• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/04497 (4-04497)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04497presentato daCIRIELLI Edmondotesto diVenerdì 17 gennaio 2020, seduta n. 290

   CIRIELLI. — Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che:

   da organi di stampa si apprende di una grave emergenza ambientale che da tempo attanaglia il territorio di Licola, una località sita tra i comuni di Giugliano in Campania e Pozzuoli, dove a causa di un furto ai danni della centrale di sollevamento, per molti giorni, ci sarebbe stato lo sversamento di liquami nello specchio d'acqua antistante la costa flegreo-domitia, nel comune di Giugliano;

   nel dettaglio, le fonti giornalistiche denuncerebbero che a seguito del furto dei cavi di rame della centrale di sollevamento avvenuto il 31 dicembre 2019, i reflui non sarebbero confluiti nei depuratori bensì sarebbero finiti direttamente in mare attraverso il Canale Abruzzese, causando gravissimi danni ambientali e igienico-sanitari aggravati, tra l'altro, dal tardivo intervento della regione;

   la situazione appena descritta ha destato indignazione e preoccupazione tra la popolazione, atteso che in quei territori vi è la più alta concentrazione di discariche, potenzialmente tra le più dannose della regione Campania con un grave impatto sull'ambiente e ingenti ripercussioni sulla salute della popolazione medesima;

   i cittadini delle zone interessate e di quelle limitrofe si sono immediatamente attivati per segnalare e denunciare la gravità dei fatti alle competenti autorità nonché sollecitare la regione Campania, proprietaria della centrale di sollevamento, ad assumere le proprie responsabilità e intervenire quanto prima al fine di risolvere una grave falla dei sistemi di depurazione che, secondo quanto denunciato, durerebbe da diversi anni;

   nonostante le numerose denunce da parte dei rappresentanti territoriali, delle associazioni, dei privati cittadini e dei controlli delle forze dell'ordine, tutt'oggi non sono stati adottati provvedimenti in grado di risolvere, definitivamente, questa grave problematica che pregiudica l'integrità ambientale ed ecologica delle acque marine lungo la fascia costiera dei comuni di Pozzuoli, Giugliano, Castelvolturno Mondragone;

   circostanza ancor più grave deriva dal fatto che il principale impianto di depurazione denominato «Cuma», sebbene sia stato oggetto di lavori di adeguamento e rifunzionalizzazione che avrebbero dovuto assicurare al litorale flegreo-domitio uno degli impianti più grandi e all'avanguardia d'Europa, continua a presentare forti criticità e disfunzioni;

   pertanto, l'intera rete idrica delle zone interessate a causa dell'inadeguatezza dei depuratori e degli scarichi illegali, raccoglie quotidianamente una consistente mole di liquami fognari e di sostanze inquinanti di vario genere che vengono riversate nelle acque marine;

   tale circostanza rende, chiaramente, le foci e i canali d'acqua delle vere e proprie discariche a cielo aperto e genera altresì insopportabili miasmi per i cittadini residenti ormai stremati da una situazione che non vede alcuna soluzione;

   sarebbe opportuno che l'Arpac effettui maggiori controlli sulla salubrità delle esalazioni, al fine di valutare se le stesse siano o meno nocive alla salute dei cittadini;

   il malfunzionamento degli impianti di depurazione, sebbene oggetto di diversi adeguamenti funzionali, danneggia gravemente la qualità dell'ambiente e le acque marine a causa dell'immissione di elevate quantità di sostanze tossiche che limitano altresì la balneabilità delle acque delle zone lungo il litorale domitio, con serie ripercussioni anche sull'economia turistica locale;

   a parere dell'interrogante, l'intervento tardivo della regione sulla pompa di sollevamento costituirebbe unicamente una soluzione temporanea, in quanto sarebbe opportuno dotare la centrale di un adeguato sistema di videosorveglianza, al fine di evitare futuri atti vandalici, nonché prevedere opportuni programmi di manutenzione preventiva e un monitoraggio successivo continuo, indispensabili per sanare definitivamente quanto accade nel territorio di Licola ed evitare futuri e più gravi danni igienico-sanitari;

   non vi è chi non veda come siffatta situazione configuri quello che l'interrogante giudica l'ennesimo fallimento delle scelte politiche del presidente della regione De Luca che nel corso degli ultimi anni ha trasformato la Campania nella Regione maggiormente attanagliata dal problema della gestione rifiuti, a discapito dei contribuenti in termini di spesa pubblica e soprattutto a danno della salute dei cittadini;

   basti osservare che Licola e i comuni limitrofi da diversi anni lamentano un aumento dell'inquinamento ambientale;

   siffatta situazione non è migliorata nemmeno a seguito dell'approvazione e dell'avvio del grande progetto denominato «Risanamento ambientale e valorizzazione dei Regi Lagni» approvato dalla Commissione europea con decisione C (2007) 4265 dell'11 settembre 2007 e successive modifiche per un importo pari a euro 230.000.219,00 –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti iniziative di competenza ritenga opportuno adottare per fronteggiare il pericolo igienico-sanitario del territorio, anche promuovendo una verifica da parte del Comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, in relazione allo scempio che da anni vive il territorio.
(4-04497)