• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/00781 (2-00781) «Mugnai, D'Ettore, Mazzetti, Ripani».



Atto Camera

Interpellanza 2-00781presentato daMUGNAI Stefanotesto diLunedì 11 maggio 2020, seduta n. 337

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere – premesso che:

   come annunciato dall'Associazione Pasbem (Associazione di Confcommercio professioni), lo sport può e deve ripartire e lo deve fare con lo slancio e la passione che ognuno ha nel cuore e con l'assoluta certezza unanime che senza lo sport è impossibile vivere. Ci sono mille aspetti importanti della nostra vita e fra questi ci sono le emozioni, le soddisfazioni, l'adrenalina che dà lo sport;

   come affermato dal Codacons, «mentre gli sportivi si adeguano alle nuove condizioni, palestre e piscine devono fare i conti con i mancati guadagni, attuali e potenziali. Un report dell'Ufficio studi di Confcommercio fa una stima del calo dei consumi complessivo per il 2020 determinato dalle misure di contenimento del Covid-19 nell'ipotesi di una riapertura dell'Italia a inizio ottobre. Tra i settori più colpiti c'è anche quello della cultura e del tempo libero: il dato aggregato negativo, che oltre alle attività culturali comprende anche la spesa per corsi e abbonamenti nei centri sportivi di vario tipo, è di una minore spesa delle famiglie pari a 8,2 miliardi di euro»;

   secondo le stime del Coni, lo sport in Italia vale 1,7 per cento del prodotto interno lordo, vale a dire 30 miliardi di euro: un valore che raddoppia a 60 miliardi se si considera anche l'indotto. Nel complesso, sono 20 milioni gli italiani che praticano attività sportive con più o meno impegno rileva l'Istat, mentre i tesserati fra Coni ed enti di promozione sono almeno 12 milioni. Come mostrano i dati di Pasbem, dopo solo due settimane dall'inizio dell'emergenza l'industria dello sport ha subito un calo di attività del 24 per cento a livello nazionale, rispetto ai giorni prima della crisi: una perdita di valore di 7 miliardi di euro, che al 7 aprile 2020 è cresciuta raggiungendo il 35 per cento;

   si contano già 100 mila associazioni dilettantistiche sparse sul territorio nazionale che lamentano una forte crisi provocata dal fatto che 12 milioni di tesserati non praticano più attività sportiva come prima dell'esplosione della pandemia. Una perdita significativa per il settore, soprattutto se si considera che nel 2019, le prenotazioni di corsi e lezioni per i mesi di febbraio e marzo 2020 hanno pesato sul totale dell'anno per il 15 per cento. Così un milione di persone, quasi tutti precari, sono rimasti da un giorno all'altro senza reddito;

   lo sport fa accrescere l'autostima, migliora la condizione di salute di chi lo pratica, ma porta anche a spendere molte risorse per le proprie passioni, che possa essere una nuova racchetta da tennis o che siano un paio di sci oppure delle scarpette da calcio. Tutti i praticanti creano così un indotto a favore dei rivenditori di materiali tecnici e movimento di indotto economico generale e diffuso;

   in questi giorni la quarantena da Covid-19 sta creando disagi psicofisici per le persone che sono chiuse in casa. La stampa in questi giorni annunciava «lunghe giornate in casa, alle prese con ore da riempire e ricette da provare. Così il 40 per cento dei connazionali per il lockdown ha accumulato chili in più, la maggioranza fa meno attività fisica e il 30 per cento dorme peggio»;

   le società sportive si occupano della crescita morale, fisica ed umana dei nostri figli e, a cominciare dalle squadre dei cuccioli fino alle prime categorie, crescono accudiscono e formano dal punto di vista sportivo i ragazzi e le ragazze, oltre che mantenere in forma i genitori ed i nonni in taluni casi fortunati;

   il sacrificio delle famiglie e dei praticanti attività sportive ci sarà sempre, ma con un aiuto fattivo e presente dello Stato si potrà risolvere prontamente ed in maniera più agevole la problematica dello sport al tempo del Covid-19 –:

   se il Governo intenda adottare iniziative per reintrodurre lo strumento dei voucher per i lavoratori del settore dello sport;

   se il Governo ritenga di adottare iniziative per aumentare le risorse destinate ai collaboratori sportivi;

   se il Governo intenda adottare iniziative per un fondo da 200 milioni di euro per associazioni e società sportive dilettantistiche, duramente colpite da emergenza Covid-19;

   se il Governo intenda adottare iniziative per la riduzione dell'Iva su prodotti ed attrezzature che servono per lo svolgimento delle varie attività dal 22 per cento al 4 per cento;

   se il Governo ritenga utile adottare iniziative per la detraibilità degli importi in parte o totalmente, delle quote di iscrizione alle associazioni;

   se il Governo ritenga di adottare iniziative per concedere la totalità delle detrazioni per le visite mediche e le analisi necessarie per l'iscrizione alle associazioni sportive.
(2-00781) «Mugnai, D'Ettore, Mazzetti, Ripani».