• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/01322 DE PETRIS - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che: in data 29 settembre 2019 per iniziativa del Comune di Padova e della Regione Veneto è...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-01322 presentata da LOREDANA DE PETRIS
martedì 28 gennaio 2020, seduta n.184

DE PETRIS - Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. - Premesso che:

in data 29 settembre 2019 per iniziativa del Comune di Padova e della Regione Veneto è stato stipulato un accordo di programma riguardante il polo ospedaliero di Padova, distribuito fra l'area dell'ospedale esistente "Giustinianeo", situata in centro storico, e l'area di Padova est;

esso prevede, fra l'altro, la realizzazione di un edificio destinato a servizi sanitari localizzato all'interno del centro storico, a ridosso della cinta muraria rinascimentale ed in prossimità del baluardo "Cornaro" del Sanmicheli, sottoposto a vincolo di tutela con decreto del Ministro della pubblica istruzione del 22 dicembre 1923, nel cuore del previsto parco delle mura e delle acque della città;

l'accordo prescrive solo generici auspici riguardanti il rispetto dei valori storico-culturali e non risulta contemplata alcuna indicazione prescrittiva concernente i parametri stereometrici e il limite massimo di altezza degli edifici in aree di valore paesaggistico e storico, consentendo quindi di costruire anche edifici a torre in un'area interna alle mura;

non vengono indicati i limiti temporali per l'abbattimento dei volumi che ostacolano la realizzazione del verde e del parco delle mura e delle acque, in alcuni casi non rispettando i vincoli esistenti, e per tali abbattimenti non è prescritta alcuna obbligatorietà;

non viene abbassato l'indice di edificabilità di 5,5 metri cubi al metro quadrato (a Padova l'indice massimo attribuito al Centro Direzionale è 5 metri quadrati al metro quadrato) in un'area che dovrebbe essere "alleggerita" per assicurare spazi verdi e creare coni visivi sulle mura, non solo dall'esterno, ma anche dall'interno del perimetro dell'ospedale Giustinianeo;

nell'ambito dell'accordo di programma il parco non ha una configurazione propria e definita, ma si perde nella generica destinazione di zona F che ricopre tutta l'area, non risultando esplicitato il divieto di costruire nelle aree campite di verde chiaro che si suppone che potrebbero far parte del parco, di cui però non è mai evidenziato un perimetro, né un'area con specifica destinazione;

inoltre, non è stato attivato alcun percorso partecipativo, nonostante la rilevanza dell'intervento per l'assetto urbanistico di Padova e le richieste avanzate in tal senso dalle associazioni civiche,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario ed urgente intervenire a tutela del centro storico di Padova, valutando l'introduzione delle seguenti modifiche all'accordo di programma concernente la realizzazione del polo ospedaliero: 1) che il parco delle mura e delle acque sia chiaramente individuato nel perimetro e con un recinto che lo distingua e una specifica norma di attuazione; 2) che sia definita una zonizzazione che individui le aree edificabili da quelle che non lo sono, gli spazi verdi, il parco, le aree boscate, i coni visuali; 3) che siano stabilite le altezze massime degli edifici consentite anche in funzione della vicinanza dalle mura; 4) che venga ridotto sensibilmente l'indice di edificabilità territoriale e la superficie coperta anche nel rispetto della legge della Regione Veneto sul consumo di suolo (legge regionale n. 14 del 2017); 5) che sia stabilito il cronoprogramma degli interventi, in particolare, degli interventi di demolizione dei fabbricati previsti in planimetria, e che non sia concedibile l'agibilità del nuovo edificio sostitutivo fino alla verifica dell'abbattimento compiuto; 6) che venga mantenuta la normativa del piano degli interventi e del piano territoriale paesistico che applicano alcune fondamentali misure di salvaguardia e di prescrizioni riguardanti gli elaborati tecnici;

quali siano le motivazioni che hanno condotto alla sostituzione del soprintendente di Padova, Vincenzo Tinè, dopo tre mesi di incarico.

(3-01322)