• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03535 (5-03535)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03535presentato daCAVANDOLI Lauratesto diMartedì 11 febbraio 2020, seduta n. 302

   CAVANDOLI, BITONCI, CENTEMERO, COVOLO, GERARDI, GUSMEROLI, ALESSANDRO PAGANO, PATERNOSTER e TARANTINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   è notizia rimbalzata anche sul web quella relativa alle lettere di compliance che l'Agenzia delle entrate ha inviato nei giorni scorsi agli operatori del commercio al minuto e attività assimilate che non risulta abbiano trasmesso i corrispettivi certificati e memorizzati con il registratore telematico o tramite l'apposita procedura online del portale «fatture e corrispettivi»;

   nei fatti è accaduto che, non risultando al fisco, alla data del 31 dicembre 2019, i dati relativi allo scontrino elettronico del periodo luglio-novembre 2019, l'Agenzia delle entrate, avvisava della discrepanza indistintamente tutti i contribuenti con un volume d'affari superiore a 400.000, anche coloro che hanno rapporti con consumatori finali e hanno deciso di documentare tutte le operazioni con la fattura elettronica, ed invitava i destinatari delle lettere a verificare la propria posizione evidenziando: «se ritiene di non essere tenuto a trasmettere i corrispettivi giornalieri dell'Agenzia delle entrate, nell'ottica della massima collaborazione reciproca, la invitiamo a fornire o a segnalare eventuali dati ed elementi da noi non considerati. Qualora ritenga di non essere tenuto a trasmettere i corrispettivi giornalieri all'Agenzia delle Entrate, la invitiamo a fornire chiarimenti o a segnalare eventuali dati ed elementi da noi non considerati, tramite il servizio telematico attivo all'interno del canale di assistenza CIVIS, anche per il tramite del suo intermediario. Questo ci aiuterà ad aggiornare le nostre banche dati e a indirizzare le nostre future comunicazioni in modo più efficace.»;

   alle immediate denunce dei commercialisti, che chiedevano rassicurazioni sulla non necessità di fornire risposte alla comunicazione ricevuta, non rinvenendo alcuna anomalia per chi ha scelto di certificare con fattura elettronica le operazioni nei confronti dei consumatori finali, l'Agenzia delle entrate ha diramato una nota ufficiale per rendere noto che non sarà necessario rispondere con la comunicazione Civis alle lettere di compliance «per chi, pur operando nell'ambito del commercio al dettaglio e attività assimilate, ha deciso di certificare le proprie operazioni esclusivamente con fattura»;

   tuttavia è oltremodo evidente, a parere degli interroganti, che dietro a tali «lettere amichevoli», all'immagine di un «fisco tutor» capace di guidare e mettere in guardia i contribuenti prima di sanzionarli, si celano l'inefficienza e gli errori del sistema, tentando un controllo all'inverso: non l'Agenzia delle entrate sul contribuente mediante la fatturazione elettronica e la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, bensì il contribuente verso l'Agenzia delle entrate mediante la propria comunicazione;

   negli avvisi, infatti, si ammette la possibilità di imprecisioni ed errori («fornire o a segnalare eventuali dati ed elementi [...] non considerati»); inoltre il paradosso è che i dati sono già a disposizione dell'Agenzia delle entrate, basterebbe consultare il portale fatture e corrispettivi e incrociare i valori dichiarati;

   tutto ciò risulta come un vero e proprio controsenso: le lettere con gli avvisi, infatti, impongono ai contribuenti e agli intermediari verifiche, controlli, comunicazioni, mentre il vantaggio del passaggio ai canali telematici dovrebbe essere proprio la semplificazione;

   la LegaSp al Governo, si ricorda, aveva avviato un processo di revisione dei principi e dei criteri che regolano l'agire dell'amministrazione finanziaria che, combinato alle misure di pacificazione fiscale, intendeva contemperare l'interesse del cittadino al pagamento di quanto dovuto senza alcuna forma di «intimidazione» o pressione –:

   se il Governo intenda proseguire sulla strada tracciata dal Governo precedente e, di conseguenza, adottare iniziative per attuare una reale compliance tra fisco e contribuente evitando che si ricorra a presunte lettere «amichevoli» per ottenere informazioni di cui peraltro l'amministrazione finanziaria è già in possesso.
(5-03535)