• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03907 (5-03907)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-03907presentato daBIANCHI Matteo Luigitesto diMartedì 5 maggio 2020, seduta n. 334

   BIANCHI, GIGLIO VIGNA, BAZZARO, COIN, ANDREA CRIPPA, LORENZO FONTANA e MAGGIONI. — Al Ministro per gli affari europei. — Per sapere – premesso che:

   la Commissione europea presenterà una nuova bozza di accordo Mff (Multiannual financial framework) a fine mese, per provare ad avere un accordo al Consiglio europeo di giugno 2020. Qualora non venga raggiunto, sarebbe auspicabile l'estensione di un anno dell'attuale quadro finanziario pluriennale (Qpf) sino ad accordo raggiunto, secondo le normali procedure previste dai trattati, e, in subordine, pervenire a una formula di estensione annuale con cambiamenti rispetto alla ripartizione attuale per affrontare l'emergenza;

   la crisi da coronavirus coincide, quindi, con il momento di transizione tra la programmazione 2014-2020 e quella 2021-2027. È facile prevedere che la situazione che si sta vivendo amplificherà ulteriormente la crisi del sistema che storicamente caratterizza la fase di passaggio tra un programma da concludere e uno che va a iniziare. Di conseguenza, le amministrazioni non potranno preparare il nuovo periodo di programmazione, dovendosi già concentrare sul recupero del tempo perduto, anche a fronte di proroghe. Nel corso del 2020, e ragionevolmente anche del 2021, le autorità di gestione saranno peraltro impegnate nel finanziamento dei progetti straordinari dedicati alla risposta all'emergenza;

   la crisi dovuta al coronavirus porterà a una recessione economica che colpirà, in particolar modo, molti dei territori marginali o periferici dell'Unione europea che si erano ripresi solo in parte dalla crisi finanziaria del 2007-2008: bisogna dunque pensare a come rilanciare gli investimenti e sostenere la ripresa, in particolare in chiave di sviluppo sostenibile. Al di là delle disposizioni emergenziali, le iniezioni di risorse e liquidità rischiano di raggiungere in maniera asimmetrica i territori: è molto probabile che tali risorse raggiungano solo in minor misura le autorità regionali e locali, le piccole imprese e gli attori del terzo settore e ciò non potrà non impattare sulla coesione economica e sociale dell'intera Unione;

   soprattutto sarebbe opportuno cogliere l'opportunità della proposta di regolamento presentata dalla Commissione, volta a modificare i regolamenti (Ue) n. 1303 del 2013 e (Ue) n. 1301 del 2013, per quanto riguarda misure specifiche atte a offrire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta alla pandemia di Covid-19 (COM(2020) 138 final) –:

   se non intenda adottare iniziative, nelle competenti sedi europee, affinché si provveda al semplice prolungamento dell'attuale periodo di programmazione con il rifinanziamento degli attuali programmi e la riprogrammazione degli stessi per adeguarli all'emergenza, evitando il rallentamento degli investimenti supportati dai fondi strutturali che si realizza puntualmente nella fase di transizione tra i cicli di programmazione, che così aggiornati potrebbero continuare a utilizzare tutti i dispositivi amministrativi esistenti in materia di fondi strutturali e di investimento europei (Sie), sfruttando le strutture di governance e gestione già esistenti.
(5-03907)