• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03740 (5-03740)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03740presentato daCATTANEO Alessandrotesto diMartedì 3 marzo 2020, seduta n. 314

   CATTANEO e PORCHIETTO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   l'articolo 13-bis del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2019 modifica il sistema sanzionatorio previsto dall'articolo 42 del decreto legislativo n. 48 del 2011 (Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE), in materia di incentivi nel settore elettrico e termico, erogati dal Gestore dei servizi energetici (Gse);

   con le nuove norme, a seguito di accertamento di una violazione rilevante, il Gse può decurtare l'incentivo in misura ricompresa fra il 10 e il 50 per cento (mentre precedentemente la decurtazione poteva essere disposta in misura ricompresa fra il 20 e l'80 per cento), con riduzione della metà (invece che di un terzo) in caso di violazioni spontaneamente denunciate dal soggetto responsabile, al di fuori di un procedimento di verifica e controllo. Si prevede, inoltre, che la minore sanzione si applica agli impianti in esercizio, oggetto di procedimenti amministrativi o giurisdizionali in corso;

   inoltre, agli impianti di potenza compresa tra 1 e 3 kw nei quali, a seguito di verifica, risultino installati moduli non certificati o con certificazioni non rispondenti alla normativa di riferimento, si applica una decurtazione del 10 per cento della tariffa incentivante (in luogo del precedente 30 per cento) sin dalla data di decorrenza della convenzione;

   la riforma del sistema sanzionatorio, entrata in vigore il 3 novembre 2019, tuttavia non e ancora stata attuata in quanto il Gse non ha, a tutt'oggi, reso note le procedure per la presentazione dell'istanza di revisione delle sanzioni applicate a carico delle tariffe incentivanti;

   sono oltre 50.000 gli impianti interessati da questa incertezza normativa che sta provocando rilevanti ripercussioni economiche agli operatori che hanno presentato istanza ai sensi della normativa previgente;

   il 30 gennaio 2020 alcune associazioni di produttori di energia elettrica da impianti fotovoltaici hanno scritto una lettera al Ministro interrogato per chiarire che «...la logica del taglio delle tariffe come unica tipologia di sanzione appare sbagliata (...) e che si auspica un drastico cambiamento di rotta per il futuro (...) l'applicazione delle sanzioni dovrebbe seguire una logica di salvaguardia della produzione di energia da fonti rinnovabili, anche in virtù degli obiettivi comunitari esplicitati dal Pniec (...). Tale logica dovrebbe portare a impostare le sanzioni con decurtazioni massime del 10 per cento fatto salvo i casi accertati nei quali è in corso un procedimento penale, in modo da ridurre il rischio di perdite, parziali o totali, delle produzioni energetiche degli impianti fotovoltaici...»;

   per le citate associazioni, qualsiasi taglio delle tariffe, anche minimo, si traduce in seri problemi di sostenibilità finanziaria delle aziende di riferimento, con inevitabili difficoltà a garantire la continuità della manutenzione degli impianti stessi e quindi la loro operatività –:

   se non ritenga opportuno adottare le iniziative di competenza affinché il Gestore dei servizi energetici definisca le istruzioni e la modulistica applicative delle disposizioni dell'articolo 13-bis del decreto-legge n. 101 del 2019, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 128 del 2019;

   se si intendano adottare le iniziative di competenza per chiarire se alle istanze di revisione delle sanzioni presentate ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo n. 48 del 2011 previgente si applichino automaticamente le nuove disposizioni o se invece debba essere proposta nuova istanza;

   se non ritenga opportuno adottare iniziative per rivedere il sistema sanzionatorio sopra citato secondo modalità che non incidano sulla tariffa incentivante, in considerazione del fatto che la sua riduzione percentuale, applicata per tutta la durata del periodo incentivato, comporta problemi di sostenibilità degli investimenti effettuati.
(5-03740)