• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.4/03264 URRARO, LUNESU, PEPE, OSTELLARI, PILLON, PELLEGRINI Emanuele, STEFANI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che: secondo quanto si apprende dal settimanale "L'Espresso" del 21 aprile...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03264 presentata da FRANCESCO URRARO
martedì 28 aprile 2020, seduta n.210

URRARO, LUNESU, PEPE, OSTELLARI, PILLON, PELLEGRINI Emanuele, STEFANI - Al Ministro della giustizia. - Premesso che:

secondo quanto si apprende dal settimanale "L'Espresso" del 21 aprile 2020, molti detenuti in regime di carcere duro ex art. 41-bis dell'ordinamento penitenziario starebbero lasciando il carcere grazie alla concessione della detenzione domiciliare accordata a causa della crisi pandemica da COVID-19;

in particolare, nell'articolo de "L'Espresso" si legge che un giudice del tribunale di sorveglianza di Milano avrebbe concesso la detenzione domiciliari al capomafia di Palermo Francesco Bonura di 78 anni, che, secondo quanto riportato dal giornalista, oltre ad essere considerato uno dei boss più influenti, è stato uno degli imputati del primo maxi processo a Cosa Nostra e, in seguito, condannato a scontare una pena detentiva di 23 anni per associazione mafiosa;

il giudice avrebbe concesso al condannato Bonura la detenzione domiciliare adducendo "motivi di salute" autorizzandolo "a uscire da casa ogni volta che occorrerà anche per motivi di salute dei familiari" e, escludendo il pericolo di fuga, lo avrebbe addirittura collocato nella sua abitazione a Palermo;

il settimanale citato evidenzia come il provvedimento di detenzione domiciliare sia la conseguenza dello stato di emergenza in cui si trovano i penitenziari italiani: così, per i mafiosi che stanno scontando la condanna, che per legge non potrebbero usufruire di pene alternative, si aprono le porte del carcere. Il 21 marzo scorso, infatti, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (DAP) ha inviato a tutti i direttori delle carceri una circolare in cui si invita a comunicare con solerzia all'autorità giudiziaria, per eventuali determinazioni di competenza, i nominativi dei detenuti che rientrano tra le nove patologie indicate dai sanitari dell'amministrazione penitenziaria, suggerendone la scarcerazione insieme a tutti i detenuti che superano i 70 anni;

sempre secondo l'autore dell'articolo citato, nelle scorse settimane, a causa dell'emergenza da COVID-19, è stata concessa dai giudici della corte d'assise di Catanzaro la detenzione domiciliare nella sua abitazione di Lamezia Terme a Vincenzino Iannazzo, ritenuto dal cronista un pericoloso boss della 'ndrangheta;

considerato che ad oggi all'interno degli istituti penitenziari italiani non risulta esservi alcuna emergenza da COVID-19, ma solo casi sporadici,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle notizie riportate in premessa relative alla pericolosità dei detenuti scarcerati e ai motivi che hanno indotto alla concessione della detenzione domiciliare;

se non ritenga opportuno rivedere i parametri con i quali è stata emanata la circolare del 21 marzo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che ha previsto ampi criteri di scarcerazione.

(4-03264)