• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.5/04029 (5-04029)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-04029presentato daEHM Yana Chiaratesto diLunedì 25 maggio 2020, seduta n. 346

   EHM, SIRAGUSA, COLLETTI e SURIANO. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'interno, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

   da un'inchiesta del quotidiano Avvenire a firma Nello Scavo, pubblicata anche sul The Guardian, emerge che Malta dirotterebbe migranti verso il nostro Paese nel silenzio generale. Le imbarcazioni infatti, sarebbero state più volte avvicinate in acque maltesi, ma mai soccorse;

   dall'inchiesta risulta che: 101 migranti sono arrivati incolumi a Pozzallo nel weekend tra il 9 e il 12 aprile 2020, a bordo di un gommone che difficilmente riesce a reggere i 500 chilometri di distanza dalla Libia. Il gommone faceva parte del gruppo imbarcazioni poi finite nella cosiddetta «strage di Pasquetta», respinte dai pescherecci fantasma per cui a Malta sono indagati il Premier Abela e i vertici delle forze armate;

   il gommone è arrivato a Malta dopo tre giorni di navigazione. Dalle testimonianze risulta che la motovedetta maltese abbia approcciato il gommone, si sia fatto consegnare il telefono satellitare, ed abbia programmato la rotta verso Nord, verso l'Italia. Alla segnalazione di avaria del motore, ne è stato installato uno nuovo, al fine di raggiungere le coste italiane, il giorno dopo, a Pasqua. La prova del cambio motore è confermata grazie alle immagini consegnate da alcuni superstiti alla Alarmphone, dove risulta esserci inizialmente un motore cinese «Parsun Power» da 60 hp a bordo, mentre all'arrivo di Pozzallo, il motore montato era uno Yamaha da 40hp;

   ai migranti sarebbe stato intimato di allontanarsi da una nave militare, senza poter sbarcare a Malta. Ai migranti che per disperazione si sono lanciati in mare pur di essere recuperati, è stato così intimato dalle Forze militari maltesi di risalire a bordo con la minaccia di essere riportati in Libia. Queste testimonianze sono supportate da video ed immagini che mostrano i fatti avvenuti a poca distanza dalle coste maltesi;

   i quattro natanti in questione erano stati avvistati dagli aerei di Frontex, che avevano avvisato tutti i competenti centri nazionali di coordinamento per il salvataggio marittimo (Mrcc): Roma, La Valletta, e probabilmente per vie indirette anche la Guardia costiera libica;

   Malta è legata agli stessi obblighi internazionali di soccorso in mare, ma a cui risulta non abbia adempiuto. Se le immagini fossero veritiere, Malta avrebbe di fatto omesso di soccorrere e se il Mrcc di Roma fosse a conoscenza dell'imbarcazione in difficoltà, l'omissione sarebbe doppia. Mentre l'alto commissariato Onu denuncia che tutti i migranti potevano essere salvati, la stessa Frontex scarica le responsabilità sui singoli Stati che erano stati allertati;

   secondo molte testate giornalistiche, Malta avrebbe dichiarato di uscire dalla missione Irini: «la missione navale europea attualmente a guida italiana per il controllo dell'embargo sulle armi in Libia perde già il sostegno di Malta»;

   al ritiro di Malta, l'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Josep Borrell, ha replicato sottolineando l'importanza della missione e alludendo a un circolo vizioso: «Limitare l'operatività della nostra missione navale non può che ritardare la stabilizzazione in Libia, necessaria a ridurre i flussi migratori verso l'Europa» –:

   se il Governo sia a conoscenza dei respingimenti illegali operati da Malta;

   quali iniziative intenda intraprendere il Governo affinché Malta rispetti il diritto internazionale di soccorso in mare delle persone in difficoltà soprattutto se si tratta di natanti in cattive condizioni e, ancor di più, dopo che la stessa Frontex ha lanciato la richiesta di soccorso;

   se la rinuncia alla missione Irini fosse confermata da La Valletta, quali iniziative si intendano intraprendere o portare all'attenzione dell'Unione europea.
(5-04029)