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Atto a cui si riferisce:
C.5/03900 (5-03900)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 6 maggio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-03900

  Signor Presidente, Onorevoli deputati, in via preliminare, è quanto mai opportuno precisare che il settore agroalimentare nel suo complesso, pur con le grandi difficoltà degli ultimi mesi caratterizzati dall'emergenza sanitaria COVID-19, è riuscito ad assicurare cibo sano e di assoluta qualità grazie alle politiche messe in atto negli ultimi sessanta anni ed, in particolare, alla Politica Agricola Comune che, è bene ricordare, è nata come prima politica comune proprio nella fase della grande crisi successiva ai due conflitti mondiali del secolo scorso.
  Oggi, come allora, i cittadini si sono resi conto dell'importanza dell'auto approvvigionamento alimentare e di quanto strategico sia il settore.
  Non si comprende, quindi, la ratio di campagne mediatiche come quelle a cui abbiamo recentemente assistito e che hanno visto protagonista la televisione, la stampa ed il web tese a diffondere presso l'opinione pubblica ipotesi assolutamente infondate che hanno messo in relazione la diffusione del corona virus con il settore zootecnico.
  Nel respingere categoricamente siffatte supposizioni, è evidente l'esigenza di sostenere con convinzione ogni processo produttivo ed ogni filiera che punti con decisione al miglioramento della sostenibilità del settore, intesa come fattore economico, ambientale e sociale.
  Nel settore zootecnico, questo impegno si traduce nel miglioramento delle condizioni di benessere degli animali, sia in strutture specializzate, sia all'aperto e nella migliore gestione delle deiezioni prodotte dagli animali allevati, da valorizzare secondo i principi dell'economia circolare e della bioeconomia, ai fini della produzione di energia da biomasse e della produzione di ammendanti organici in sostituzione dei fertilizzanti minerali, in modo da riequilibrare il bilancio dei nutrienti nel suolo, ridurre le emissioni di anidride carbonica, di ammoniaca ed il rilascio di nutrienti nelle acque.
  Aggiungo che al fine di consentire una ripresa dei consumi e di rendere informazioni corrette ai consumatori, questa Amministrazione ha predisposto uno specifico piano di comunicazione per il tramite dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), rivolto agli operatori della filiera zootecnica, che ha dato ottimi risultati dal punto di vista comunicativo.
  Inoltre, con l'obiettivo di favorire le relazioni di mercato, con appositi provvedimenti amministrativi, sono state definite le procedure per il riconoscimento delle Organizzazioni Produttori (OP), con la previsione per le stesse, di «mandato a vendere», nel settore delle carni bovino e ovicaprino.
  Per quanto concerne la valorizzazione della carne bovina nazionale, ricordo che con il riconoscimento dell'Organizzazione Interprofessionale «IntercamiItalia»(OI), si consente alla stessa di delineare le strategie della produzione, trasformazione e commercializzazione della carne bovina.
  Queste sono le linee direttrici su cui si muove il Ministero per sostenere il comparto zootecnico, strategico per l'economia nazionale, perfettamente in linea con i più recenti orientamenti strategici predisposti a livello unionale, come il « Green new Deal» o l'annunciata strategia « Farm to Fork».