• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/00673 (4-00673)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-00673presentato daVIVIANI Lorenzotesto diMartedì 10 luglio 2018, seduta n. 23

   VIVIANI, COIN, GASTALDI, GOLINELLI, LIUNI, LOLINI, VALLOTTO e ZANOTELLI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   negli ultimi dieci anni si assiste al fenomeno di proliferazione, lungo l'asta fluviale del Po e dei suoi affluenti, di campi di pesca a pagamento (cosiddetti «wallercamp »)che offrono vitto alloggio, imbarcazione, permessi di pesca, attrezzature e guida di pesca a chi vuole dedicarsi alla pesca del Siluro o della Carpa;

   i wallercamp e/o fishing camp e/o campi di pesca sono gestiti per lo più da operatori stranieri europei (Germania ed Austria) che offrono pacchetti turistici tutto compreso e che devono la loro diffusione grazie o al passa parola o ai numerosi siti internet. Sono strutture che hanno natura di vere e proprie strutture imprenditoriali e sono gestite da soggetti della stessa nazionalità. I clienti che si affidano a questi operatori turistici stranieri sono per lo più tedeschi;

   solitamente il cliente prenota per telefono o per e-mail e paga la quota direttamente alla «guida di pesca» tramite bonifico o posta, il tutto senza che esista la minima traccia di documentazione fiscale (ricevute, scontrini, fatture e altro), il che configura un'evasione fiscale totale. Basti pensare che mediamente una barca affittata da questi operatori stranieri costa un terzo se non un quarto in meno, rispetto ad una affittata da un operatore locale;

   si deve rilevare che la figura professionale della «guida di pesca» in Italia non esiste come figura commerciale riconosciuta; affinché tale promozione possa essere lecita l'attività commerciale più vicina a questo concetto sarebbe l'agriturismo che viene gestito da un titolare di licenza di tipo «A» (pesca professionale in acque interne);

   questo tipo di organizzazione sta ostacolando l'attività regolare dei tanti operatori turistici locali che, al contrario, fatturano gli introiti dei singoli ospiti, offrono copertura assicurativa ed adempiono agli oneri tributari;

   il problema principale è che questi «wallercamp» non hanno alcun tipo di autorizzazione e spesso sono collocati su terreno demaniale o golenale in modo abusivo. Sarebbero, infatti, necessarie barche e pontili conformi alle norme vigenti in materia di navigazione e sicurezza, essere in regola con le norme sanitarie nonché essere dotati di partita iva e aver versato al fisco quanto dovuto. Si possono riconoscere le imbarcazioni di questi operatori stranieri, perché queste sono sprovviste di qualsiasi scritta, nonostante la legislazione in materia preveda che sia indicata la ragione sociale della società noleggiatrice;

   nel marzo 2010 è stato presentato, da alcuni operatori italiani del settore e da pescatori professionali, un esposto al comando provinciale Guardia di finanza di Parma per denunciare la condotta e le gravi irregolarità dei «wallercamp»;

   nel 2011 a seguito di controlli da parte della Guardia di finanza sono state accertate, durante i mondiali di pesca svoltisi a Boretto (RE), irregolarità relative a permessi, autorizzazioni, assicurazioni ed altri tipi di aspetti normativi, quali il non rispetto delle norme e prescrizioni regionali per attività di locazione e noleggio di natanti, e sono state comminate pesanti multe. Nei mesi successivi sono derivate ulteriori indagini in altre località, ma sembra che queste siano ad un punto fermo e, ad oggi, il fenomeno del «wallercamp» sta progressivamente aumentando –:

   se sia a conoscenza del fenomeno cosiddetto dei «wallercamp» e quali iniziative di competenza intenda adottare per porre un freno al citato fenomeno, in quanto il particolare sistema abusivo imprenditoriale messo in atto rappresenta un evidente danno immediato per le strutture lecite di pesca-turismo che svolgono la loro attività sull'area fluviale, zona già gravemente colpita da danni ambientali a causa del cosiddetto bracconaggio ittico.
(4-00673)