• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02819 DE POLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante: nella sentenza Commissione/Italia (Direttiva lotta contro i ritardi di pagamento)...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02819 presentata da ANTONIO DE POLI
giovedì 30 gennaio 2020, seduta n.186

DE POLI - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Premesso che a quanto risulta all'interrogante:

nella sentenza Commissione/Italia (Direttiva lotta contro i ritardi di pagamento) pronunciata il 28 gennaio 2020, la Corte di giustizia dell'Unione europea, riunita in grande sezione, ha constatato una violazione da parte dell'Italia della direttiva 2011/7/UE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in quanto non ha assicurato che le sue pubbliche amministrazioni, quando sono debitrici nel contesto di simili transazioni, rispettino effettivamente termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario, stabiliti dalla direttiva;

a più di tre anni dall'avvio della procedura di infrazione inflitta per violazione della citata direttiva tuttavia, alla pubblica amministrazione italiana servono ancora in media 100 giorni per saldare le fatture;

nonostante sia partito dal luglio 2017 l'obbligo da parte di tutti gli enti pubblici di trasmettere le informazioni relative ai singoli pagamenti attraverso il sistema "Siope" (Sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche gestito dal Ministero dell'economia e delle finanze) al fine di consentire a regime la quantificazione dell'ammontare delle passività commerciali e il monitoraggio continuo dei tempi di pagamento delle amministrazioni debitrici, sono ancora moltissimi gli enti che non rispettano questa disposizione e non consentono al Ministero dell'economia e delle finanze di misurare con precisione l'ammontare complessivo del debito e i relativi tempi medi di pagamento;

la legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), inoltre, ha introdotto l'obbligo, a carico delle amministrazioni pubbliche, di comunicare annualmente in aprile l'ammontare dei propri debiti commerciali scaduti e non ancora pagati alla fine dell'anno precedente. Qualora il debito non si sia ridotto di almeno il 10 per cento o nel caso di ritardi nei pagamenti, a partire dal 2020 dovrà essere stanziato un accantonamento al fondo di garanzia debiti commerciali;

secondo la stima riportata nella "Relazione annuale 2018", presentata dal governatore della Banca d'Italia, l'ammontare complessivo dei debiti commerciali della nostra pubblica amministrazione, in calo rispetto al 2017 di 4 miliardi, sarebbe pari a 53 miliardi di euro;

considerato che nonostante i progressi registrati nei tempi di pagamento, la questione dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni pone tuttora seri problemi di liquidità a molte imprese, specialmente medio e piccole, che spesso fronteggiano anche difficoltà nell'accesso al credito bancario,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo intenda valutare l'opportunità di prevedere, anche gradualmente e mediante modalità compatibili con il rispetto delle esigenze finanziarie complessive, nonché della normativa comunitaria e civilistica, la compensazione diretta e universale fra i crediti certificati, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili vantati dagli operatori economici verso le pubbliche amministrazioni e i debiti fiscali e contributivi dei medesimi soggetti.

(4-02819)