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Atto a cui si riferisce:
C.5/01177 (5-01177)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 26 febbraio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-01177

  In riscontro alle problematiche evidenziate sulla presenza di genere all'interno degli organi della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara ed allo specifico quesito sulla regolarità del risultato della votazione del 10 dicembre 2018 relativa al nuovo comitato di indirizzo della Fondazione stessa, si rappresenta preliminarmente che l'Autorità di vigilanza sulle Fondazioni bancarie (in seguito «Autorità»), le cui funzioni sono svolte dagli uffici del Dipartimento del Tesoro, presso il Ministero dell'economia e delle finanze, ha affrontato da subito la questione, non appena pervenuto l'esposto richiamato dagli interroganti.
  Con l'esposto, in effetti, si segnalava che nella seduta del comitato di indirizzo del 10 ottobre 2018, non risultava essere stata assicurata l'adeguata «presenza del genere meno rappresentato» (femminile), come da statuto, in conseguenza del mancato rispetto della disciplina regolamentare interna che prevede, da un canto, che le quote di genere siano «nella misura minima del 30 per cento» e, dall'altro, che i soggetti designanti siano invitati «ad assicurare l'adeguata rappresentatività negli organi dei due generi, nella misura minima del 30 per cento per ciascuno».
  Si evidenziava, inoltre, che in occasione delle nomine per cooptazione si sarebbe potuto provvedere al rispetto della suddetta percentuale di genere in base alla disposizione statutaria secondo cui «i componenti nominati per cooptazione sono scelti (...), tenendo conto dell'esigenza di assicurare la presenza del genere meno rappresentato»; ciò, pertanto, avrebbe dovuto costituire un chiaro ed esplicito indirizzo per le relative nomine da parte del Comitato uscente.
  Alla luce di quanto rappresentato nell'esposto, l'Autorità, nel gennaio 2019, ha aperto un'istruttoria chiedendo alla Fondazione ed al Collegio dei Revisori la pertinente documentazione con le eventuali considerazioni e l'invio di distinte relazioni.
  Pervenuti, in febbraio e marzo, i riscontri del Presidente della Fondazione e del Collegio dei Revisori, è emerso in modo evidente, sia dall'analisi del verbale dell'adunanza dell'Organo di Indirizzo del 10 ottobre 2018, sia dal relativo verbale del Collegio dei Revisori che la questione della corretta attuazione delle quote di genere in seno al Comitato di Indirizzo era stata ampiamente dibattuta dai partecipanti alla seduta, non risultando le vigenti disposizioni regolamentari di facile e immediata interpretazione ed applicazione.
  È emerso, peraltro, che il processo di nomina dei componenti del nuovo Comitato di Indirizzo sia stato costantemente monitorato dall'organo di controllo, sia nella legittimità delle procedure adottate che nella tempistica prevista «al fine di evitare che l'Ente rimanesse privo di adeguata governance per un tempo che potesse rilevarsi eccessivamente lungo rispetto alle sue ordinarie esigenze», così come testualmente riportato nel verbale dello stesso Collegio dei Revisori. Quest'ultimo, infine, «non ha mosso alcun rilievo né contestazione nel merito della richiamata delibera del 10 ottobre 2018», che individuava 11 componenti dell'Organo di indirizzo, tra i quali 3 di genere femminile, «ritenendo che fossero state rispettate le disposizioni statutarie regolanti le designazioni».
  Per quanto concerne, in seguito, la seduta di insediamento dell'Organo di Indirizzo dell'8 gennaio 2019, atta a ratificare la nomina dei componenti individuati nella seduta precedente, il Collegio dei Revisori, in merito alla dibattuta problematica concernente il rispetto dell'adeguata presenza di genere nella composizione dell'Organo, ha evidenziato che, «pur in presenza di un intenso e meticoloso dibattimento», si è poi addivenuti, «alla verifica positiva, all'unanimità, dei requisiti in capo ai membri nominati, così come previsti dall'articolo 17 dello statuto, ed alla nomina del presidente e Vice Presidente con una votazione a maggioranza».
  Il Collegio dei Revisori ha concluso la sua relazione, pertanto, con l'affermare «che a suo giudizio non è stata violata alcuna norma dello statuto della Fondazione», pur rilevando che, «per quanto riguarda le norme regolamentari (...) esse, messe al vaglio della loro prima applicazione, hanno dimostrato scarsa chiarezza e difficoltà applicativa, prestandosi, come accaduto, a diversi tipi di interpretazioni».
  Tutto ciò premesso, l'Autorità, in data 21 maggio 2019, tenuto conto delle risultanze documentali e di quanto relazionato dal Collegio dei Revisori, ha comunicato alla Fondazione di non ritenere censurabile la procedura adottata né violate le norme statutarie.
  In quella occasione, tuttavia, è stato fatto presente che, stante la composizione numerica del Comitato di Indirizzo, pari a n. 11 membri, e l'ambiguità delle vigenti norme regolamentari dedicate all'individuazione della percentuale minima del genere meno rappresentato, si rendesse necessario, per il futuro, provvedere ad una modifica regolamentare per conseguire una maggiore chiarezza sulle modalità di determinazione della percentuale in questione.
  La Fondazione ha dato riscontro alla richiesta dell'Autorità assicurando testualmente, con nota del 30 maggio 2019 che, quanto prima si provvederà ad una modifica regolamentare che consenta di avere maggiore chiarezza sulle modalità di determinazione della percentuale minima del genere meno rappresentato.