• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03932 (5-03932)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03932presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto diGiovedì 7 maggio 2020, seduta n. 336

   QUARTAPELLE PROCOPIO, BOLDRINI, ANDREA ROMANO, FASSINO, SCHIRÒ e LA MARCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   nei giorni scorsi, con una dichiarazione televisiva, il generale Khalifa Haftar si è autoproclamato capo della Libia, dichiarando «di accettare il mandato del popolo libico per occuparsi del Paese» e sconfessando ancora una volta l'accordo di Skhirat che nel 2015 stabilì la creazione di un Governo di accordo nazionale con sede a Tripoli e guidato da Fayez al-Serraj;

   all'interno del Paese, al momento non è chiaro se il Parlamento di Tobruk, uno dei firmatari dell'accordo di Skhirat, abbia avallato l'annuncio di Haftar, e quale sarà a questo punto il suo ruolo, tenuto conto che i rapporti tra il generale e il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aquila Saleh, hanno segnato negli ultimi tempi sempre più frequenti punti di distanza e che quest'ultimo ha presentato nei giorni scorsi un proprio piano per un nuovo Consiglio presidenziale;

   in risposta all'autoproclamazione, secondo il consigliere del Governo di accordo nazionale Mohammed Ali Abdallah, il generale Haftar «Ancora una volta mostra le sue intenzioni autoritarie. Non cerca più di nascondere il suo disprezzo per una soluzione politica e per la democrazia in Libia. Il suo discorso di questa sera è quello di un uomo disperato e sconfitto»;

   sul fronte militare, con l'Operazione tempesta di pace – avviata con il fondamentale sostegno di militari e armi dalla Turchia – Sarraj ha sferrato una serie di attacchi molto pesanti in Tripolitania contro le milizie del generale Haftar, avviandosi così alla ripresa del controllo dell'intera costa occidentale della Libia fino alla Tunisia. In particolare, il 18 aprile 2020 è stata attaccata la città di Tarhuna, che dal 2019 rappresenta una delle basi principali dell'Esercito Nazionale Libico (ELN) per l'offensiva contro Tripoli;

   a livello internazionale si registrano tutte posizioni di condanna dell'ultima mossa del generale Haftar. Il portavoce dell'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell ha dichiarato che: «le ultime dichiarazioni del generale Khalifa Haftar e ogni tentativo a spingere verso soluzioni unilaterali, anche con la forza, non porteranno mai a una soluzione sostenibile per il Paese e non possono essere accettati», ma anche il Ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov ha affermato: «Non abbiamo approvato la recente dichiarazione di Sarraj, che si è rifiutato di parlare col maresciallo Haftar, e non approviamo la dichiarazione che ora il maresciallo Haftar deciderà da solo come deve vivere il popolo libico»;

   unanimi parole di condanna sono state pronunciate dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall'Unione europea dal nostro Governo;

   precedentemente, Italia, Francia e Germania con l'Unione europea avevano fatto appello a Haftar e Al-Serraj per una tregua umanitaria durante il Ramadan;

   le già drammatiche condizioni in cui versa la Libia dopo anni di guerra civile, rischiano di acuirsi ancora di più sotto la minaccia della diffusione dell'epidemia da COVID-19 e del conseguente crollo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali;

   secondo molti commentatori, uno degli scenari più probabili sarebbe una spartizione del Paese tra Tripolitania, guidata dal Governo di Al Sarraj, e la Cirenaica, con Haftar al comando. Una soluzione che vedrebbe non disinteressati nemmeno i principali sponsor internazionali dei contendenti libici, in cambio del controllo delle rotte energetiche –:

   quali informazioni abbia il Governo in merito alla situazione in Libia e come intenda, sia nei rapporti bilaterali che nelle sedi internazionali, favorire un ripristino del dialogo tra le forze in campo per osservare un periodo di tregua umanitaria durante il ramadan;

   se ritenga fondate le notizie circa una possibile prospettiva di frammentazione dello Stato libico, alimentate da alcuni dei partner delle parti in conflitto.
(5-03932)