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Atto a cui si riferisce:
C.5/03498 (5-03498)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 5 febbraio 2020
nell'allegato al bollettino in Commissione XII (Affari sociali)
5-03498

  Sul tema proposto dagli Onorevoli Interroganti, preliminarmente, voglio evidenziare che gli obiettivi richiamati nell'atto ed enunciati dal precedente Esecutivo – tesi al miglioramento delle condizioni di vita, di salute e di reddito delle persone con disabilità – non possono che essere condivisi anche dall'attuale Governo.
  Questo Governo è sicuramente consapevole del fatto che le misure attualmente in vigore, possano essere ancora perfezionate per assicurare alle persone con disabilità una condizione di autosufficienza.
  Sul piano tecnico la via migliore dovrebbe essere quella di ipotizzare una rivisitazione di carattere generale del sistema, in favore di una valutazione multidimensionale ed una progettazione personalizzata.
  Va però detto comunque che, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 novembre 2019, è stato adottato il primo Piano nazionale per la non autosufficienza che, per la prima volta nel campo delle politiche in favore delle persone con disabilità grave e gravissime, avvia un percorso graduale di definizione di livelli essenziali delle prestazioni.
  I disabili gravissimi, per i quali si è adottata una definizione unitaria solo con il decreto ministeriale di riparto delle risorse 2016, avranno, per la prima volta, diritto ad una prestazione definita nelle sue linee generali allo stesso modo su tutto il territorio nazionale.
  Un assegno del valore di almeno 400 euro mensili, che si cumula all'indennità di accompagnamento, ma che, a differenza di questa, è radicato nel sistema del servizi territoriali.
  Vi si accede mediante valutazione multidimensionale ed è inserito nell'ambito di un progetto personalizzato.
  Ma, soprattutto, è un assegno che non deve essere inteso come un mero trasferimento monetario, quanto piuttosto come un supporto al care-giver familiare, che si fa carico della persona non autosufficiente (e attentamente monitorato in tal senso) o, nel caso la scelta ricada su persone al di fuori del nucleo familiare, un sostegno – anche nella forma di voucher o di somme da rendicontare – volto a garantire la libertà di scelta nell'assistenza.
  Grande innovazione del Piano è l'avvio di un percorso per una definizione unitaria nazionale di «non autosufficienza», che permetta di identificare i beneficiari delle politiche a valere sul Fondo, sulla base del bisogno assistenziale di cui la persona è portatrice e non soltanto su parametri medico-legali basati sulla menomazione.
  Si tratta di un passo particolarmente significativo sulla strada dell'adozione dei necessari interventi a favore della persona.
  Tutto questo per dire dell'attenzione rivolta al tema, che è e resta prioritario nell'Agenda di questo Governo.
  A questi fini, il confronto aperto dal Ministro con i sindacati e volto ad un miglioramento del «sistema pensionistico» vedrà impegnato il Ministero del lavoro insieme al Ministero della salute in uno specifico tavolo di studio e di conseguente attivazione di misure dedicate proprio ai soggetti inabili, disabili e non autosufficienti, con l'obiettivo di garantire loro condizioni di vita migliori e una tutela sempre più attenta.