• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/03412 (5-03412)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-03412presentato daTROIANO Francescatesto diLunedì 20 gennaio 2020, seduta n. 291

   TROIANO. — Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo. — Per sapere – premesso che:

   la città foggiana di Manfredonia, fondata da Manfredi di Svevia ed erede della romana Sipontum, annovera tra i suoi principali monumenti un castello medievale risalente al XIII secolo che ceduto dal comune allo Stato nel 1968, ospita il Museo nazionale della Daunia;

   il 27 dicembre 2019 la testata on line Manfredonianews ha pubblicato l'articolo «Lavori nel Castello di Manfredonia, oltraggi e sfregi autorizzati... in nome delle pari opportunità», dove l'autore, R. Di Sabato denuncia l'intervento compiuto a danno della cosiddetta Torre della Polveriera o Magazzino d'Artiglieria, nel corso di lavori, dal valore di 1,5 milioni di euro, autorizzati dal Ministero per beni e le attività culturali e per il turismo, attraverso la pubblicazione di foto che immortalerebbero cumuli di macerie e un piccolo escavatore Hitachi parcheggiato a ridosso dello scasso praticato alla base del torrione;

   negli scatti successivi alla pubblicazione dell'articolo, il materiale di risulta e l'escavatore non risulterebbero, ma comparirebbe una recinzione ad impedire l'accesso all'area del torrione;

   il 30 dicembre la testata on line «Stato Quotidiano» si è soffermata sul finanziamento ottenuto da un Pon Fesr 2014-2020 e sulle procedure di affidamento dei lavori, segnalando anche l'interessamento della trasmissione «Striscia la notizia» e il 31 dicembre ha reso pubblica la relazione tecnica esplicativa dell'ingegnere Toto sui lavori della Torre;

   il web magazine, «Foggia città aperta», il 30 dicembre 2019 ha invece riportato le dichiarazioni dell'architetto Dardes, relativamente alla distruzione del Castello dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, il quale ha affermato: «non è così antico come tanti vogliono far credere», aggiungendo che «Il cantiere è stato aperto per creare un piccolo varco indispensabile alla fruizione dell'area per chi ha una disabilità motoria»;

   le dichiarazioni dell'architetto Dardes estraneo alla pubblica amministrazione apparirebbero poco chiare tanto da lasciar ipotizzare una sorta di coinvolgimento. Lo stesso, infatti, risulterebbe già in passato progettista dell'allestimento del Museo diocesano di Manfredonia, la cui impresa esecutrice era la Bawer Spa, parte in causa anche nei lavori in questione. Infatti, il cartello di cantiere, pubblicato il 27 dicembre, riporterebbe che i lavori, quantificati in 717.427,00 euro e iniziati il 2 settembre 2019, sarebbero svolti dall'Associazione Temporanea di imprese costituita da Tancredi Restauri S.r.l., L.m. Impianti S.r.l. e Bawer S.p.a.;

   si ricaverebbe infine e non dal suddetto cartello, contrariamente a quanto disposto dalla legge, ma dalla documentazione relativa ai «lavori di valorizzazione funzionale e adeguamento impiantistico del Museo Archeologico Nazionale della Daunia in Manfredonia (FG)» – CIG7656787484, che l'architetto progettista, dottoressa Guarnieri, coadiuvata da due funzionari archeologi, avrebbe agito per conto del segretariato regionale del ministero;

   il progetto esecutivo risulterebbe verificato e validato a fine 2017, dalla dottoressa Bonomi, allora Soprintendente Abap per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani e Responsabile Unico del Procedimento, nonché dal segretario regionale del Ministero, mentre la gara per l'affidamento dei lavori sarebbe stata indetta con bando il 15 ottobre 2018 (successivamente ad altro bando annullato il 10 maggio 2018) e aggiudicata definitivamente il 21 marzo 2019;

   in merito alla Torre della Polveriera, la relazione tecnica (p.3) attesterebbe che la sua integrità esterna sarebbe stata sacrificata, per realizzare «una piattaforma elevatrice idraulica, installata in un vano corsa realizzato con incastellatura metallica e vetri, con la possibilità di accesso esclusivo degli addetti ai lavori da tutti i livelli di deposito e la possibilità di accesso dei visitatori dal livello +6,43, tramite una rampa esterna, fino a raggiungere a quota +12,13 la sala denominata “Venti del Neolitico”» –:

   se il Ministro interrogato sia al corrente di quanto esposto in premessa;

   come si giustifichi l'assenza nella documentazione di progetto di qualsiasi relazione sulle vicissitudini storiche ed architettoniche del Castello di Manfredonia;

   quali iniziative di competenza intenda adottare per tutelare la dignità di un monumento storico divenuto oggetto di un accanimento «modernista» che si appresterebbe a comprometterne anche l'aspetto esteriore;

   quali iniziative intenda assumere per assicurare che sia rispettato pienamente il codice dei beni culturali, che sancisce il divieto di demolizione degli edifici storici e di parti di essi, evitando quello che appare all'interrogante un intollerabile cattivo impiego di denaro pubblico.
(5-03412)