• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03972 (5-03972)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03972presentato daCECCANTI Stefanotesto diMercoledì 13 maggio 2020, seduta n. 339

   CECCANTI, MICELI, FIANO, DE MARIA, POLLASTRINI, RACITI e VISCOMI. — Al Ministro dell'interno. — Per sapere – premesso che:

   il decreto-legge n. 6 del 2020 qualificava come illecito penale, di natura contravvenzionale, il mancato rispetto delle misure di contenimento anti Covid-19;

   successivamente, il decreto-legge n. 19 del 2020, che ha abrogato le previsioni del decreto n. 6 del 2020, ha stabilito che le sanzioni applicabili per la violazione delle misure di contenimento del contagio siano invece prevalentemente sanzioni amministrative, pecuniarie e interdittive, e solo nei casi più gravi una sanzione penale;

   in particolare l'articolo 4 prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, chiunque violi le misure di contenimento previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, da provvedimenti delle regioni o da ordinanze del sindaco, è soggetto alla sanzione amministrava pecuniaria del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro (cifra attualmente ridotta a 1.000 euro a seguito dell'approvazione di un emendamento nel corso dell'esame alla Camera), che aumenta fino a un terzo se la violazione avviene con l'utilizzo di un veicolo. Inoltre, in caso di reiterazione, la sanzione è raddoppiata;

   tali nuove sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto-legge stesso, operando quindi una depenalizzazione dei fatti riconducibili al nuovo illecito amministrativo;

   il decreto n. 19 ha introdotto, inoltre, un nuovo reato contravvenzionale di inosservanza della quarantena che consiste nell'arresto da 3 mesi a 18 mesi e nell'ammenda da euro 500 ad euro 5.000;

   in questi mesi le forze di polizia sono state impegnate nelle operazioni di controllo sul fronte del contrasto alla diffusione del Covid-19 che hanno comportato una sistematica esposizione al contagio degli stessi;

   con circolare 28 marzo 2020 del Ministero dell'interno è stato specificato che i proventi delle sanzioni sono destinati allo Stato per tutte le violazioni relative a misure restrittive disposte con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, qualunque sia il soggetto che ha accertato l'illecito, mentre i proventi delle violazioni da chiunque accertate relative ad inosservanza di provvedimenti delle regioni o dei sindaci sono destinati agli stessi enti che li hanno adottati –:

   quanti controlli siano stati effettuati ad oggi e con quale esito, a quanto ammonti il totale delle sanzioni irrogate e se esistano condizioni ostative alla possibilità di destinare una quota di tali risorse ad iniziative di solidarietà nei confronti degli operatori delle forze di polizia che per causa di servizio abbiano contratto il virus e riportato danni permanenti e per i familiari degli stessi qualora siano rimasti vittime.
(5-03972)