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Atto a cui si riferisce:
C.4/01304 (4-01304)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 21 maggio 2020
nell'allegato B della seduta n. 344
4-01304
presentata da
TESTAMENTO Rosa Alba

  Risposta. — Con riferimento all'interrogazione in esame, corre l'obbligo di precisare che, stante la sua pluralità tematica, di competenza del Ministero dell'interno, della giustizia, della salute, dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, la fase istruttoria si è rilevata piuttosto articolata. Di seguito quindi verranno affrontate in dettaglio le questioni, tenuto conto dell'attento contributo fornito da ciascuna amministrazione.
  1. La prefettura di Campobasso, per quanto riguarda il territorio della provincia di Isernia, ricompreso nelle aree dei comuni di Venafro, Sesto Campano e Pozzilli, riferisce quanto segnalato dalla prefettura di Isernia.
  Nel territorio sono presenti aziende che per il ciclo produttivo comportano una potenziale emissione di diossine dagli effluenti gassosi.
  In particolare la società Herambiente s.p.a. con sede legale a Bologna (BO) è localizzata nella zona di Pozzilli con un termovalorizzatore dichiarato impianto di coincenerimento, che produce energia elettrica dalla combustione di CDR (combustibile derivato da rifiuti), di CSS (combustibile solido secondario) e di altri rifiuti combustibili per i quali la società medesima è autorizzata.
  La predetta società ha ottenuto, in data 14 luglio 2015, l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), tuttora in corso di validità, rilasciata dalla regione Molise, con delibera n. 15.
  Nel territorio di Sesto Campano (Isernia) è presente invece la società Colacem s.p.a. con sede legale a Gubbio (Perugia), ove produce cemento anche attraverso l'utilizzo di CDR-CSS, quale combustibile nelle fasi intermedie della produzione del clinker.
  La medesima società è in possesso dell'autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dalla predetta regione in data 21 luglio 2015, con delibera n. 16.
  In relazione al presunto traffico illecito di rifiuti nell'area compresa tra l'inceneritore in Pozzilli di proprietà della citata società Herambiente s.p.a. e il cementificio della predetta società Colacem, la prefettura rappresenta che il comando provinciale Carabinieri di Isernia, nel mese di settembre dell'anno 2016, ha avviato una attività investigativa per monitorare i mezzi in ingresso e in uscita da entrambi gli impianti.
  In data 16 novembre 2016, a seguito di segnalazioni in merito alle emissioni provenienti dai predetti impianti, la polizia giudiziaria ha svolto una attività ispettiva presso il cementificio Colacem s.p.a. i cui esiti hanno portato al sequestro di due rimorchi intenti a scaricare ceneri pesanti prodotte dall'inceneritore in Pozzilli, poiché le ceneri stesse sono state ritenute sospette e catalogate quali rifiuti pericolosi in difformità del codice CER alle stesse attribuito.
  Per la campionatura e le successive analisi di quelle ceneri, la procura della Repubblica di Isernia ha incardinato il procedimento penale n. 2061116. mod. 21 delegando a tanto l'Arpa Molise che, a conclusione delle espletate attività tecniche, ne ha certificato la non pericolosità.
  In relazione a tali accertamenti, la polizia giudiziaria incaricata nella predetta attività ispettiva ha evidenziato una serie di anomalie procedurali commesse dalla citata agenzia sia nella fase di campionamento e sia in quella di analisi vera e propria.
  A fronte di tali anomalie, il pubblico ministero ha richiesto al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Isernia un incidente probatorio per lo svolgimento di una definitiva analisi delle ceneri in questione.
  Il predetto tribunale ha, pertanto, fissato l'udienza per l'incidente probatorio in data 8 settembre 2017, volta ad evidenziare i risultati delle analisi svolte dal consulente nominato dal G.I.P. nei giorni 27, 28 e 29 giugno 2017, mediante nuovi campionamenti delle ceneri sottoposte a sequestro.
  All'inizio del mese di ottobre dell'anno 2017 il pubblico ministero, in considerazione dei risultati delle ulteriori analisi effettuate dal medesimo consulente, ha provveduto ad inviare gli atti di indagine e al G.P.P. con richiesta di archiviazione del procedimento penale.
  L'archiviazione è stata poi disposta con decreto in data 14 febbraio 2018.
  2. Il Ministero della giustizia, per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata, ha fatto presente che il problema «ecomafie» coinvolge le attività investigative di tutti gli uffici giudiziari italiani direttamente interessati dal fenomeno.
  Riguardo alle notizie acquisite dalle procure delle corti d'appello di Roma, Napoli e Campobasso, il Ministero della giustizia evidenzia che sono stati aperti diversi filoni d'indagine, a seguito degli esposti presentati dalla associazione nazionale illegalità e mafie «Antonino Caponnetto».
  In merito alle segnalazioni fatte dalla suddetta associazione alla direzione distrettuale antimafia di Campobasso, il Ministero della giustizia precisa che le indagini effettuate non hanno evidenziato condotte penalmente rilevanti nell'attività di gestione dei rifiuti oggetto dell'ipotizzato traffico illecito di residui da incenerimento, provenienti dall'inceneritore di Pozzilli dal cementificio di Piana di Venafro, inchieste chiuse con decreto di archiviazione.
  3. La regione Molise per quel che concerne la qualità dell'aria nel territorio di Venafro, oltre agli aspetti normativi di seguito illustrati ha fatto riferimento ai valori fatti registrare dalle stazioni di monitoraggio installate a Venafro, dal 2006 al 2018, relativamente al PM10 ed al NO2.
  La normativa vigente in materia di qualità dell'aria, rappresentata dal decreto legislativo n. 155 del 2010, fissa, per il PM2,5, il rispetto di un valore limite annuale pari a 25 μg/m3.
  Non è pertanto significativo, al momento, effettuare un confronto tra la media giornaliera ed il valore limite annuale.
  Il valore di 20 μg/m3 (a partire dal 1° gennaio 2020) è un valore indicativo, come precisato nel decreto legislativo n. 155 del 2010 e come altresì indicato nella direttiva 2008/50/CE, quindi non costituisce ancora un valore limite. Al momento non risultano avviate procedure che possano far ipotizzare una modifica dell'attuale valore limite di 25 μg/m3.
  L'analizzatore di PM2,5 è stato installato il 19 luglio 2018, presso la stazione di monitoraggio Venafro2, sita in via Campania a Venafro.
  Per questo tipo di inquinante la normativa dispone che il confronto tra il valore limite e la media annuale delle misurazioni giornaliere sia effettuato qualora il numero di medie giornaliere valide sia superiore al 90 per cento di quelle disponibili nell'arco di un anno solare.
  Nel 2018 la raccolta delle medie giornaliere è risultata pari al 44 per cento.
  L'analizzatore è stato installato il 19 luglio 2018, quindi non è stato possibile confrontare la media delle misurazioni giornaliere con il valore limite.
  Anche se non ha valore normativo, in quanto la media annuale va effettuata su l'anno solare, si è eseguita, tuttavia, una media annuale tendenziale, da luglio 2018 a luglio 2019. Il valore della media così calcolata, con una percentuale di raccolta dati del 95 per cento è pari a 21μg/m3 quindi al di sotto dei 25 fissati dalla legge ed in questo senso garantisce un riscontro rassicurante.
  Di seguito si riportano i valori fatti registrare dalle stazioni di monitoraggio installate a Venafro, dal 2006 al 2018, relativamente al PM10 ed al NO2.
  Nelle tabelle relative al periodo 2006/2018 si nota che, dopo il 2015, non si registrano superamenti né del PM10 né del NO2.
  Al fine di fornire ulteriori e maggiori informazioni, si rappresenta che, per quanto riguarda i dati relativi al 2019, forniti dalla stazione Venafro2, la tendenza della media, calcolata dal 10 gennaio al 26 settembre, è:

   per il PM2,5 pari a 19 μg/m3;

   per il PM10 pari a 26 μg/m3 (valore limite da rispettare 40 μg/m3);

   per il NO2 pari a 21 μg/m3 (valore limite da rispettare 40 μg/m3).

  Per quel che riguarda il PM10 si considera il valore limite equivalente — VLE — (il cui calcolo è riportato nella relazione «La qualità dell'aria in Molise — report 2017 — ARPA Molise») che rappresenta la media annuale da garantire affinché ci sia anche il rispetto del limite dei 35 superamenti della media giornaliera.
  Per il PM10 il decreto legislativo n. 155 del 2010 impone due limiti:

   media annuale pari a 40 mg/m3;

   numero di superamenti della media giornaliera di 50 tg/M3 che non devono essere maggiori di 35.

  Questi due limiti sono in stretta correlazione ed il limite più stringente è il limite giornaliero per PM10, corrispondente ad un valore limite annuale inferiore a 40 μg/m3.
  In base a queste considerazioni si può individuare un VLE per la media annuale. In sintesi, si individua un indicatore per stimare quale sia la media annua da garantire affinché ci sia il rispetto del limite sul numero massimo di superamenti giornalieri.
  Per la stazione Venafro2 il VLE calcolato è pari a 26 μg/m3. Confrontando, quindi, il VLE calcolato con la media tendenziale dei PM10 sopra riportata, si rileva che verosimilmente, ad oggi, sarà rispettato anche il limite dei 35 superamenti della media giornaliera consentiti dalla legge. I superamenti del limite giornaliero registrati da Venafro2, al 26 settembre, sono stati 20.
  Dal 1° gennaio 2018, inoltre, è stato ampliato il numero di metalli da ricercare nella frazione PM10. In dettaglio, sono stati ricercati su tutto il territorio regionale, oltre ai metalli previsti dal decreto legislativo n. 155 del 2010 (As-arsenico, Cd-cadmio, Ni-nichel, Pb-piombo), anche i seguenti analiti, caratteristici delle emissioni dagli impianti di incenerimento rifiuti: Ti (tallio), Sb (antimonio), Cr (cromo), Co (cobalto), Cu (rame), Mn (manganese), V (vanadio).
  Dal monitoraggio non sono emerse criticità (si confronti La qualità dell'aria in Molise report 2018 — Arpa Molise).
  Si evidenzia, infine, che al fine di garantire la massima tutela della popolazione in riferimento alla qualità dell'aria del territorio di Venafro, la regione Molise:

   ha confermato il parziale divieto di transito nel centro abitato di Venafro, di autoveicoli di massa a pieno carico superiore a 6,5 t, vietando la circolazione a doppio senso di marcia di tali mezzi pesanti, lungo la direttrice Molise-Lazio-Campania (decreto del Presidente della giunta regionale del 27 agosto 2019);

   ha in corso di esecuzione il progetto elaborato dall'Arpa Molise denominato «Acquisizione della strumentazione tecnico-scientifica per l'implementazione delle attività di monitoraggio e controllo ambientale in continuo per le analisi di laboratorio» per un importo di un milione di euro, finalizzato all'implementazione delle attività di monitoraggio della qualità dell'aria nell'area venafrana ed in altre aree della regione;

   ha altresì attivato lo studio epidemiologico di tipo ambientale, che coinvolgerà le popolazioni di otto comuni della piana di Venafro, provvedimento che, da tempo, gli abitanti dell'area avevano richiesto. Un progetto basato sulla ricostruzione del profilo di mortalità in associazione con i rischi ambientali, finalizzato a svolgere un approfondimento sullo stato di salute della popolazione residente nel comune di Venafro e nei comuni dell'area della Piana;

   ha in corso di valutazione l'ulteriore progetto presentato dall'Arpa Molise per la caratterizzazione delle fonti emissive di particolato, al fine dell'individuazione delle fonti di inquinamento che maggiormente condizionano la qualità dell'aria nel territorio di Venafro e della valutazione della misura in cui ciascuna di esse contribuisce alla concentrazione totale di particolato, nel rispetto della progressiva attivazione del progetto Priamo (piano regionale integrato per la qualità dell'aria del Molise).

  4. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, nell'ambito delle proprie competenze e al fine di poter ridurre il rischio di nuovi eventi di potenziale pericolo per la salute umana e per l'ambiente, ha lavorato, sinergicamente con le autorità competenti del Ministero dell'interno, alla predisposizione di una circolare, pubblicata il 15 marzo 2018, recante «Linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi».
  Successivamente, anche per provvedere all'aggiornamento del testo delle stesse linee guida, è stato costituito, con decreto n. 271 del 19 novembre 2018 del Capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, un gruppo di lavoro composto da funzionari dei Vigili del fuoco e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare finalizzato all'elaborazione di una norma tecnica di prevenzione degli incendi per depositi temporanei e stoccaggi dei rifiuti, così come definiti dal decreto legislativo n. 205 del 2010, anche non soggetti alle procedure di prevenzione incendi di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 2011.
  Inoltre, nella conversione del decreto-legge n. 113 del 2018 (cosiddetto Sicurezza), con la legge n. 132 del 2018 è stato inserito nell'ordinamento l'articolo 26-bis recante «Piano di emergenza interna per gli impianti di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti», che introduce l'obbligo per i gestori di impianti di stoccaggio e di lavorazione dei rifiuti, esistenti o di nuova costruzione, di predisporre un piano di emergenza interna, nonché un piano di emergenza esterno, a cura del Prefetto e di intesa con le regioni e gli enti locali interessati, finalizzato a mettere in atto le misure necessarie a prevenire gli incidenti e a minimizzarne gli effetti in caso di incidente rilevante attraverso forme di specifica cooperazione nelle attività di soccorso con l'organizzazione della protezione civile.
  A seguito delle consultazioni e delle richieste delle regioni si è, altresì, giunti all'aggiornamento delle linee guida pubblicate nel marzo del 2018. Con la circolare n. 1121 del 21 gennaio 2019 sono state, pertanto, pubblicate le nuove linee guida per la gestione operativa degli stoccaggi negli impianti di gestione dei rifiuti e per la prevenzione dei rischi.
  Inoltre, tenuto conto degli ultimi incendi avvenuti alla fine del 2018 nella regione Campania, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si è fatto promotore di un'azione sperimentale di coordinamento delle diverse autorità competenti sul territorio, per far attivare una serie di azioni sinergiche finalizzate alla prevenzione e al monitoraggio degli incendi.
  A tale scopo, in data 19 dicembre 2018, è stato siglato a Caserta, tra il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo economico, dell'interno, della difesa, della giustizia, della coesione, ed il presidente della regione Campania, il primo protocollo sperimentale per la realizzazione di azioni per la tutela della salute, dell'ambiente e della popolazione e per l'attivazione di un presidio e di un controllo del territorio per la prevenzione degli incendi.
  Da questa esperienza potrà discendere una best practice nazionale da poter replicare nelle diverse aree del Paese, trattandosi, come è noto, di una problematica che non interessa la sola regione Campania, ma tutti i territori regionali ad alta concentrazione di impianti di gestione dei rifiuti.
  Secondo le previsioni del predetto protocollo, è stata data un'impronta operativa per la programmazione e l'attuazione di dispositivi di vigilanza alla cabina di regia istituita in attuazione del «Patto della terra dei Fuochi».
  5. Il Ministero della salute, in merito alla situazione sanitaria in tutta l'area della piana di Venafro, riferisce che uno studio preliminare, commissionato al Cnr di Pisa dall'associazione «Mamme per la Salute» di Venafro, per il periodo 2006-2016, comprendente una prima valutazione dello stato di salute della popolazione dei comuni di Venafro, Pozzilli, Sesto Campano e Isernia, ha evidenziato eccessi statisticamente significativi per tutte le cause di morte, rispetto al contesto regionale, in particolare per le malattie cerebrovascolari e per quelle del sistema circolatorio. Per le donne, in particolare, l'analisi ha mostrato un eccesso per i tumori, in particolare per quello della mammella.
  Per quanto riguarda i tassi di ospedalizzazione le analisi hanno confermato il profilo emerso per l'intera provincia di Isernia, con eccessi di ricovero statisticamente significativi per le stesse cause cardiovascolari e respiratorie.
  Dai dati elaborati è emersa l'indicazione di approfondire l'indagine conoscitiva attraverso l'implementazione di uno studio epidemiologico di coorte residenziale basato sulla ricostruzione del profilo di mortalità e morbosità in associazione con rischi ambientali.
  Tale esigenza è stata accolta dal comune di Venafro che, con la deliberazione della Giunta municipale n. 96 del 20 giugno 2019, ha approvato uno schema di accordo tra il comune di Venafro e i comuni di Conca Casale, Filignano, Montaquila, Monteroduni, Macchia d'Isernia, Pozzilli e Sesto Campano, i cui sindaci hanno già manifestato la disponibilità a partecipare all'effettuazione del predetto studio.
  Sulla base dell'esigenza manifestata dal comune di Venafro e dagli altri comuni ricadenti nell'area indagata, la regione Molise con determinazione del direttore generale per la salute n. 60 del 1° agosto 2019 ha deliberato di aderire alla richiesta del comune e di stanziare la somma di euro 60.000 per la realizzazione dello studio epidemiologico/ambientale di coorte.
  In considerazione della situazione pervenuta all'attenzione del Ministero della salute, la direzione generale della prevenzione sanitaria ha informato e coinvolto l'Istituto superiore di sanità al fine di poter individuare idonea soluzione per la pianificazione dello studio.
  Il 7 ottobre 2019, il sindaco di Venafro ha convocato un incontro presso il comune con la partecipazione dei tecnici del Ministero della salute, del direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale del Molise, del sindaco e dell'assessore all'ambiente del comune.
  Nel corso dell'incontro sono state esaminate le situazioni di criticità e l'area delle possibili ricadute degli inquinanti sulle popolazioni residenti, al fine di una corretta pianificazione dello studio epidemiologico di coorte, che sarà realizzato dal Cnr di Pisa, Ente pubblico di ricerca scientifica con valide e consolidate esperienze in campo epidemiologico, che dovrà garantire affidabilità e imparzialità e che sarà oggetto di particolare attenzione da parte della direzione generale della prevenzione del Ministero della salute e di attenta supervisione da parte dell'Istituto superiore di sanità.
  Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, se necessario avvierà un'interlocuzione con il sistema nazionale per la protezione dell'ambiente, al fine di effettuare il monitoraggio ambientale della zona ed acquisire così un quadro puntuale dello stato di inquinamento dell'area.
Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: Sergio Costa.