• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01340 GALLONE - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che: nel 2019, la raccolta differenziata nel comune di Bergamo ha raggiunto la soglia del 71,3...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01340 presentata da MARIA ALESSANDRA GALLONE
giovedì 30 gennaio 2020, seduta n.186

GALLONE - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Premesso che:

nel 2019, la raccolta differenziata nel comune di Bergamo ha raggiunto la soglia del 71,3 per cento, un risultato in percentuale identico a quello del 2018. Cala invece la raccolta di rifiuti indifferenziati, con una riduzione del 1,84 per cento, passando dai 18.205.620 chili del 2018 ai 17.869.920 nel 2019;

secondo l'ultimo rapporto realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile e da Fise Unicircular (l'Unione imprese economia circolare), l'Italia si conferma avanguardia dell'industria europea del riciclo, attestandosi per il recupero degli imballaggi al terzo posto (con un tasso di riciclo al 67 per cento), dopo Germania (71 per cento) e Spagna (70 per cento). Diverse filiere degli imballaggi (carta, vetro, plastica, legno, alluminio e acciaio) hanno già superato, o sono a un passo dal farlo, i nuovi obiettivi previsti a livello europeo per il 2025, altre (RAEE, veicoli fuori uso) crescono più lentamente;

si tratta di un settore strategico per il nostro Paese, povero di materie prime e che ogni anno dal riciclo riceve 12 milioni di tonnellate di materie prime per l'industria nazionale;

i dati riportati nel rapporto evidenziano che negli ultimi 10 anni, in Italia, i rifiuti totali prodotti sono passati da 155 a 164 milioni di tonnellate (con un aumento del 6 per cento) e il riciclo è cresciuto da 76 a 108 milioni di tonnellate (con un aumento del 42 per cento);

tuttavia, i dati mostrano altresì che all'aumento della produzione dei rifiuti e della raccolta differenziata consegue l'aumento degli scarti di trattamento, che sono sempre più difficili da collocare per l'insufficienza di impianti per lo smaltimento finale rispetto al fabbisogno nazionale e, in larga parte, regionale;

attualmente, secondo un recente studio realizzato dal centro studi di REF, la gestione dei rifiuti nelle 14 regioni in deficit di impianti totalizza un passivo di circa 4,9 milioni di tonnellate che vengono esportate all'estero o in altre regioni per essere smaltite;

al contempo, le quattro direttive del "pacchetto economia circolare", pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea del 14 giugno 2018, che modificano 6 precedenti direttive su rifiuti (2008/98/CE), imballaggi (1994/62/CE), discariche (1999/31/CE), rifiuti elettrici ed elettronici (2012/19/UE), veicoli fuori uso (2000/53/CE) e pile (2006/66/CE), impongono il riciclo entro il 2025 per almeno il 55 per cento dei rifiuti urbani (60 per cento entro il 2030 e 65 per cento entro il 2035), vincolando, parallelamente, lo smaltimento in discarica (fino ad un massimo del 10 per cento entro il 2035); il 65 per cento degli imballaggi dovrà essere riciclato entro il 2025 e il 70 per cento entro il 2030;

per conseguire tali obiettivi e realizzare la transizione verso un modello di economia circolare, occorrerà prestare quindi ancora maggiore attenzione alla promozione, come previsto dalle nuove direttive, di un impiego più consistente dei materiali generati dal riciclo nella realizzazione dei prodotti; va affrontato il tema dell'eco-progettazione e deve essere certa la cessazione della qualifica di rifiuto dopo adeguato trattamento (end of waste), assicurando maggiore sbocco ai materiali recuperati attraverso un "pacchetto di misure" finalizzate a promuovere lo sviluppo dei mercati del riutilizzo e dei prodotti realizzati con materiali riciclati. Inoltre, occorre prevedere: maggiori costi per lo smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati, pur salvaguardando la possibilità di smaltire gli scarti delle attività di riciclo; l'estensione dell'uso di materiali riciclati negli appalti pubblici; agevolazioni fiscali per l'uso di materiali e prodotti riciclati; un reale sostegno alla ricerca e all'innovazione tecnologica per il riciclo; l'eliminazione graduale delle sovvenzioni in contrasto con la gerarchia dei rifiuti;

la situazione è in particolare aggravata dalla mancanza di sbocchi, per alcune tipologie di materiali provenienti dalla raccolta differenziata, causata dal "blocco" dell'export in Cina, Indonesia e altri Paesi dell'estremo oriente, e dalla riduzione della capacità di assorbimento delle industrie utilizzatrici dei materiali di recupero (cartiere, vetrerie, produttori di pannelli in legno, industrie di trasformazione della plastica, eccetera);

le associazioni e le imprese di categoria, quindi, hanno lanciato il proprio allarme denunciando lo stato di emergenza in quanto potrebbero trovarsi costrette a rifiutare nuovi conferimenti di rifiuti da avviare a riciclo per raggiunta capacità degli stoccaggi; chiedono l'attivazione di un tavolo di lavoro per superare questa emergenza, che metta a confronto le istituzioni e gli operatori su misure concrete da avviare urgentemente, e a tal fine hanno avanzato 5 proposte operative per uscire dall'emergenza: 1) promuovere l'adeguamento e il miglioramento tecnico degli impianti con incentivi agli investimenti per aumentare la qualità dei processi e dei materiali e prodotti ottenuti dal riciclo; 2) avviare a soluzione il problema della carenza degli sbocchi di mercato attraverso: l'agevolazione e lo snellimento delle procedure per l'esportazione dei materiali selezionati; il coinvolgimento, in base al principio della responsabilità del produttore, del CONAI e dei relativi consorzi per individuare e promuovere sbocchi aggiuntivi; la promozione dell'applicazione dei criteri ambientali minimi (CAM) e nuove misure di sostegno all'acquisto o all'utilizzo delle materie e prodotti provenienti dal riciclo (ad esempio IVA ridotta), in modo da evitare o colmare il divario concorrenziale tra questi ultimi e le materie naturali o vergini; 3) facilitare lo smaltimento degli scarti di lavorazione delle aziende del riciclo privilegiandoli, nell'applicazione delle tariffe, rispetto al conferimento delle frazioni indifferenziate; al contempo, rispondere al crescente fabbisogno di impianti di smaltimento attraverso la creazione di nuovi impianti o l'ampliamento di quelli esistenti con procedure più snelle e tempi certi; 4) in via straordinaria ed urgente per questo periodo di transizione, fare fronte alle limitazioni autorizzative degli stoccaggi presso gli impianti per evitare il blocco dei conferimenti e, di conseguenza, della raccolta differenziata; 5) prevedere una congrua rappresentanza degli operatori del settore negli organi di governo del sistema nel suo complesso e delle singole filiere (come peraltro previsto dalle norme di settore),

si chiede di sapere quali misure il Ministro in indirizzo stia mettendo in campo per risolvere le problematiche del settore e se intenda accogliere la richiesta delle associazioni di categoria di istituire un tavolo tecnico al fine di attuare le iniziative proposte.

(3-01340)