• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03933 (5-03933)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03933presentato daQUARTAPELLE PROCOPIO Liatesto diGiovedì 7 maggio 2020, seduta n. 336

   QUARTAPELLE PROCOPIO, BOLDRINI, ANDREA ROMANO, FASSINO, SCHIRÒ e LA MARCA. — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

   il 20 aprile 2020, i due leader israeliani Benjamin Netanyahu e Benny Gantz hanno sottoscritto un accordo per la formazione di un Governo di emergenza prima e poi di una coalizione che in tre anni vedrà i due alternarsi al vertice del Governo;

   una delle clausole dell'accordo riguarderebbe l'annessione da parte di Israele di alcuni territori della Cisgiordania a partire dal 1° luglio 2020 sulla base di un'intesa già raggiunta con gli Stati Uniti da sottoporre al Parlamento israeliano e al Comitato per gli affari esteri e la difesa;

   il calendario degli adempimenti parrebbe alquanto spedito anche per approfittare del sostegno del Presidente americano Trump in carica almeno fino all'elezione di novembre 2020 e che già ha sostenuto Israele con il riconoscimento dell'annessione del Golan siriano e, soprattutto, il discusso trasferimento della sede dell'ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme;

   le reazioni internazionali sono state molteplici, a partire dal coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente, Nickolay Mladenov, che ha definito l'ipotesi di annessione «una grave violazione del diritto internazionale e un colpo devastante per la soluzione dei due Stati», perché «chiuderebbe la porta a nuovi negoziati e minaccerebbe gli sforzi per far avanzare la pace nella regione»;

   perplessità sono arrivate anche dall'Alto rappresentante per la politica estera europea, Josep Borrell, che ha ribadito la linea dell'Unione europea nel seguire le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 1967 e del 1973 e di non riconoscere la sovranità israeliana sulla Cisgiordania occupata. Di fatto, parrebbe già che gli ambasciatori di 11 Paesi europei, tra cui l'Italia, hanno presentato la loro opposizione formale al piano, giudicando la prevista annessione della Cisgiordania occupata, una «chiara violazione del diritto internazionale»;

   la Lega araba ha dichiarato «crimine di guerra» e «flagrante violazione» del diritto internazionale i piani israeliani di annessione della Cisgiordania. In una risoluzione emessa al Cairo al termine di una riunione in videoconferenza dei ministri degli Esteri dell'organizzazione, la Lega araba ha annunciato che «sosterrà le decisioni dello Stato palestinese attraverso tutti i mezzi politici, diplomatici, giuridici e finanziari di fronte ai piani israeliani di perpetrare questo crimine di annessione»;

   misure prese in maniera unilaterale, inevitabilmente, danneggeranno gli sforzi per rinnovare il processo di pace e il raggiungimento della soluzione a due Stati e potranno avere gravi conseguenze per la stabilità di tutta la regione del Medio oriente, nonché, per la posizione di Israele sulla scena internazionale, fornendo fattivi pretesti a organizzazioni e forze politiche che continuano a non riconoscere Israele e il suo pieno diritto alla sicurezza –:

   quali iniziative di competenza intenda intraprendere il Governo, sia in sede bilaterale che internazionale, al fine di prevenire un'annessione formale della Cisgiordania, o parti di essa, e di garantire il pieno rispetto del diritto internazionale generale nonché delle specifiche risoluzioni del Consiglio di sicurezza e il ripristino di un vero dialogo di pace.
(5-03933)