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Atto a cui si riferisce:
S.4/02459 CAUSIN - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Premesso che: gli uffici postali sono considerati presidi di sicurezza con una funzione sociale oltre che di servizio per i...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 061
all'Interrogazione 4-02459

Risposta. - Si fa riferimento alla probabile chiusura degli uffici postali "Marghera 3", sito a Marghera in via Longhena 60, e "Venezia 10", sito a Dorsoduro in Fondamenta Zattere al ponte Longo Dorsoduro 1507, nonché alla chiusura del turno pomeridiano dell'ufficio "Venezia 12", sito a Venezia in calle del Spezier Cannaregio 23 3/D.

In via preliminare, si ricorda che il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto il trasferimento all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) delle funzioni in materia di regolazione e vigilanza del settore postale, svolte precedentemente dal Ministero. Spetta dunque all'AGCOM la "adozione di provvedimenti regolatori in materia di qualità e caratteristiche del servizio postale universale" prevista dall'art. 2, comma 4, del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261. Si segnala dunque che l'Autorità con la delibera n. 342/14/CONS, che ha integrato le disposizioni del decreto ministeriale del 7 ottobre 2008, ha regolamentato espressamente la presenza degli uffici di Poste italiane sul territorio nazionale.

Si segnala altresì che Poste italiane, in più occasioni, ha ribadito l'impegno verso i piccoli comuni a mantenere la presenza dei propri uffici. Da ultimo, tale impegno è stato ribadito durante l'evento "Sindaci d'Italia", tenutosi a Roma il 28 ottobre 2019. In primo luogo, in tale occasione Poste italiane ha rimarcato la scelta di non procedere alla chiusura degli uffici postali nei comuni con meno di 5.000 abitanti, in discontinuità con il precedente orientamento. In secondo luogo, si è sottolineata la realizzazione di interventi infrastrutturali e di accordi per la fornitura di servizi in modo capillare. Poste ha sottolineato, infatti, che in molti piccoli comuni sono state abbattute le barriere architettoniche, è stato esteso il servizio di wi-fi gratuito, sono stati installati nuovi sportelli automatici ATM Postamat (anche in alcuni comuni storicamente privi di uffici postali) e sono stati attivati accordi con i tabaccai per la fornitura di alcuni servizi.

Ciò premesso, Poste, con riferimento all'interrogazione, ha evidenziato di essere tenuta ad adottare interventi di adeguamento dell'offerta all'effettiva domanda di servizio postale universale da parte della clientela, nel rispetto dei criteri di distribuzione degli uffici postali sul territorio per la fornitura del servizio postale universale, di cui al citato decreto 7 ottobre 2008 e alle delibere AGCOM in materia (tra cui la sopra citata delibera).

A tal proposito, si sottolinea che il piano di rimodulazione di Poste italiane investe solo alcuni uffici postali collocati nelle grandi aree urbane. I criteri di chiusura degli uffici postali sono molto stringenti: riguardano solo città con numero di abitanti superiore a 100.000, uffici postali con esiguo numero di operazioni giornaliere, adeguamento ai processi di trasformazione urbana e prevedono il confronto preventivo con le autorità comunali competenti. Tale ultimo aspetto è di fondamentale importanza, posto che nessun ufficio postale potrà essere chiuso senza una preventiva condivisione con le competenti autorità comunali, al fine di garantire la capillarità della rete, da un lato, e l'efficienza degli investimenti territoriali effettuati, dall'altro.

Tali iniziative hanno riguardato, invero, anche la città di Venezia: il 17 ottobre 2019, infatti, i rappresentanti di Poste italiane hanno incontrato l'amministrazione comunale di Venezia, nella persona dell'assessore per il bilancio che, pur condividendo il contesto di riferimento presentato e le ragioni alla base del progetto, si è riservato di approfondire la questione con il sindaco. Invero, quest'ultimo ha rappresentato forte contrarietà al piano di riorganizzazione prospettato da Poste, chiedendo di soprassedere alle chiusure previste. Conseguentemente, in considerazione della posizione delle autorità locali, l'azienda ha riferito di riservarsi di "rivalutare le ipotesi formulate, al fine di proseguire il percorso di proficuo dialogo e condivisione intrapreso con l'amministrazione comunale".

Nelle more della conclusione del percorso avviato con il Comune di Venezia, si evidenzia che quello in corso rappresenterebbe un articolato progetto di razionalizzazione organizzativa, innovazione tecnologica ed ammodernamento dei servizi postali, volto ad adeguare i livelli del servizio alle mutate esigenze degli utenti, nonché a garantire un servizio postale maggiormente efficiente.

PATUANELLI STEFANO Ministro dello sviluppo economico

27/04/2020