• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01391 D'ALFONSO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico. - Premesso che: l'azienda Faist Componenti SpA opera nel settore dell'automotive realizzando...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01391 presentata da LUCIANO D'ALFONSO
martedì 18 febbraio 2020, seduta n.192

D'ALFONSO - Ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico. - Premesso che:

l'azienda Faist Componenti SpA opera nel settore dell'automotive realizzando componenti per turbine di auto e veicoli commerciali, con una sede amministrativa a Montone (Perugia) e uno stabilimento a Lanciano (Chieti), in località Cerratina, dove sono attualmente impiegati 17 lavoratori, compresa una lavoratrice interinale;

nel mese di dicembre 2019 l'azienda ha annunciato lo smantellamento dell'attività presso la sede di Lanciano;

la chiusura non risulta motivata dalla sussistenza di una situazione di crisi, ma esclusivamente in ragione della presunta contrazione delle vendite e della conseguente perdita stimata di fatturato pari a circa 10 milioni di euro;

lo stesso attuale amministratore delegato dell'azienda, il dottor Marcello Pennicchi, ha individuato quale possibile unica soluzione alla presunta contrazione delle vendite il licenziamento di 52 dipendenti, di cui 17 operanti a Lanciano e 35 a Montone;

considerato che:

ciò che rileva nella vicenda è la concreta valutazione dell'elemento di crisi;

in particolare, quest'ultimo non concerne le linee lavorative dello stabilimento di Lanciano che, come dimostrato nei fatti, lavorano a pieno regime e registrano previsionali di attività almeno per i prossimi 4 anni;

l'attività svolta presso lo stabilimento di Lanciano, in special modo, ha sempre ricevuto apprezzamenti e certificazioni per la qualità dei prodotti;

non essendo stata idoneamente e tempestivamente arrestata, la decisione assunta dall'amministratore delegato dell'azienda è sfociata nel trasferimento delle sue produzioni presso lo stabilimento di Montone;

considerato, altresì, che:

come riportato su diversi quotidiani nazionali e locali, negli ultimi giorni i vertici dell'azienda hanno proceduto a trasferire coattivamente i macchinari dallo stabilimento di Lanciano a quello di Montone, ancora prima di aver proceduto a trasmettere le lettere di licenziamento ai 17 lavoratori e a sole 48 ore dall'avvio della procedura di licenziamento collettivo;

a tale forzoso atto i 17 lavoratori si sono opposti, in ogni modo legittimamente possibile, conservando comportamenti dignitosi e sottolineando all'azienda le pesanti ricadute economiche e finanziarie che tale decisione avrà sulle famiglie dei lavoratori coinvolti;

nonostante la pacifica "lotta" messa in atto dai lavoratori, i vertici aziendali hanno imperterriti continuato a traslocare forzosamente i macchinari presso lo stabilimento sito nel territorio umbro;

rilevato che:

tale modus operandi risulta contrario alle statuizioni normative in materia secondo le quali l'azienda, prima di smantellare lo stabilimento, deve attendere 75 giorni dopo l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per valutare con le parti sociali possibili alternative alla chiusura;

nonostante la scelta aziendale fosse stata assunta da tempo, la stessa è stata portata drasticamente a conoscenza dei 17 lavoratori soltanto qualche settimana fa;

tale comportamento risulta, a tutti gli effetti, configurare una condotta antisindacale,

si chiede di sapere:

quali iniziative i Ministri in indirizzo abbiano messo in atto o siano in procinto di attivare nei confronti dei vertici dell'azienda Faist al fine di individuare una soluzione alternativa al licenziamento collettivo avviato nei confronti dei 17 lavoratori dello stabilimento di Lanciano;

quali azioni intendano adottare per evitare che il tessuto produttivo abruzzese, già colpito da altre importanti situazioni, perda definitivamente anche questa realtà di eccellenza produttiva;

quali provvedimenti intendano adottare a salvaguardia e tutela dei 17 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Lanciano e delle loro famiglie per comprimere, quanto più possibile, gli effetti negativi di tale situazione.

(3-01391)