• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01338 BINETTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante: sabato 1° febbraio 2020, nell'Aula di palazzo Madama,...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01338 presentata da PAOLA BINETTI
giovedì 30 gennaio 2020, seduta n.186

BINETTI - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che, per quanto risulta all'interrogante:

sabato 1° febbraio 2020, nell'Aula di palazzo Madama, avrà luogo un evento culturale dedicato alla storia del costume e della società italiana raccontati attraverso le canzoni che hanno fatto grande il festival di Sanremo: un evento aperto, gratuito e di grande impatto culturale, che ha suscitato tale e tanto interesse da far registrare in pochi giorni il tutto esaurito;

quest'anno, inoltre, si celebrano i 70 del festival: tanti ne sono passati da quando Nunzio Filogamo presentò il primo "Festival della canzone di Sanremo"; sul palco c'erano allora 4 persone: lui e i tre cantanti concorrenti, da allora le canzoni cantate a Sanremo hanno raggiunto gli angoli più remoti del mondo. Ovviamente in 70 anni il festival ha cercato di adeguarsi ai tempi, ai gusti musicali, adottando formule in cui il far spettacolo serve ad attrarre consensi e finanziamenti, cercando, in linea di massima, di mantenere il suo stile di show a carattere familiare, capace di riunire davanti alla televisione generazioni diverse e distanti tra loro;

quest'anno, tuttavia, proprio in occasione dei 70 anni di Sanremo, per cui la RAI sta investendo moltissimo in pubblicità, tra i cantanti appare Junior Cally, noto come il "rapper con la maschera", che debutta sul palco dell'Ariston con il brano "No grazie"; un testo contro il razzismo e il populismo, polemico nei confronti di due politici in carica. Ma non è per la potenziale strumentalizzazione politica dei 2 leader che Junior Cally è salito agli onori della cronaca pre festival; il testo della canzone, già pubblicato, è stato definito dall'artista un brano "ultrarap antipopulista sull'Italia di oggi";

il rapper è finito al centro delle polemiche per via di una sua canzone del 2017, "Strega", dal testo considerato "violento e sessista": un testo che per volgarità e violenza appare in netto contrasto con l'impegno con cui in Parlamento, e non solo, si discute di contrasto alla violenza sulle donne, di femminicidio, eccetera. Ovviamente un lancio da Sanremo della canzone "No grazie" diventerebbe un'occasione imperdibile per la casa discografica per rieditare anche le vecchie canzoni di Junior Cally. Ma anche altre canzoni degli esordi, secondo un parere diffuso tra i giovani, inciterebbero alla violenza sulle donne, come "Regola 1" e "Cally Whale". La risposta del cantante non si è fatta attendere: "O a Sanremo si accetta l'arte del rap, e probabilmente l'arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un'ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà";

il cortocircuito tra arte e libertà, vero, e quello tra arte e volgarità, falso, ha ampiamente occupato molta stampa e moltissimo web; tra scuse e accuse, l'attenzione mediatica sul giovane rapper e la sua discografia ha già destato la curiosità del pubblico, soprattutto dei più giovani, interessati a sapere chi è Junior Cally, da dove viene, quali sono le sue canzoni, qual è la sua esperienza nella musica, perché porta la maschera. Il cantante ha spiegato, in un'intervista, il perché della sua maschera: voleva essere giudicato solo per la sua musica e ha scelto la maschera antigas perché dà un'immagine più forte e cattiva, aggressiva e violenta, ribadendo come la violenza e l'aggressività appartengano, anche in chiave rievocativa, ai periodi più bui della nostra civiltà;

nel 2018 Junior Cally ha pubblicato il suo primo album ufficiale, dal titolo "Ci entro dentro", che lo ha fatto conoscere al pubblico come "il cantante con le maschere"; si è piazzato al 4° posto nella classifica FIMI degli album più venduti della settimana; nel 2019 è andato in tour nei club di tutta Italia e vanta su "YouTube" milioni di visualizzazioni. Ospite del "Capodanno in musica" 2019 a Bari, in onda su "Canale 5", Junior Cally al termine dell'esibizione ha avuto un'uscita poco elegante, tanto che Federica Panicucci si è scusata col pubblico a casa e in piazza;

con Sanremo che da oltre un mese ammicca tutte le sere in televisione, con un'estenuante campagna pubblicitaria, con l'eco che sta suscitando anche in contesti culturalmente più sofisticati come il Senato, non ci si può stupire che in questi giorni sui social network si sia scatenata una battaglia tra sostenitori della sua presenza a Sanremo e una compagine altrettanto numerosa di chi ritiene che Junior Cally sia l'antitesi della cultura popolare che caratterizza Sanremo. Ma Sanremo a modo suo fa scuola, e testo e video della sua canzone, "Strega", sono un'istigazione alla violenza contro le donne. Farlo cantare a Sanremo, ribadiscono molti, significa renderlo un modello trasgressivo ma accettabile agli occhi dei più giovani, bambini compresi. Con la maschera che indossa, Junior Cally appare un supereroe buffo, perché molti non sanno a che cosa serva una maschera antigas e quando è stata utilizzata in circostanze drammatiche. Un supereroe da imitare in tutto quello che dice e che fa; difficile poi sorprendersi se dei tredicenni stuprano una ragazzina, filmano la bravata e la condividono sui social network;

Sanremo può fare molti milioni di spettatori in Italia e all'estero, tutti esposti all'esuberanza di cattivo gusto di questo cantante,

si chiede di sapere in che modo il Ministro in indirizzo intenda tutelare il patrimonio artistico italiano, anche attraverso i grandi spettacoli, del quale la musica è parte, evitando che libertà sconfini in volgarità e in violenza, soprattutto in un momento come l'attuale nella vita del Paese, quando il rispetto per la donna sta faticosamente conquistando nuovi spazi e sta maturando in tutti la consapevolezza che la violenza contro le donne va estirpata prima di tutto dalla quotidianità, senza offrirle alibi di nessun tipo, evitando di metterla in vetrina.

(3-01338)