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Atto a cui si riferisce:
S.4/01083 DE BERTOLDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che: nell'ambito dell'inquadramento giuridico delle strutture sportive...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 062
all'Interrogazione 4-01083

Risposta. - Come noto, un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) è un'organizzazione di più persone che decidono di associarsi in via stabile e realizzare un interesse comune, in questo caso la gestione di una o più attività sportive, senza scopo di lucro e per finalità ideale, vale a dire praticate in forma dilettantistica. A tali associazioni, laddove svolgano attività no profit, si applica un regime fiscale agevolato. Il beneficio ricorre in presenza dei seguenti requisiti: a) mancata distribuzione degli utili, b) tesseramento dei soci, c) iscrizione dell'attività al registro del Coni e d) espressa indicazione, nella denominazione sociale, della dicitura "associazione sportiva dilettantistica".

Le società sportive dilettantistiche (SSD) si distinguono dalle ASD per la forma giuridica: sono, infatti, un sottotipo di società di capitali, caratterizzato dall'assenza del fine di lucro, che esercitano attività sportiva dilettantistica. Queste ultime godono del medesimo regime fiscale agevolato delle ASD, in presenza di alcuni requisiti statutari e di gestione.

Sia le ASD, sia le SSD devono essere iscritte in un registro tenuto dal Coni, ai sensi del combinato disposto dell'art. 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dell'art. 7 decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136. L'iscrizione al registro è condizionata all'assenza del fine di lucro e alla previsione che i proventi delle attività non possono in alcun modo essere distribuiti fra gli associati, neanche in forma indiretta, dovendo essere obbligatoriamente riutilizzate nelle attività del soggetto beneficiario del regime agevolato.

Con delibera n. 1568 del 14 febbraio 2017, il Coni ha chiarito quali sono le discipline ammesse all'iscrizione al registro; si è passati da 850 a 384 discipline ammesse, con la conseguenza che tutte le altre sono considerate attività con scopo di lucro e, come tali, assoggettate al regime fiscale ordinario. La normativa individua con chiarezza i presupposti necessari per ottenere i benefici fiscali, delineando una netta distinzione fra attività no profit ed attività commerciale. Ogni anno, fra l'altro, il Coni trasmette all'Agenzia delle entrate del Ministero dell'economia e delle finanze l'insieme dei dati raccolti, al fine dei necessari controlli; inoltre, da un'apposita sezione del registro stesso, è possibile estrarre i dati delle associazioni regolarmente iscritte e, quindi, i soggetti che hanno accesso ai benefici fiscali sono facilmente individuabili.

SPADAFORA VINCENZO Ministro per le politiche giovanili e lo sport

05/05/2020