli invalidi civili totali maggiorenni, di cui all'articolo 12, primo comma, della legge n. 118 del 1971, debbano essere aumentati a 516,46 euro, come già riconosciuto per trattamenti pensionistici di altra natura;
   il tema dell'aumento degli assegni per invalidità civile è una battaglia che Fratelli d'Italia sostiene da anni nelle aule parlamentari e per la quale Fratelli d'Italia ha depositato emendamenti anche in occasione dell'esame delle diverse leggi di bilancio, ma non ha trovato sinora ascolto da parte del Governo;
   dopo la pronuncia della Corte costituzionale e considerata anche l'opportunità data dal «decreto rilancio», il Governo avrebbe già potuto adottare iniziative per pervenire all'adeguamento degli assegni;
   il Governo sta spendendo 80 miliardi di euro con i diversi provvedimenti adottati per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 anche per misure tutt'altro che emergenziali e poco rilevanti;
   la spesa per l'adeguamento degli assegni ammonterebbe a meno di 120 milioni di euro, un importo inferiore financo allo stanziamento previsto nel «decreto rilancio» per il cosiddetto bonus monopattino –:
   per quale ragione il Governo non abbia ancora adottato iniziative per l'aumento degli assegni di cui in premessa e quando intenda farlo. (3-01647)