• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.4/05682 (4-05682)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-05682presentato daGASTALDI Flaviotesto diGiovedì 14 maggio 2020, seduta n. 340

   GASTALDI, VIVIANI, BUBISUTTI, GOLINELLI, LIUNI, LOLINI, LOSS, MANZATO e PATASSINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   il 29 gennaio 2019 la Commissione agricoltura della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione (n. 8-00014) in tema di timbratura delle uova;

   nella risoluzione si esplicitava, in particolare, il problema relativo alla previsione contenuta nel regolamento (CE) n. 589 del 2008 dove viene prevista la facoltà per gli Stati membri di esonerare gli operatori dagli obblighi di stampigliature qualora le uova siano consegnate dal sito di produzione direttamente all'industria alimentare;

   la suddetta esenzione, valevole anche per le uova provenienti da altri Stati membri e da Paesi terzi e ancorché, in tali casi, regolata da precisi obblighi di informazione a carico delle autorità competenti degli Stati interessati dalla deroga, espone al rischio che uova non marchiate vengano consegnate ai centri di imballaggio;

   il suddetto rischio è tanto più concreto considerato che molte imprese dispongono, nello stesso luogo, di centro di imballaggio e di centro di sgusciatura e, benché la norma nazionale preveda che le uova siano stoccate e lavorate in linee di produzione separate da quelle destinate al confezionamento per il consumo diretto, sono frequenti i casi in cui le uova non marchiate, spesso provenienti da altri Stati membri, finiscono per essere destinate al consumo diretto, generando altresì il rischio di confusione tra sistemi di allevamento diversi;

   con questa risoluzione si impegnava, infatti, il Governo pro tempore ad «assumere iniziative nelle opportune sedi dell'Unione europea al fine di modificare la normativa in materia di commercializzazione delle uova nel senso di introdurre l'obbligo di timbratura presso l'azienda di produzione per tutte le uova a qualsiasi uso destinate», mantenendo l'esonero da questo obbligo per alcuni casi;

   in sostanza, con la risoluzione si impegnava il Governo pro tempore a introdurre l'obbligo di timbratura delle uova nel luogo di produzione, migliorando così il sistema della tracciabilità delle uova in tutti i passaggi della filiera e impedire anche l'introduzione nel nostro Paese di uova dall'estero prive di timbratura;

   la timbratura delle uova in allevamento è una realtà in molti Paesi europei, come in Germania e Olanda dove viene adottata praticamente da tutti gli operatori, perché dà maggiori certezze sia alle aziende che ai consumatori sulla tracciabilità delle uova e quindi sulla sicurezza alimentare;

   sembra che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali abbia chiesto alla Commissione europea indicazioni sulla possibilità di introdurre l'obbligatorietà della timbratura delle uova da adottare sia nel nostro Paese che in tutti gli Stati membri, ma non si conosce nei dettagli quale sia stato il quesito e quale sia stata la risposta da parte della Commissione europea;

   i sequestri di uova per mancanza di tracciabilità mettono in luce quanto la circolazione di uova di provenienza incerta sia purtroppo un fenomeno diffuso e tutt'altro che occasionale, che minaccia la sicurezza dei consumatori e dei produttori;

   in questo momento di emergenza sanitaria dovuta dal COVID-19 la possibilità di avere ulteriori controlli tramite la stampigliatura sul guscio delle uova del codice dell'allevamento e, soprattutto, l'indicazione, sulle confezioni delle uova poste in vendita al consumatore finale, del Paese di origine delle stesse dà maggiore certezza e sicurezza al consumatore che prediligerà sicuramente l'acquisto di uova italiane, dando così rilancio anche al settore che come altri sta soffrendo di questa grave crisi sanitaria –:

   se intenda adottare iniziative per dare seguito alla risoluzione approvata a gennaio 2019 dalla Commissione agricoltura, perché non si può lasciare al solo lavoro ispettivo di monitoraggio e controllo delle forze dell'ordine la soluzione di questo problema, ma è necessario intervenire a livello normativo comunitario e nazionale, affinché i consumatori possano avere la certezza sulla provenienza delle uova che acquistano e sulla tipologia di allevamento, anche per le uova provenienti dall'estero.
(4-05682)