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Atto a cui si riferisce:
C.5/03916 (5-03916)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 6 maggio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-03916

  Il Governo italiano ha più volte affermato che sarebbe assurdo pensare che la solidarietà internazionale ricevuta da tanti Paesi del mondo possa minimamente mettere in dubbio – se non altro per la sua stessa ampiezza – la nostra chiara collocazione geopolitica e il quadro delle alleanze cui l'Italia storicamente e culturalmente appartiene. Abbiamo sempre anche sottolineato come lo scambio d'informazioni tra i Paesi e le rilevanti organizzazioni internazionali siano cruciali. E che l'Italia offre, ma chiede anche a tutti, massima trasparenza.
  Fin dall'emergere delle prime notizie sulla diffusione del nuovo coronavirus, le autorità italiane hanno assicurato contatti e raccordo costanti con l'Organizzazione Mondiale della Sanità, con i suoi Paesi membri, con le autorità cinesi, al fine di monitorare l'evolversi della situazione e adottare le necessarie, tempestive misure. Ugualmente strettissimo il coordinamento del nostro Paese con i partner UE e G7.
  L'Italia ha preso parte alle regolari riunioni informative organizzate a Pechino dalle autorità cinesi per il corpo diplomatico. La Commissione Nazionale della Salute cinese ha tenuto inoltre regolari conferenze stampa di aggiornamento in stretto raccordo con l'OMS. Il 20 e 21 gennaio – come ricorderete – una delegazione della stessa OMS si è recata a Wuhan, epicentro dell'epidemia, dove ha potuto svolgere esami e verifiche che hanno condotto a ritenere efficaci e tempestive le misure di risposta al virus adottate dalle autorità sanitarie cinesi a livello nazionale, provinciale e cittadino.
  I contatti tra Italia e Cina sono poi proseguiti parallelamente anche a Ginevra proprio in seno all'OMS. Il coordinamento e la condivisione d'informazioni avevano come obiettivo una migliore comprensione dell'evoluzione dell'epidemia e della sua origine.
  L'Italia – è bene ribadirlo – si è sempre espressa chiaramente in tutte le sedi multilaterali (OMS, UE, NATO, G7 e G20) in favore della collaborazione solidale e coordinata nella lotta al Covid-19 e della trasparente condivisione delle relative informazioni scientifiche.
  In ambito G7 abbiamo avviato un esercizio volto a individuare le risposte di breve, medio e lungo periodo alla pandemia, con l'obiettivo di definire in maniera coordinata la risposta all'emergenza COVID-19 e alle sue conseguenze in diversi ambiti: dal settore umanitario e del sostegno ai Paesi più vulnerabili, all'impatto geopolitico; dalle conseguenze economiche alla protezione dei nostri valori; dal coordinamento nel settore dei trasporti alla preparazione a nuove, eventuali, pandemie.
  In questo contesto, come Italia, ci siamo posti l'obiettivo di mantenere un approccio collaborativo con gli altri partner, fondato sul multilateralismo e sull'ordine internazionale basato sulle regole. Anche in futuro, come ricordato dalla stessa OMS, sarà fondamentale assicurare un'attività di monitoraggio e informativa accurata e tempestiva per avere una corretta cognizione delle dimensioni e della letalità della pandemia a livello globale.
  Quanto alle ipotesi sull'origine del virus, il responsabile delle emergenze dell'OMS, Mike Ryan, ha espressamente dichiarato: «Abbiamo ascoltato più e più volte numerosi scienziati che hanno esaminato le sequenze e analizzato questo virus» e «siamo sicuri che la sua origine è naturale. Ciò che è importante è approfondire la conoscenza del suo “natural host”, per conoscerlo meglio e per mettere in atto le necessarie misure di prevenzione e di sanità pubblica, in modo da evitare che il fenomeno del passaggio da animale a uomo si ripeta, ovunque».
  Con l'Unione Europea e gli altri Stati membri stiamo lavorando a una bozza di risoluzione che verrà presentata all'Assemblea Mondiale della Sanità dell'OMS in programma il 18 maggio. Il progetto di risoluzione, attualmente oggetto di negoziato con l'intera membership dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, tocca i vari aspetti della risposta internazionale alla crisi sanitaria causata dal COVID-19, anche al fine di migliorare la preparazione futura alle pandemie, e contiene un paragrafo che impegna l'OMS ad approfondire – insieme agli altri organismi internazionali competenti e agli Stati membri – le origini del virus e la sua trasmissione agli esseri umani.