• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/05931 (4-05931)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05931presentato daCUNIAL Saratesto diLunedì 8 giugno 2020, seduta n. 352

   CUNIAL. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   l'autopsia è un esame medico dettagliato e attento del corpo e dei relativi organi della persona dopo la morte per stabilirne le cause, le modalità e i mezzi che l'hanno causata;

   l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel documento del 2 marzo 2020 «Test di laboratorio per la malattia di coronavirus 2019 (COVID-19) in sospetti casi umani» chiedeva che, in caso di morte, venisse disposta l'autopsia del tessuto polmonare e che, comunque, per una diagnosi corretta fosse necessario prelevare da pazienti e contatti sintomatici, diversi tipi di campioni come le feci, il sangue intero e l'urina;

   il Ministero della salute con circolare dell'8 aprile 2020 e del 2 maggio 2020: «Indicazioni emergenziali connesse ad epidemia COVID-19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione», ordinava che «per l'intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all'esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di COVID-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio»;

   in Germania il Professor Dr. Uke Klaus Püschel, direttore dell'University Medical Center Hamburg-Eppendorf (UKE), ha eseguito 192 autopsie, riscontrando che il virus SARS-CoV-2 sembra portare alla formazione di coaguli di sangue (trombi) nelle vene, che entrano nei grandi vasi polmonari come embolia polmonare e possono portare a insufficienza cardiovascolare acuta, suggerendo che i pazienti che hanno scoperto di avere il virus potrebbero essere trattati preventivamente con fluidificanti del sangue in futuro;

   in Svizzera il professor Alexandar Tzankov dall'ospedale universitario di Basilea, facendo 41 autopsie, giunse alla stessa conclusione di Püschel ad Amburgo affermando che: «pochissimi avevano la polmonite» Piuttosto, al microscopio, Tzankov ha riscontrato un grave disturbo nella microcircolazione nei polmoni. Il flusso di globuli rossi ai polmoni smette di funzionare; l'offerta di ossigeno collassava;

   un gruppo di ricerca guidato dal medico di New York Behnood Bikdeli aveva già sottolineato il considerevole rischio di trombosi in COVID-19 pazienti nella rivista «Journal of The American College of Cardiology» dichiarando «ho visto centinaia di coaguli di sangue nella mia carriera, ma non ho mai visto così tanti casi estremi anormali» e ancora che «SARS-COV-2» è un termine improprio perché COVID-19 è un'infezione sistemica che colpisce più organi, non solo i polmoni;

   anche alcuni medici ricercatori italiani, già il 22 aprile 2020, hanno riferito in uno studio incompleto delle autopsie di 38 pazienti deceduti di COVID-19: «I nostri dati supportano fortemente l'ipotesi di recenti studi clinici secondo cui COVID-19 è complicato da disturbi della coagulazione del sangue e trombosi o strettamente correlato». I ricercatori avevano trovato trombi in 33 dei 38 pazienti esaminati;

   il 27 aprile 2020, il dottor Alessandro Buonsignore, presidente dell'Ordine dei medici della Liguria ha denunciato una pratica del tutto italiana che desta particolare perplessità sulla gestione, anche statistica, dei morti da COVID-19, dichiarando che: «in Italia si sia deciso di inserire nel numero di decessi da Coronavirus, tutti i casi di coloro che sono stati scoperti positivi al COVID-19, durante la propria vita o addirittura nel post-mortem. [...] azzerando quella che è la mortalità per qualsiasi patologia naturale che sarebbe occorsa anche in assenza del virus. Lo dico con cognizione di causa, lavorando nell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Genova, dove abbiamo contezza che all'obitorio comunale di Genova, i decessi per patologie non-COVID-19 sono praticamente scomparsi»;

   dal rapporto COVID-19 dell'Istituto superiore di sanità del 28 maggio 2020 il dato dei morti con 0 patologie pregresse per i quali è stato possibile visionare la cartella clinica, è pari a 131 su un campione totale di deceduti pari a 31.851 –:

   per quale ragione il Ministero della salute abbia disposto il divieto delle autopsie durante l'emergenza.
(4-05931)