• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02547/099    premesso che:     il disegno di legge in esame, approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge n. 28 del 2020, reca misure urgenti per la funzionalità dei sistemi...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02547/099presentato daCASINO Micheletesto presentato Mercoledì 24 giugno 2020 modificato Giovedì 25 giugno 2020, seduta n. 362

   La Camera,
   premesso che:
    il disegno di legge in esame, approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge n. 28 del 2020, reca misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19;
    l'articolo 1 del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 28 del 2020 è stato integrato nel corso dell'esame in Senato per fare salvi gli effetti di alcune disposizioni (abrogate) dello stesso decreto n. 28 e del decreto-legge n. 29 del 2020 non convertito;
    il provvedimento risultante dall'accorpamento del decreto-legge n. 28 del 2020 con il decreto-legge n. 29 del 2020 contiene un'ampia gamma di interventi del più disparato oggetto, molti dei quali avrebbero richiesto riforme organiche e di sistema, da elaborare entro la più ampia cornice della legge parlamentare, anziché con lo strumento della decretazione d'urgenza: la disciplina delle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, numerose prescrizioni in materia di ordinamento penitenziario, previsioni relative alla giustizia civile, amministrativa e contabile, la ormai notissima App Immuni;
    a ciò si aggiunga che i due decreti-legge, il decreto-legge n. 28 del 30 aprile 2020 e il decreto-legge n. 29 del 10 maggio 2020, incidono su fasi procedi mentali diverse e perseguono – in parte – finalità dissimili e verosimilmente anche una diversa estensione applicativa sotto il profilo temporale: la carenza di coordinamento tra la disciplina dettata nei due provvedimenti di urgenza che coinvolge, in parte, le medesime categorie di condannati e gli stessi procedimenti della magistratura di sorveglianza, sta attualmente comportando un inutile aggravio di lavoro per tutte le autorità giudiziarie ed amministrative coinvolte, chiamate ad esprimere pareri o adottare le decisioni di rispettiva competenza;
    le disposizioni contenute nel provvedimento in esame si connotano, unitamente alla riforma della prescrizione, per la dilettantistica superficialità con cui si affrontano materie di tale complessità e rilevanza per i cittadini;
    nel vorticoso profluvio di disposizioni emergenziali emanate dal Governo, stanti le condizioni del tutto eccezionali e inedite legate alla pandemia, il Ministro Alfonso Bonafede, per fronteggiare le ripercussioni dell'emergenza sanitaria sulla giustizia, con le sue iniziative politiche e legislative si è reso responsabile di una costante manipolazione dell'imparzialità della giustizia, dei diritti dei cittadini e dei principi del giusto processo;
    le vicende susseguitesi in merito alle numerose molte e proteste dei detenuti nelle carceri sono il risultato di una incapacità gestionale, sulle condizioni di detenzione e sull'impossibilità di garantire, all'interno degli istituti di pena, gli stessi standard di igiene e sicurezza previsti e imposti nelle altre strutture pubbliche;
    a ciò si aggiunga che riguardo alle scarcerazioni di alcuni imputati e condannati per reati di criminalità organizzata e mafiosa, la reazione dell'Esecutivo è stata piuttosto contraddittoria, fino a giungere all'adozione del decreto-legge n. 29 del 2020, con effetto retroattivo sulle decisioni precedentemente adottate dai giudici di sorveglianza;
    il Ministro Bonafede si è rivelato altresì inadempiente con specifico riguardo agli impegni di riforma assunti: dopo più di un anno di annunci, è stato solo recentemente depositato alla Camera il disegno di legge di riforma del processo penale, che avrebbe dovuto precedere – anche a detta del Guardasigilli stesso – la mai troppo criticata, per metodo e sostanza, soppressione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio;
    il Governo è responsabile per aver posto in essere una ragnatela di norme, prima tra tutte quella sulle intercettazioni, che hanno contribuito all'attuale imbarbarimento della giustizia e della sua comunicazione;
    nello specifico, la riforma delle intercettazioni presentata per decreto da questo Governo, è palesemente illegittima, perché da un lato, autorizzando la pesca a strascico con il trojan, viola in modo irragionevole e sproporzionato un'ampia schiera di diritti fondamentali, dalla libertà e segretezza della corrispondenza alla libertà di domicilio; dall'altro lato, ignorando la cronica carenza di risorse umane e strumentali per raccogliere, gestire, conservare e proteggere l'immensa mole di intercettazioni, finisce per condannare a un destino incerto i dati acquisiti e, quindi, le vicende più intime, costituzionalmente tutelate, di tantissimi cittadini, non colpevoli fino a sentenza definitiva di condanna,

impegna il Governo

ad adottare con urgenza ogni iniziativa volta a valutare le ricadute dell'applicazione della normativa prevista dal presente decreto-legge in materia di sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari per motivi connessi all'emergenza sanitaria da COVID-19 attraverso una apposita relazione da inviare al Parlamento entro il 31 dicembre 2020.
9/2547/99. Casino.