• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03900 (5-03900)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03900presentato daBARONI Anna Lisatesto diMartedì 5 maggio 2020, seduta n. 334

   ANNA LISA BARONI, NEVI, SPENA, CAON e FIORINI. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

   a causa della contrazione dei consumi generata dall'emergenza coronavirus e il blocco del canale «Horeca», il comparto zootecnico soffre di una contrazione del volume d'affari di almeno il 25 per cento, di un aumento dei costi di alimentazione animale del 5 per cento e del rallentamento della capacità di macellazione per il necessario distanziamento interpersonale;

   nel settore zootecnico operano 250.000 lavoratori addetti e 270.000 aziende agricole e di trasformazione, che generano un fatturato per il nostro Paese di oltre 40 miliardi di euro. Addetti e imprese, operano con responsabilità e sono, per legge e per vocazione, al servizio dei consumatori, per garantire l'approvvigionamento di beni alimentari primari in totale sicurezza;

   tuttavia, è in corso quella che può essere ormai definita come una campagna mediatica su TV («Sapiens» di Mario Tozzi 28 marzo; «Indovina chi viene a cena», di Sabrina Giannini a partire dal 29 marzo; «Report» di Sigfrido Ranucci 13 aprile, Tg1, ore 20 del 29 aprile), stampa e web (basta digitare: «coronavirus allevamenti») nella quale il sistema zootecnico è additato tra i maggiori responsabili dell'inquinamento atmosferico, fino a ipotizzare una associazione fra diffusione delle pandemie, allevamenti intensivi e consumo di carne;

   le pandemie di origine zoonotica, sono trasmesse soprattutto da animali selvatici e si sviluppano in aree di promiscuità uomo animale e di scarsa igiene, cioè l'esatto contrario degli iper controllati allevamenti italiani;

   secondo dati Ispra, l'agricoltura rappresenta il 7,2 per cento delle emissioni nazionali di gas serra, con 30 milioni di tonnellate di CO2 (di cui l'80 per cento di fonte zootecnica) contro i 76 milioni di tonnellate della Francia, i 66 della Germania, i 41 milioni del Regno Unito e i 39 milioni della Spagna. Circa di polveri sottili solo l'11,8 per cento proviene dall'assieme agricoltura e allevamento;

   la zootecnia nazionale sta facendo ogni possibile sforzo, in linea con le prescrizioni comunitarie, in favore del benessere animale e per ricondurre il sistema nell'ambito dell'economia circolare, mediante riduzione dei gas serra prodotti e riutilizzo dei sottoprodotti. L'Italia è il quarto produttore mondiale di biogas con 2.000 impianti di cui il 77 per cento con residui di origine agricole;

   le citate campagne stanno gettando sconcerto nei cittadini già provati dall'emergenza –:

   quali iniziative intenda adottare il Ministro interrogato a tutela della filiera agroalimentare italiana e se non ritenga opportuno farsi promotore di iniziative sui principali media a sostegno del settore zootecnico e del food italiano.
(5-03900)