• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/02463/099    premesso che:     sempre maggiori sono le difficoltà per il nostro Servizio sanitario nazionale a garantire il fondamentale diritto alla salute e quell'universalità che...



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/02463/099presentato daBAGNASCO Robertotesto diGiovedì 23 aprile 2020, seduta n. 330

   La Camera,
   premesso che:
    sempre maggiori sono le difficoltà per il nostro Servizio sanitario nazionale a garantire il fondamentale diritto alla salute e quell'universalità che hanno sempre caratterizzato il servizio sanitario pubblico istituito con la legge n. 833 del 1978;
    le risorse assegnate al Servizio sanitario nazionale sono insufficienti e in questi ultimi anni la spesa sanitaria in termini reali, se confrontata in rapporto al PIL, è in diminuzione;
    anni di blocco di turn-over (per fortuna recentemente in parte ridimensionato) da anni ha impedito la sostituzione degli specialisti in uscita da parte di medici giovani, causando un progressivo invecchiamento del personale;
    ad oggi, dopo ben 6 anni di studi (6 + 1 anno per l'esame di stato) solo 1 medico su 3 ha la possibilità di continuare la carriera post-laurea;
    nei prossimi anni mediamente si laureeranno circa 10.000 medici ogni anno, ma il numero di contratti di formazione post lauream, è insufficiente a coprire la richiesta di specialisti e di percorsi formativi rispetto al numero di laureati. Questo ha prodotto un «imbuto formativo», che nel tempo ha ingabbiato in un limbo migliaia di giovani medici, che aumenteranno nei prossimi 5 anni fino ad oltre 20.000 senza un forte incremento dei contratti di formazione;
    i dati dell'ANAAO ci dicono che nel 2025 mancheranno all'appello 16.500 medici. Entro il 2025 è attesa un'uscita massiccia di medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale, in quanto almeno il 50 per cento raggiungerà i requisiti per la pensione;
    a causa di una insufficiente programmazione il prossimo concorso per le specializzazioni mediche vedrà una partecipazione di oltre 20.000 candidati, a fronte degli attuali 8.900 contratti di formazione, che non garantiscono né l'emergenza attuale né il futuro previsto turn-over; molti di questi giovani resteranno ancora in attesa di una ulteriore sessione di esami, allungando di un anno l'entrata nella specializzazione e quindi nel mondo del lavoro,

impegna il Governo:

   a stanziare le risorse necessarie ad incrementare i contratti di formazione specialistica, al fine di assorbire già nel breve periodo, l'imbuto formativo tra il conseguimento della laurea in medicina e nell'area sanitaria, e l'accesso alla formazione medica e sanitaria specialistica;
   ad adottare tutte le iniziative volte a rendere la formazione medica maggiormente legata al fabbisogno e alla programmazione del Servizio sanitario nazionale, dove comunque l'Università svolge un ruolo di coordinamento delle attività didattiche e di ricerca e di collaborazione con le strutture ospedaliere diffuse sul territorio.
9/2463/99. Bagnasco, Novelli, Bond, Mugnai, Versace, Brambilla, Maria Tripodi, Paolo Russo.