• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/03162 BONINO - Al Ministro della salute. - Premesso che: in data 13 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha indicato sei criteri molto chiari per i Paesi che intendano allentare...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-03162 presentata da EMMA BONINO
giovedì 16 aprile 2020, seduta n.207

BONINO - Al Ministro della salute. - Premesso che:

in data 13 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha indicato sei criteri molto chiari per i Paesi che intendano allentare le misure di contenimento, fondate sulla sospensione delle attività sociali e economiche: 1) che la trasmissione del contagio sia sotto controllo; 2) che le capacità del sistema sanitario siano in grado di rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso di COVID-19 e di tracciare ogni contatto; 3) che i rischi di contagio siano ridotti al minimo in ambienti speciali come strutture sanitarie e case di riposo; 4) che siano adottate misure preventive nei luoghi di lavoro, nelle scuole e in altri luoghi dove per le persone è essenziale recarsi; 5) che i casi importati possano essere gestiti; 6) che le comunità siano pienamente istruite, coinvolte e abbiano tutte le facoltà per adeguarsi alla "nuova normalità";

oggi, a quasi 40 giorni dall'istituzione del "lockdown" su tutta la penisola, e a oltre 20 giorni dall'introduzione di ulteriori restrizioni alle attività non legate alla produzione di beni e servizi essenziali, queste condizioni, soprattutto le prime tre, sembrano all'interrogante lontanissime dall'essere assicurate;

considerato che, infatti:

il contagio, come si deduce dal numero dei morti per COVID-19, in base a una stima della letalità anche molto favorevole, nella fase più severa del lockdown (dopo il 22 marzo) ha coinvolto ogni giorno svariate decine di migliaia di persone;

la rilevazione dei contagiati ha scontato l'evidente ritardo nell'effettuazione dei test; il tracciamento dei positivi non è stato avviato; non sono stati approntati programmi di isolamento e assistenza dei pazienti non critici, in strutture diverse da quelle della casa di abitazione, che non garantisce, in genere, alcuna misura di distanziamento e alcun effettivo isolamento dei contagiati;

la diffusione e la letalità del COVID-19 nelle strutture sanitarie rivela, al di là degli eventuali illeciti e delle irregolarità contestate ai responsabili, una dimensione e una gravità evidente e ormai non negata, né dal Governo nazionale né da quelli regionali;

le cifre riportate ogni giorno dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri non hanno una vera rilevanza statistica e sono, infatti, molto lontane dal descrivere una mappa realistica e verosimile del contagio: i casi sono abbondantemente sottostimati a causa del numero limitato di test effettuati, il numero dei decessi non comprende, come ha rilevato anche l'Istat, i moltissimi casi non trattati negli ospedali, e anche i guariti comprendono in larga parte le persone dimesse dagli ospedali per fare spazio a malati più gravi, ma ancora positive e potenzialmente infettive. Nulla sembra essere ancora davvero "sotto controllo",

si chiede di sapere in che modo e con quali tempi si ritenga che l'Italia sia in grado di corrispondere alle condizioni indicate dall'OMS per l'allentamento del lockdown.

(4-03162)