• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/01269 (3-01269)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01269presentato daBALDELLI Simonetesto diMartedì 28 gennaio 2020, seduta n. 294

   BALDELLI, GELMINI, OCCHIUTO, BARELLI, CARRARA, DELLA FRERA, FIORINI, POLIDORI, PORCHIETTO, SQUERI, MANDELLI, PRESTIGIACOMO, CANNIZZARO, D'ATTIS, D'ETTORE, PAOLO RUSSO, MARTINO, GIACOMONI, ANGELUCCI, CATTANEO, BARATTO, ROSSELLO, BATTILOCCHIO, MARROCCO, RUGGIERI, PETTARIN, ELVIRA SAVINO, SIBILIA e VIETINA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che:

   nella sentenza Commissione/Italia (Direttiva lotta contro i ritardi di pagamento) (C-122/18) pronunciata il 28 gennaio 2020, la Corte, riunita in Grande Sezione, ha constatato una violazione da parte dell'Italia della direttiva 2011/7/UE, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, in quanto tale Stato membro non ha assicurato che le sue pubbliche amministrazioni, quando sono debitrici nel contesto di simili transazioni, rispettino effettivamente termini di pagamento non superiori a 30 o 60 giorni di calendario, quali stabiliti all'articolo 4, paragrafi 3 e 4, di tale direttiva;

   il ricorso contro l'Italia era stato promosso dalla Commissione europea, alla quale operatori economici e associazioni di operatori economici italiani avevano rivolto varie denunce aventi ad oggetto i tempi eccessivamente lunghi in cui sistematicamente le pubbliche amministrazioni italiane saldano le proprie fatture relative a transazioni commerciali con operatori privati;

   il ritardo con il quale le amministrazioni pubbliche pagano le imprese che forniscono beni e servizi al settore pubblico costituisce un elemento di debolezza dell'economia del Paese, poiché la massa di risorse sottratte alle imprese ne rende difficile sia la gestione ordinaria che i piani di investimento, oltre a generare costi connessi alla ricerca di fonti alternative di finanziamento. Una situazione che colpisce principalmente le piccole e medie imprese, che sono le più esposte alle crisi di liquidità e per le quali è più difficile e oneroso l'accesso al credito;

   dalla XVII legislatura, in considerazione della normativa comunitaria e dopo la comunicazione del marzo 2013 del Vice Presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, in cui si è chiarito che il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione non sarebbe rientrato nel calcolo del debito pubblico ai fini del patto di stabilità, si sono succeduti diversi provvedimenti, che però non hanno offerto una soluzione efficace al problema;

   lo scorso 28 maggio 2019 l'aula ha votato all'unanimità una mozione che impegnava il Governo ad adottare ogni iniziativa utile a sbloccare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni verso imprese e professionisti –:

   cosa intenda fare il Governo e quali puntuali iniziative intenda mettere in campo per superare le criticità riscontrate in relazione ai ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni ed evitare una procedura d'infrazione europea che graverebbe su famiglie, professionisti e imprese.
(3-01269)