• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01492 (3-01492)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-01492presentato daBOLDRINI Lauratesto diMercoledì 29 aprile 2020, seduta n. 332

   BOLDRINI, BRUNO BOSSIO, FRATE, CENNI, DE LORENZO, MURONI, CASA, GIANNONE, BENEDETTI, LORENZIN, MURA, ELISA TRIPODI, BOLOGNA, GRIBAUDO, SERRACCHIANI, BERLINGHIERI, SCHIRÒ, NOJA, PEZZOPANE, SPADONI, ANNIBALI, ASCARI, CARNEVALI, CARLA CANTONE, NARDI, DI GIORGI, EHM, GIORDANO, SARLI, D'ARRANDO, CIAMPI, OCCHIONERO, EMANUELA ROSSINI, BRAGA, LA MARCA, PRESTIPINO, VILLANI, PAPIRO, QUARTAPELLE PROCOPIO, MARTINCIGLIO, BONOMO, ROTTA e MADIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   la condizione femminile nel nostro Paese continua a destare viva preoccupazione, lontani come siamo dal raggiungimento del quinto dei diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Onu che l'Italia deve centrare entro il 2030: quello della parità di genere e dell'empowerment di donne e ragazze;

   la violenza e i femminicidi rimangono una piaga sociale diffusa, così come resta problematico il tema della salute sessuale e riproduttiva: i servizi per assicurare l'interruzione volontaria di gravidanza, prevista dalla legge n. 194 del 1978, sono carenti per via dell'alto numero di obiettori di coscienza tra il personale medico e paramedico. In Italia, poi, lavora solo il 50 per cento delle donne, contro una media europea del 62, percentuale che scende drammaticamente fino al 29 per cento al Sud. Inoltre, a parità di mansioni, spesso le donne guadagnano meno degli uomini;

   il 2 marzo 2020 una delegazione di deputate dell'Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità ha incontrato, alla presenza della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per spronare il Governo a mettere in atto politiche capaci di sostenere l'evoluzione sociale di questo Paese – che passa attraverso il peso dato alle donne – e per confrontarsi su un'azione integrata che dia nuovo slancio alla lotta contro ogni forma di discriminazione di genere;

   durante l'incontro è stato posto il problema della sottorappresentazione delle donne nei ruoli di vertice. Se la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle società quotate è garantita dalla legge «Golfo-Mosca», non si può dire altrettanto per le posizioni di amministratore delegato di nomina governativa, che continuano a essere appannaggio esclusivo degli uomini e dunque non sono rappresentative dell'intera platea professionale di cui le donne fanno parte a pieno titolo; alla luce di quanto emerso sulle nomine per le aziende partecipate – così come sulle composizioni delle varie task force, cabine di regia e gruppi di esperti per l'emergenza Covid – si prende atto di una realtà che, nonostante le sollecitazioni di parlamentari e di tanta parte della società, continua a sottovalutare gravemente le competenze delle donne. Figure femminili di valore sono state indicate come presidenti e componenti di consigli di amministrazione, ma i nomi proposti per i ruoli di amministratore delegato sono soltanto di uomini, il che ha fatto parlare della riproposizione del classico pinkwashing, una pratica purtroppo diffusa che serve a mantenere indisturbati gli assetti di potere declinati esclusivamente al maschile;

   la stessa situazione si è riproposta nella composizione del Comitato di esperti per la «Fase 2», nel quale vi sono solo 4 donne su 17 componenti; nonché del Comitato tecnico-scientifico della Protezione civile, che è composto da 20 uomini su 20;

   è dunque evidente che, malgrado quanto sollecitato dall'Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità, oltre che dalla società civile, e nonostante quanto prescritto dalla Costituzione agli articoli 3 e 51, si continua a privilegiare la promozione pressoché assoluta degli uomini in ogni campo della società e in generale in tutti quei luoghi dove si prendono decisioni, come se non ci fossero donne competenti e preparate. Sottovalutare questa realtà, da parte delle istituzioni e delle forze politiche, reca un danno all'intero Paese –:

   quali impegni intenda assumere per integrare con la presenza di figure femminili esperte nei vari ambiti la composizione degli organismi di consulenza già costituiti nel contrasto al Covid-19 e per valorizzare, nelle prossime decisioni che sarà chiamato a prendere in tema di nomine per le aziende partecipate e per altri incarichi di responsabilità, i talenti e le competenze di cui le donne italiane sono portatrici.
(3-01492)