• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01673 ROMEO, BORGHESI, AUGUSSORI, CALDEROLI, GRASSI, IWOBI, LUCIDI, VESCOVI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: dai dati pubblicati dal Ministero dell'interno relativi al numero delle...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01673 presentata da MASSIMILIANO ROMEO
mercoledì 10 giugno 2020, seduta n.227

ROMEO, BORGHESI, AUGUSSORI, CALDEROLI, GRASSI, IWOBI, LUCIDI, VESCOVI - Al Ministro dell'interno. - Premesso che:

dai dati pubblicati dal Ministero dell'interno relativi al numero delle persone sbarcate sul nostro Paese, si apprende che dal 1° gennaio all'8 giugno 2020 i migranti arrivati irregolarmente sulle coste italiane sono stati 5.472, a fronte dei 2.033 sbarcati nello stesso periodo del 2019. Si tratta di un dato ancora più sconcertante considerato che per quasi tre mesi dei 5 presi in esame, l'Italia è stata chiusa agli stessi italiani;

i mesi di gennaio e di febbraio hanno registrato incrementi anche del 700 per cento rispetto all'anno precedente (262 migranti nel 2019 a fronte dei 2.553 del 2020); a marzo e ad aprile, in piena emergenza, il numero non si è azzerato, ma si è ridotto a 241 e 671 migranti sbarcati, diminuzione dovuta principalmente alla quasi totale assenza di organizzazioni non governative operanti nel Mediterraneo;

pertanto, mentre i cittadini italiani sono stati tenuti a rispettare rigidi obblighi di limitazione al proprio diritto costituzionalmente garantito della libertà di circolazione, non sono state al contempo messe in atto azioni concrete per impedire gli sbarchi da parte di persone provenienti da Paesi che non hanno previsto alcuna misura di contenimento del COVID-19;

insieme all'Italia, Malta è il Paese più interessato dal flusso migratorio dalla Libia: nel 2020 l'isola ha registrato circa 1.200 arrivi via mare e negli scorsi mesi diverse inchieste di giornali locali e internazionali hanno ipotizzato che le autorità maltesi stessero collaborando con quelle libiche per impedire alle imbarcazioni dei migranti di raggiungere la zona SAR maltese;

fonti giornalistiche maltesi riportano che il 28 maggio il Governo di La Valletta ha deciso di porre un freno concreto al traffico di esseri umani stipulando un accordo con il Governo di Tripoli per istituire unità navali congiunte contro l'immigrazione illegale nel Mediterraneo: un'operazione che prevede la collaborazione di motovedette dei due Paesi per intercettare le imbarcazioni abusive, rimorchiarle e portarle indietro sulle coste della Libia;

il 1° aprile è iniziata ufficialmente la nuova missione europea nel mar Mediterraneo "Irini": tra le criticità va sottolineato che il contrasto all'immigrazione viene considerato un obiettivo non primario ma secondario, non a caso dall'inizio della missione il numero dei migranti giunti in Italia è passato dai 241 di marzo ai 671 di aprile, e infine ai 1.654 di maggio. Lo scorso anno (2019) ad aprile gli sbarchi furono 255 e a maggio 782;

mentre il Governo maltese ipotizzava una politica di respingimenti, il Governo italiano, per evitare che ai problemi legati all'immigrazione si sommassero quelli legati al contagio del virus COVID-19, si è limitato ad emanare un decreto interministeriale dichiarando i porti "non sicuri": un provvedimento amministrativo che, come facilmente ipotizzabile, non è stato affatto risolutivo del problema. Questa è stata l'unica azione di contenimento: per il resto ha invece addirittura lanciato segnali di incoraggiamento per l'accoglienza dei clandestini sul nostro territorio, addirittura prevedendo la regolarizzazione di migliaia di persone;

il Governo, in questo particolare periodo emergenziale in cui non si hanno certezze sui tempi e termini di ripresa delle attività sociali e produttive del Paese, preso atto dei continui sbarchi sulle nostre coste, più che intervenire con un piano di azione mirato a scongiurare i problemi di ordine pubblico e di sicurezza sanitaria che ne potrebbero derivare, ha sottolineato "l'urgente necessità di disporre di nuovi posti per l'accoglienza dei richiedenti asilo, resa pressante dal consistente numero di arrivi, destinato ad aumentare nella stagione estiva",

si chiede di sapere se sia al vaglio del Governo un piano concreto in materia di contrasto all'immigrazione clandestina che preveda, da un lato, un deciso intervento contro la tratta di esseri umani che viene sistematicamente perpetrata dalle associazioni criminali che trasportano migranti disperati nel nostro Paese, e, dall'altro, misure volte a difendere i confini nazionali e tutelare così il diritto alla sicurezza e alla salute di tutti i cittadini italiani che stanno faticosamente affrontando l'attuale crisi sanitaria ed economica.

(3-01673)