• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/02781 DE PETRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che la Regione autonoma della Sardegna ha istituito con propria legge...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02781 presentata da LOREDANA DE PETRIS
martedì 28 gennaio 2020, seduta n.184

DE PETRIS - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per gli affari regionali e le autonomie. - Premesso che la Regione autonoma della Sardegna ha istituito con propria legge regionale n. 3 del 2009 la Direzione generale della protezione civile che esercita differenti ed importanti funzioni di particolare delicatezza, quali: 1) la predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali; 2) l'attuazione di interventi urgenti in caso di crisi determinata dal verificarsi o dall'imminenza di eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria, avvalendosi anche del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; 3) la definizione degli indirizzi per la predisposizione dei piani provinciali di emergenza in caso di eventi naturali o connessi con l'attività dell'uomo che per loro natura ed estensione comportano l'intervento coordinato di più enti o amministrazioni competenti in via ordinaria; 4) l'attuazione degli interventi necessari per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite da eventi calamitosi; 5) la dichiarazione dell'esistenza di eccezionale calamità o avversità atmosferica, ivi compresa l'individuazione dei territori danneggiati e delle provvidenze previste dal fondo di solidarietà nazionale; 6) gli interventi per l'organizzazione e l'utilizzo del volontariato; inoltre la Direzione coordina le attività di protezione civile delle strutture della Regione, delle Province, dei Comuni e delle associazioni di volontariato;

considerati:

l'ampiezza, la qualità ambientale-naturalistica, e il riconosciuto valore paesaggistico del territorio sardo;

la fragilità idrogeologica di alcune aree della Sardegna, con particolare riferimento all'estuario dei principali fiumi e al carattere torrentizio violento di diversi corsi d'acqua, in relazione a ricorrenti precipitazioni improvvise e copiose;

la rilevanza e l'estensione del patrimonio boschivo e di macchia mediterranea, soggetto ad attacchi incendiari che comportano e hanno comportato, soprattutto nel passato, rischi significativi, oltre che alla flora e alla fauna, anche per gli operatori antincendio e la popolazione civile;

la storia degli eventi critici che hanno richiesto interventi immediati e coordinati di protezione civile quali, in particolare, le alluvioni di Capoterra (2008) e Gallura-nuorese-Campidano (2013), con un tragico prezzo anche in vittime umane (23),

si chiede di sapere:

se risulti che la Regione autonoma della Sardegna abbia attribuito l'incarico di direttore generale a persona (ingegner Antonio Pasquale Belloi) priva dei richiesti titoli professionali (legge regionale n. 31 del 1998, art. 29);

se risulti che tale persona operi senza la necessaria formalizzazione, per lo svolgimento del delicato incarico, tramite la stipula del richiesto contratto di lavoro;

se gli eventuali atti e disposizioni emanati dalla stessa persona in qualità di direttore generale, in assenza di regolare atto di nomina e formale contratto, possano essere viziati all'origine e quindi risultare nulli o annullabili o privi di effetti, causando gravi disfunzioni anche nelle fasi emergenziali di protezione civile;

se, considerate le competenze della Direzione generale, non sia necessario un diretto immediato intervento del Governo, atto a sollecitare la nomina del direttore generale della protezione civile sarda nel rispetto delle norme.

(4-02781)